Coronavirus: allarme per gli eventi super diffusori. Quali sono?

Gli eventi super diffusori sono sotto osservazione in questa nuova ondata di coronavirus: quali sono e come evitarli?

Coronavirus: allarme per gli eventi super diffusori. Quali sono?

Coronavirus: nel giorno in cui l’Europa ha raggiunto il record di contagi al giorno, ben 100.000, scatta l’allarme per gli eventi super diffusori dell’infezione.

Quali sono, come evitarli e perché sono così pericolosi? La seconda ondata che sta attraversando soprattutto il vecchio continente, con l’allerta massima anche in Italia, apre a riflessioni importanti su come arginare il più possibile i contagi.

Non esistono soltanto i positivi super contagiosi, ovvero coloro in grado di infettare un grande numero di persone. A destare la massima attenzione, infatti, devono essere anche i cosiddetti eventi super diffusori.

Non a caso il Governo sta monitorando palestre, ristoranti, stadi: quali sono le situazioni più rischiose per il contagio e come evitarle?

Eventi super diffusori COVID: le situazioni da evitare

I superspreader sono stati individuati dalla scienza come le persone contagiate in grado, da sole, di infettare molti più individui dei 2,5 indicati dalla media dell’indice Ro (senza aver preso le precauzioni come mascherine e distanze).

Nello specifico, Science ha pubblicato uno studio in base al quale l’8% dei positivi è stato la causa del 60% di nuove infezioni. Sono pochi i malati, quindi, potenzialmente super contagiosi.

La super diffusione del COVID, però, non dipende soltanto dalla carica virale del singolo individuo. Bisogna fare attenzione anche alle situazioni in cui si trovano i positivi. Esistono, infatti, eventi super diffusori molto pericolosi e da evitare, soprattutto in questa delicata fase di aumenti dei casi.

I maggiori focolai nel mondo si sono verificati in ospedali, case di cura, mattatoi, riunioni di lavoro, matrimoni, cerimonie religiose, feste, carceri: ovvero hanno avuto origine da eventi super diffusori, accomunati dalla riunione in posti chiusi di grandi numeri di persone.

L’ultima situazione di pericolo indicata dagli esperti, per esempio, è stata la cerimonia di nomina della nuova giudice della Corte Suprema USA. Nel giardino della Casa Bianca, senza distanziamento e con pochissime mascherine, si sono riunite decine di persone, causando probabilmente i contagi della White House.

Così come gli scienziati ricordano la famosa partita di Champions League giocata a Milano il 19 febbraio tra Atalanta e Valencia. Non si sapeva ancora che il virus era arrivato in Italia e l’evento è stato veicolo di molti contagi.

Ecco, dunque, le situazioni a rischio, considerate potenziali super diffusori dell’infezione coronavirus:

  • lezioni in palestra e in luoghi chiusi;
  • tornei e match sportivi;
  • riunioni di lavoro;
  • lavoro quotidiano in open space;
  • lavoro in grandi stabilimenti, come mattatoi;
  • feste private;
  • cerimonie religiose;
  • cene e pranzi in ristoranti e locali;
  • prove e lezioni di canto e ballo

Tali eventi sono tra quelli più segnalati come super diffusori, poiché presuppongono vicinanza di persone, respirazione ad alta intensità, emissione di droplet a causa di sforzi maggiori della voce (come nel canto).

COVID ed eventi super diffusori: come difendersi?

La paura di tutti, Governo Conte in primis, è dover tornare al rigido lockdown primaverile. Come evitare lo scenario peggiore?

Il prossimo DPCM in Italia darà probabilmente indicazioni al riguardo, come misure restrittive. Intanto, un esempio di prevenzione senza limitare al massimo le libertà delle persone arriva dall’Asia.

Giappone e Corea del Sud, come riportato da il Corriere della Sera, hanno adottato la regola delle 3C: Closed spaces, Crowded places, Close-contact settings.

L’invito ai cittadini è stato di evitare il più possibile: luoghi chiusi, affollati, e di avvicinamento delle persone. Oltre a indossare mascherine, ormai obbligatorie sempre in Italia, e a tenere la distanza occorrerà stare attenti alle situazioni più pericolose.

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