Copertura assicurativa Inail, 3 controlli essenziali per evitare problemi

Paolo Ballanti

5 Aprile 2024 - 15:35

I premi Inail rappresentano una delle principali voci del costo del personale insieme ai contributi previdenziali ed assistenziali. Esistono però alcuni controlli necessari per risparmiare soldi

Copertura assicurativa Inail, 3 controlli essenziali per evitare problemi

Al pari di quanto avviene per le polizze casa e auto, l’assicurazione Inail per gli eventi di infortunio sul lavoro e malattia professionale, è finanziata grazie al versamento di un premio annuo da parte del datore di lavoro.

Posto che il premio in questione rappresenta un costo per l’azienda, come tale impattante su quella che è la contabilità e, di conseguenza, il bilancio di esercizio, analizziamo in dettaglio una serie di controlli essenziali per evitare spiacevoli (e costose) sorprese.

Verificare la corrispondenza tra mansioni e voci di tariffa

Come anticipato, il premio dovuto all’Inail per la copertura assicurativa è determinato sulla base della voce di tariffa, cui corrisponde un tasso (espresso in per mille) comunicato direttamente dall’Istituto.

Essendo la voce di tariffa specifica rispetto all’attività svolta in concreto dal dipendente, è necessario che l’azienda verifichi se, in base alle mansioni ricoperte dai singoli lavoratori, per gli stessi il premio Inail è calcolato in funzione della voce di tariffa corretta.

Può accadere infatti che, a causa di uno o più cambiamenti in termini di mansioni assegnate al lavoratore, per quest’ultimo risulti una voce di tariffa obsoleta perché, ad esempio, legata all’attività precedentemente svolta.

La verifica sulla corretta copertura Inail deve necessariamente prevedere:

  • Un elenco comprensivo di tutti i lavoratori dipendenti;
  • L’indicazione, per ognuno, delle mansioni svolte;
  • L’analisi sulla corrispondenza tra mansioni e voci di tariffa;
  • Eventuali modifiche necessarie a seguito della non corrispondenza emersa dall’analisi di cui al punto precedente.

Il rischio di una copertura Inail non corrispondente alla realtà è quello di vedersi contestato, dagli organi ispettivi, un omesso versamento di premi assicurativi, a causa dell’applicazione di una voce di tariffa inferiore a quella dovuta.

Quest’ultima situazione può verificarsi ad esempio a fronte del mutamento di mansione di più lavoratori, in precedenza occupati nell’attività di raccolta rifiuti, con voce di tariffa 0431 (tasso applicato 31,04 per mille) e successivamente impegnati nella manutenzione del verde, per la quale opera la voce di tariffa 1100 (tasso applicato 32,41 per mille).

Ipotizziamo che la massa retributiva annua (gennaio - dicembre) sia pari ad euro 60 mila. Applicando il tasso relativo alla voce 0431 il contributo dovuto all’Inail risulta pari alla somma del premio lordo e dell’addizionale 1%, calcolata sul premio stesso:

  • (60.000,00 * 31,04) / 1.000 = 1.862,40;
  • 1.862,40 * 1% = 18,62;

per un premio totale di 1.881,02 euro.

Al contrario la voce di tariffa 1100 prevede un premio complessivo corrispondente a 1.944,60 (60.000,00 * 32,41 per mille) + 19,45 euro a titolo di addizionale 1% = 1.964,05 euro.

Pertanto, un’erronea copertura assicurativa, con l’attribuzione della voce 0431 anziché della 1100 comporta, per una singola annualità, una differenza di 83,03 euro.

Verificare l’esistenza di voci di tariffa senza dipendenti

Il versamento del premio assicurativo all’Inail avviene nell’ambito della procedura cosiddetta di «autoliquidazione». In questa sede il datore di lavoro determina la somma dovuta a titolo di:

  • Regolazione (saldo) dell’anno precedente;
  • Rata (acconto) dell’anno corrente.

