Conviene comprare il BTP 3,85% fisso e costante per 15 anni, in asta martedì 14 ottobre?

Stefano Vozza

11 Ottobre 2025 - 18:22

Entriamo nel vivo delle aste sovrane in casa MEF in attesa del collocamento del BTP Valore a tassi fissi e crescenti e scadenza 2032

Conviene comprare il BTP 3,85% fisso e costante per 15 anni, in asta martedì 14 ottobre?

Il Dipartimento del Tesoro aprirà la nuova settimana con l’asta supplementare del BOT a 12 mesi collocato venerdì 12, yield esitato 2,050%. Martedì 14 sarà regolato il Buono del Tesoro Oct26, più si procederà a una quadrupla asta di BTP su tre scadenze principali: due triennali, un settennale e un quindicinale. Soffermiamoci su quest’ultimo BTP e vediamone pro e contro, e possibili spendibilità all’interno di un ipotetico portafoglio retail. Anticipiamo solo che prevede un 3,85% fisso e costante per 15 anni sul BTP in asta martedì 14 che quota sotto 100.

L’obbligazione con durata residua a 15 anni

Il titolo 15 anni in questione ha matricola ISIN IT0005635583 ed è ancora in corso di emissione. Ha data emissione 18/02/’25 e scadenza 1° ottobre 2040, una spanna in meno di 15 anni di vita residua. Letta al contrario, vuol dire che il Tesoro ha appena staccato la prima cedola piena sul bond dopo quella corta del 1° aprile scorso (date stacco: 1/04 e 1/10). Sempre in tema di giorni, quelli di dietimi sulla 4° tranche di prossimo lancio sono 15. La forchetta in offerta, infine, è tra 1,25 e 1,75 mld di €, e in 0,35 quello riservato all’asta supplementare.

Veniamo ai payout. Il tasso cedolare annuo è del 3,85%, il 1,925% lordo semestrale. Tradotto, su 1.000 € di debito sottoscritto si incassano 38,50 € annui (19,25 € a semestre) pari a 33,6875 € al netto della ritenuta fiscale del 12,50%. Poi andrà dedotta l’imposta di bollo dello 0,2% sul valore del titolo al tempo del calcolo (2 € annui a corsi a 100), più le spese di gestione.

Calendario di sottoscrizione del BTP 2040

Per i quattro i bond in offerta martedì 14, BTP quindicinale incluso, la prenotazione da parte del pubblico scade lunedì 13. Il giorno dopo ci saranno le procedure d’asta vere e proprie, al termine delle quali si conosceranno i prezzi esitati e rispettivi yield. Ancora, mercoledì 15 si procederà con le aste supplementari e infine giovedì 16 si regoleranno i titoli aggiudicati. Vista dalla prospettiva del Tesoro, la bellezza di 10,2 mld di € in entrata sui vari presiti a durate (e creditori) differenti.

Effettivo a scadenza del BTP Fx 3,85% Oct40

Trattandosi di un titolo già emesso abbiamo modo di capire quanto potrebbe esitare il prodotto prossimo al lancio. Il prezzo di chiusura di giovedì 9 è stato a 99,28, per cui l’effettivo a scadenza è del 3,96% (dati: Borsa Italiana). Se anche la prossima asta esitasse un simile rendimento ne deriverebbe un ricavo complessivo di poco oltre il 59,2% lordo sul nominale sottoscritto.

Ancora, il titolo presenta una duration modificata dell’11,05, il che vuol dire un certo rischio di mercato, cioè di movimenti di prezzi sotto e sopra la parità. Al riguardo lo storico non è molto robusto trattandosi di un titolo giovane, ma i prezzi min/max annui danno già una discreta rappresentazione della realtà. Detta a numeri, il low ’25 è stato a 93,9, a marzo, quando s’impennarono gli yield per i timori sull’eccessiva crescita dei debiti sovrani. L’high, invece, è stato a 100,39 per cui siamo più o meno ai massimi ad oggi, di periodo.

Saliranno ancora i prezzi sul MOT? Difficile rispondere, mentre è più facile dire che da qui a 1, 3 o 5 anni non stupirebbe vedere i prezzi a 90 o a 110. Il titolo ha lunga durata e duration, e gli scossoni di mercato, in positivo o in negativo, hanno la forza di muoverli abbastanza. Cioè forti tensioni o consistenti recuperi di fiducia sui bond sovrani li muoveranno nell’una e nell’altra direzione. Ora si tratta di capire quale delle due forze predominerà, quando, di quanto e per quanto.

3,85% fisso e costante per 15 anni sul BTP in asta martedì 14 che quota sotto 100

La spendibilità del BTP Fx 3.85% Oct40 in un ipotetico portafoglio dipende dagli obiettivi di fondo. Cioè si è più mossi dalla logica del flusso cedolare o l’intento è più speculativo? O un mix delle due finalità?

Se l’intento è la cedola pura e stop, unita a una propensione al rischio bassa, si deve essere certissimi di portarlo a termine oppure è meglio lasciar perdere. Per il trader puro in bond il discorso varia diametralmente, dato che è l’abilità di saper estrarre profitto a fare la differenza. Qui, inoltre, maggiore è la volatilità del titolo tradato e maggiori sono i potenziali gain e relative perdite. Al riguardo, sul MOT non mancano BTP dalle duration più consistenti e più interessanti del BTP Oct40.

Per chi ricerca entrambe le componenti, infine, il titolo non è male ma vero banco di prova sta altrove. Vale a dire l’individuazione di un buon prezzo di ingresso e di uscita dal mercato, unita a buona strategia di gestione dal principio al termine. Facile a dirsi, meno a farsi. Oltretutto ogni investitore muove da proprie tecniche in base alle quali decide se, come, quando e perché fare un trade al posto di un altro.