Coprifuoco dalle 22 in tutta Italia: cosa si può fare e quando si può uscire

Il coprifuoco nazionale dalle ore 22 è una delle novità principali del nuovo DPCM. Uscire di casa è vietato ma ci sono delle eccezioni: ecco cosa si può fare e dove, senza rischiare la multa.

Coprifuoco dalle 22 in tutta Italia: cosa si può fare e quando si può uscire

Dal 6 novembre fino al 3 dicembre è in vigore il coprifuoco in tutta Italia a partire dalle 22 fino alle 5 del mattino successivo. Questa è una delle novità del DPCM appena firmato da Conte, che divide l’Italia in tre zone in base al rischio epidemiologico.

Cosa si può fare durante il coprifuoco e quando si può uscire è scritto nel modulo di autocertificazione da compilare e consegnare a Polizia e Carabinieri: gli spostamenti per motivi di salute, lavoro e altre necessità sono sempre consentiti. Invece non si può uscire per andare a casa di amici e fare jogging all’aperto. Inoltre è vietato uscire per andare al supermercato (anche quelli h24 sono chiusi) ma si può sfruttare la consegna a domicilio.

Nel coprifuoco si può uscire per “motivi di salute”, andare in farmacia o al pronto soccorso

Tra le poche cose che si possono fare durante il coprifuoco ci sono gli spostamenti per motivi di salute, quindi per raggiungere l’ospedale più vicino in caso di malori, la guardia medica o la farmacia di turno.

Ma non tutti i motivi di salute sono ammessi: solo situazioni di concreto bisogno giustificano gli spostamenti durante il coprifuoco. Significa che, per esempio, non è considerato una “giustificazione” dover raggiungere un amico o parente per chiedere in prestito la pillola per il mal di testa. Il o i motivi di salute devono essere seri, veritieri e urgenti, quindi non procrastinabili alla mattina successiva.

Esigenze lavorative


Si può uscire dalla propria abitazione durante il coprifuoco per motivi legati ad esigenze lavorative. Questo vale sia per chi lavora in ristoranti, bar e locali e deve tornare a casa dopo la chiusura, sia per coloro che svolgono abitualmente attività in fascia notturna, come dipendenti di call center, farmacisti delle farmacie di turno, addetti alla pulizia urbana e alla vigilanza. Le esigenze di lavoro devono essere “comprovate”, vale a dire che quanto dichiarato nel modulo di autocertificazione - se le Forze dell’ordine lo richiedono - deve poter essere dimostrato dal dichiarante, ad esempio mostrando il tesserino o la lettera del datore di lavoro.

Cos’altro si può fare durante il coprifuoco

All’ultimo punto delle ragioni previste dal modulo di autocertificazione troviamo “altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio”. Cosa vuol dire esattamente e quali sono gli “altri motivi”?

Esempi tipici possono essere il malore di un familiare nella notte, un guasto alle tubature nella seconda casa, un furto in ufficio, e ogni altra ipotesi eccezionale che richiede l’intervento immediato.

Le multe


Chi viola il coprifuoco senza motivo di salute, lavoro, necessità e rientro al domicilio rischia la multa da minimo 400 euro fino a 1.000 euro. C’è inoltre la possibilità di sanzioni più gravi se il fatto avviene alla guida di un mezzo o in presenza di più violazioni ripetute.

Serve l’autocertificazione

Chi esce durante il coprifuoco deve giustificare lo spostamento con il modulo di autocertificazione del Ministero dell’Interno, lo stesso in vigore quando c’era il lockdown. L’ autodichiarazione va consegnata alle Forze dell’ordine in caso di controllo e deve contenere i dati del dichiarante, i motivi dello spostamento, il luogo di provenienza e quello di destinazione. Che succede a chi non ha il modulo con sé?

Il dichiarante è responsabile delle informazioni riportate nel modulo e, in caso di informazioni mendaci rischia la denuncia per Falso (articolo 495 del Codice penale) e la reclusione da 1 a 6 anni.

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