Per la regolazione, il datore di lavoro applica sulle retribuzioni totalizzate nell’anno precedente dai dipendenti assicurati presso la specifica voce di tariffa, il tasso (per mille) comunicato dall’Inail, con le modalità sopra descritte (premio + addizionale).

Una volta ottenuto l’ammontare del premio per l’anno precedente dev’essere sottratta la rata (acconto) dello stesso anno. Facendo l’esempio dell’autoliquidazione 2023 - 2024, la regolazione si determina in questo modo:

  • Retribuzioni 2023 * tasso per mille comunicato dall’Inail per la regolazione = premio provvisorio 2023;
  • Premio provvisorio 2023 * addizionale 1% = premio definitivo 2023;
  • Premio definitivo 2023 - rata (acconto) 2023 già versata in sede di autoliquidazione 2022 - 2023 = regolazione 2023.

Con riguardo invece all’acconto si assume a riferimento il tasso comunicato sempre dall’Inail alle retribuzioni totalizzate dai lavoratori nell’anno precedente, in quanto unico dato noto, a meno che il datore di lavoro non invii una dichiarazione di riduzione dei compensi presunti.

Riprendendo l’esempio dell’autoliquidazione 2023 - 2024, la rata (acconto) 2024 si calcola in questo modo:

  • Retribuzioni 2023 * tasso per mille comunicato dall’Inail per l’acconto = premio provvisorio 2024;
  • Premio provvisorio 2024 * addizionale 1% = premio definitivo 2024 che, in tal caso, corrisponde all’acconto (rata) 2024.

Il premio da versare all’Inail con modello F24 è dato dalla somma di regolazione e rata.

Se l’azienda opta per il pagamento in un’unica soluzione la data di scadenza del modello F24 è fissata al 16 febbraio.

In alternativa, il datore di lavoro può optare per il pagamento in quattro rate trimestrali che, con riguardo al 2024, coincidono con 16 febbraio, 16 maggio, 20 agosto, 18 novembre.

Le operazioni descritte (e qui veniamo al nocciolo della questione) devono avvenire per tutte le voci di tariffa denunciate all’Inail per le quali, di conseguenza, è aperto il rischio assicurativo.

Pertanto, il versamento del premio può interessare sia le voci con dipendenti che quelle dove, a causa dell’assenza di attività economico - produttivo, non sono più presenti lavoratori.

In quest’ultimo caso il datore di lavoro, al fine di evitare il pagamento del premio per voci prive di dipendenti, è tenuto a verificare nel corso dell’anno se tutte le voci di tariffa attive in Inail sono effettivamente rispondenti alle attività svolte.

L’esistenza di voci di tariffa obsolete, riferite ad attività non più esercitate dall’azienda e/o prive di dipendenti assicurati, devono essere chiuse a mezzo invio di un’apposita pratica telematica sul sito «inail.it».

Controllare che i collaboratori coordinati e continuativi abbiano la copertura Inail

I lavoratori dipendenti beneficiari dell’assicurazione Inail, a differenza dei contributi previdenziali ed assistenziali, non subiscono alcuna trattenuta in busta paga. Di conseguenza, l’onere assicurativo è interamente a carico del datore di lavoro, il quale versa il premio con la procedura ampiamente descritta dell’autoliquidazione.

Fanno eccezione alla regola in parola i collaboratori coordinati e continuativi. Questi ultimi, se svolgono attività protette, devono essere assicurati con gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. In tal caso, tuttavia, il premio assicurativo è ripartito nella misura di 1/3 a carico del collaboratore e 2/3 a carico del committente, il quale si fa carico del versamento del premio all’Inail, sempre con autoliquidazione.

Al fine di evitare il pagamento di somme a titolo di premio Inail non dovute, il datore di lavoro deve accertarsi che nei confronti dei collaboratori coordinati e continuativi sia presente in cedolino la trattenuta di 1/3.

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