Per quanto tempo l’Inps può controllare le dichiarazioni sostitutive presentate per l’Isee? Cosa rischia chi dichiara il falso o omette qualche dato? Vediamo cosa prevede la normativa.
I controlli sull’Isee 2026 per quanti anni si possono effettuare? Una volta compilata la Dsu per richiedere l’Isee, entro quanti anni l’Inps può controllare se i dati inseriti corrispondono a verità? Cosa si rischia se nella dichiarazione sono stati inseriti dati incompleti o inesatti? Dichiarare il falso sull’Isee può essere molto pericoloso perchè non si rischia solo di perdere l’eventuale beneficio di cui si sta fruendo, ma anche di dover restituire le somme percepite senza averne diritto.
Per avere diritto a determinati bonus e agevolazioni, nella maggior parte dei casi, è necessario avere un Isee basso, ma questo non significa che si debba abbassare il valore con dichiarazioni false e forme di abuso, perchè anche sulle Dsu sono effettuati controlli abbastanza attenti dall’amministrazione tributaria.
L’Isee è una attestazione che si ottiene da autodichiarazioni in quanto la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) non presenta l’obbligo di portare determinati documenti. Il Caf e il Patronato si limitano alla compilazione e inseriscono i dati che il contribuente dichiara. Proprio per questo mancato controllo in corso di compilazione delle Dsu molti, nel corso degli anni, ne hanno approfittato dichiarando il falso e omettendo dati determinanti (che avrebbero alzato il valore dell’Isee).
L’Isee precompilato nasce proprio per avvalersi delle banche dati telematiche, la cosa ha ridotto il problema delle false dichiarazioni, senza però eliminarlo del tutto. Ancora oggi, quindi, c’è ancora chi si chiede per quanti anni possano essere effettuati controlli sull’Isee e cosa si rischia in caso di falsa dichiarazione.
Può capitare che per dimenticanza o volutamente si ometta qualche informazione nell’Isee. Ma cosa rischia chi dichiara il falso nel proprio modello Isee e attraverso dei controlli viene scoperto?
Cos’è l’Isee e a cosa serve
Partiamo con il dire che l’Isee serve a indicare la situazione economica del nucleo familiare, tenendo conto di entrate, uscite e numero di componenti. L’indicatore permette di accedere a una serie di benefici e agevolazioni statali tra i quali ricordiamo l’Assegno di Inclusione e l’assegno unico nella sua forma intera.
Ma l’Isee serve anche a determinare le eventuali tasse universitarie da pagare per i figli che vogliono ottenere una Laurea e in quel caso permette di risparmiare non poco anche con Isee non bassissimo. Per molti di questi bonus, l’ISEE serve a dimostrare di avere una situazione reddituale al di sotto di una determinata soglia.
Proprio per questo motivo qualcuno potrebbe essere portato a dichiarare il falso nella Dsu pur di ottenere un bonus, uno sconto o una prestazione. Ma bisogna tenere conto che in questo caso si commette un reato (falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale) che ha conseguenze non indifferenti: non solo la perdita del beneficio, ma anche la reclusione.
Come avvengono i controlli sull’Isee 2026?
La mendace dichiarazione dei dati nell’Isee non comporta solo la revoca immediata delle agevolazioni, ma obbliga alla restituzione di quanto indebitamente percepito negli precedenti cinque anni. Oltre alle sanzioni amministrative, il «furbetto» rischia un procedimento penale per indebita percezione di erogazioni pubbliche.
I controlli si dividono in:
- formale: volto a verificare la corrispondenza tra quanto autocertificato nella Dsu e i dati presenti nelle banche dati dell’Anagrafe Tributaria;
- sostanziale: effettuato in modo selettivo dalla Guardia di Finanza per accertare il reale tenore di vita del nucleo familiare.
Controlli Isee 2026, cosa rischia chi dichiara il falso? Perdita del beneficio e restituzione del contributo
L’Isee serve richiedere una serie di bonus e prestazioni legate alla situazione reddituale.
I controlli sono fatti a campione, quindi molti contribuenti che hanno dichiarato dati falsi potrebbero anche passarla liscia, ma mentire non conviene. Anche se non si tratta di evasione fiscale, è comunque un raggiro ai danni dello Stato, per ottenere prestazioni agevolate che non spetterebbero.
Chi commette il reato di falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale va incontro a conseguenze non così leggere: la prima è la perdita del beneficio.
D’altronde, il beneficio sarebbe illegittimo: non sarebbe giusto godere di un’agevolazione ottenuta dichiarando dati non conformi alla realtà. Il contributo ottenuto viene quindi revocato, e la cifra percepita fino a quel momento va restituita.
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La restituzione del beneficio non è l’unica conseguenza possibile: ce n’è un’altra ben più grave che dovrebbe far passare la voglia ai contribuenti di fare i “furbetti” con l’Isee.
Se durante i controlli dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza si riesce a dimostrare che la dichiarazione del falso è stata volontaria, c’è un’integrazione di un vero e proprio reato di truffa ai danni dell’Inps. Da ciò deriverà un processo penale con conseguente applicazione della reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 euro a 1.032 euro;
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Per quanti anni si rischia il controllo Isee 2026?
Per quel che riguarda le somme che si sono percepite i controlli possono avvenire entro 5 anni. Per il processo penale, invece, i controlli possono avvenire entro 7 anni dalla falsa dichiarazione.
Cosa significa questo? Che il controllo può avvenire entro 7 anni dal momento della presentazione della Dsu, ma le somme che possono essere richieste in restituzione sono solo quelle relative agli ultimi 5 anni a partire dal 31 dicembre dell’anno in cui la falsa dichiarazione è stata presentata.
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