Per molti investitori retail l’attesa del momento è sul neo Valore ’32 di cui sono in arrivo i tassi minimi garantiti MEF, da confermare tra una settimana. Secondo molti analisti la cedola media ponderata si attesterà grosso modo in area 2,9% lordo.
Tuttavia, gli strumenti, i tempi e le forme per investire non conoscono limiti, e vanno ben oltre i titoli emessi dal Dipartimento del Tesoro. Se torniamo indietro nel tempo di 2 settimane, per esempio, ecco la dual tranche firmata Goldman Sachs (GS). Il titolo in USD (dollari americani), in particolare, prevede una cedola fissa 5,50% per 15 anni sull’obbligazione callable di questa prestigiosa banca d’affari.
Gli obblighi del debitore e il rating Goldman Sachs
Investire in obbligazioni vuol dire prestare i propri soldi a un debitore che s’impegna a onorare due obblighi su tutti:
- pagare le cedole nell’importo e nei tempi previsti;
- rimborsare a scadenza il capitale nominale inizialmente sottoscritto.
Tuttavia, le dinamiche delle vicende societarie sono importanti (ed impattanti) per il buon prosieguo del deal. L’insorgenza di gravi dissesti finanziari e patrimoniali porterebbe gli operatori a mollare i suoi prodotti di investimento. Ciò li renderebbe illiquidi con conseguente crollo dei valori sul mercato secondario, mentre gli yield volerebbero alle stelle. Il discorso vale anche per i titoli di Stato, BTP Valore incluso, e per tutti gli strumenti di investimento in generale.
Difficile (anzi, impossibile) prevedere il futuro, ma di norma una regola seguita dagli analisti per farsi un’idea in merito è di guardare al rating emittente. Quello GS, al momento, è pari ad A per Fitch, A2 per Moody’s e BBB+ per S&P. In pratica siamo nell’investment grade, con giudizio emittente nel complesso buono. Quello sul debito sovrano italiano, giusto per fare un raffronto, è pari a BBB+ per S&P e Fitch e a Baa2 per Moody’s.
Le caratteristiche del corporate bond Goldman Sachs
Sintetizziamo la scheda tecnica del bond GS in $ USA. Si tratta di un titolo callable con identificativo ISIN XS3253269560 e destinato al mercato retail italiano. Il titolo è negoziato e quotato sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico) di Borsa Italiana, segmento EuroMoT.
La durata ufficiale è di 15 anni, con data scadenza e rimborso al 13/02/2041. Già da febbraio 2027, in occasione della data di stacco cedola, l’emittente potrebbe però esercitare la callability e procedere all’estinzione del debito. La callability sarà esercitabile dal termine del 1° anno fino al 14esimo, sempre con cadenza annua.
Il taglio minimo di sottoscrizione è di 100 USD, per cui al cambio attuale EUR/USD di 1,1802 bastano 84,73 € per sottoscrivere 1 titolo, più le spese bancarie. Tuttavia, un altro limite del titolo è lo scarso flottante pari a 80 mln di $ USA che GS si è riservato di ridurre per la futura parte di debito non sottoscritto. Ne discende l’inevitabile rischio di liquidità sul mercato secondario nel corso della sua vita fruttifera, che si aggiungerà a quello di mercato. Al riguardo, la certezza emittente del prezzo a 100 è solo a naturale a scadenza o ad eventuale data di richiamo.
Cedola annua lorda e possibili guadagni complessivi
Su questo prestito l’emittente riconosce un coupon del tipo fisso e costante del 5,50% annuo, il 4,07% al netto del 26% di ritenuta fiscale. La periodicità della cedola è annua, ad ogni 13 di febbraio, data in cui ricade il possibile esercizio call. Ora, se il bond giungesse a naturale scadenza il monte cedole complessivamente incassato sarebbe del 61,05% netto.
Se invece dovesse estinguersi prima del termine si perderebbe il diritto ai coupon residui ed esporrebbe al rischio di reinvestimento. Se invece lo si tradasse in corso d’opera allora tutto varierebbe in base ai propri prezzi di carico e scarico.
Al riguardo, il mix di lunga durata, natura callable e corporate, e le dinamiche del cambio non portano ad escludere a priori a possibili ingressi a sconto. Anzi, la probabilità sarebbe tutt’altro che remota, data la cedola buona sì, ma non altissima tale da resistere a eventuali shock di mercato.
Cedola fissa 5,50% per 15 anni sull’obbligazione callable di questa prestigiosa banca d’affari
Oltre ai già citati rischi di credito e garante, di liquidità e reinvestimento, e di mercato in generale, una considerazione a parte va fatta su quello di cambio. È la variabile jolly dal notevole peso specifico nell’intera economia dell’investimento.
Immaginiamo di acquistarlo a 100 in emissione e che GS decida di estinguerlo tra 8 anni, nel febbraio 2034. A quella data il totale cedole incassato sarebbe del 32,5% al netto di sola ritenuta.
Poi andranno sottratte sia le spese di bollo dello 0,2%/annuo del valore di mercato del bond al tempo della rendicontazione, e le spese di gestione bancaria. Poi entrerà in scena il cambio che potrebbe portare gioie o dispiaceri, o guai nei casi più gravi.
Ipotizziamo tre cambi immaginari a febbraio ’34 pari a 1,18, 1,00 e 1,36. Nel 1° caso il ritorno finale dipenderebbe solo dal flusso cedolare. Nel 2° ci sarebbe anche l’extra gain da cambio, dato che nel frattempo il $ si sarebbe rafforzato sull’euro. Il callable bond GS, infatti, è denominato in USD, per cui la sua forza sull’EUR farebbe la fortuna del suo sottoscrittore. Il discorso si rovescia nel caso di cross a 1,36 a quel tempo, dato che dimezzerebbe i guadagni cedolari totali.
Un prodotto relativamente semplice e complesso allo stesso tempo, adatto a profili propensi al rischio e alla ricerca di occasioni di diversificazione.