Controlli fiscali 2026, il Piano Operativo prevede 120.000 pignoramenti di conti corrente entro l’anno

Nadia Pascale

26 Maggio 2026 - 13:50

Prende il via il Piano Operativo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione: previsti 120.000 pignoramenti di conti correnti nell’anno 2026. Ecco chi deve stare attento e cosa fare.

Controlli fiscali 2026, il Piano Operativo prevede 120.000 pignoramenti di conti corrente entro l’anno
Ricevi le notizie di Money.it su Google
Aggiornamenti, approfondimenti e analisi direttamente su Google.
Segui

Nel Piano Operativo dell’Agenzia delle Entrate previsti 120.000 pignoramenti in conto corrente entro la fine dell’anno. Ecco chi sono i contribuenti interessati dai controlli fiscali 2026.

La lotta all’evasione fiscale sembra prendere una brusca accelerata e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione annuncia una raffica di pignoramenti in conto corrente, gli stessi sono attuati in 24 ore e prevedono il prelievo dei fondi entro 60 giorni. Ad essere interessati dal provvedimento sono i grandi debitori e di conseguenza imprese e professionisti, insomma un lavoratore dipendente difficilmente, in presenza del sostituto di imposta, riesce ad accumulare debiti con il Fisco. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha già delineato quali sono le regioni maggiormente interessate, cioè dove è concentrato il più alto numero di grandi debitori, si tratta di Campania, Lombardia e Lazio.

Pignoramenti a raffica dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, in arrivo 120.000 pignoramenti in conto corrente

Il Piano Operativo dell’AdER annuncia 120.000 pignoramenti in conto corrente contro i grandi debitori fiscali. I tempi per l’esecuzione del provvedimento saranno piuttosto stretti:

  • L’Agenzia delle Entrate-Riscossione notifica alla banca l’avviso;
  • la banca immediatamente deve disporre il blocco dei fondi in modo che siano vincolati all’esecuzione. Non occorre il preventivo via libera del giudice, ne consegue che il contribuente si ritrova nell’immediato con impossibilità di accedere ai fondi;
  • L’istituto di credito ha l’obbligo di trasferire il denaro congelato all’ente creditore entro 60 giorni, nel rispetto dei tetti massimi stabiliti dalle normative vigenti.

Come fermare il pignoramento del conto corrente

Il contribuente per bloccare tali azioni ha due possibili strade. La prima percorribile è il pagamento in unica soluzione delle imposte dovute. La seconda soluzione è la richiesta di rateizzazione degli importi dovuti.

Ricordiamo che in caso di debiti fiscali di importi inferiori a 120.000 euro è previsto, su semplice richiesta del contribuente che dichiara di versare in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione conceda la rateizzazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, ilmpiano di dilazione è così ripartito:

  • massimo 84 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026;
  • massimo 96 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2027 e 2028;
  • massimo 108 rate mensili, per le richieste presentate a decorrere dal 1° gennaio 2029.

Il numero di rate aumenta di una unità nel caso in cui la situazione di difficoltà economica sia documentata.

Per importi superiori a 120.000 euro il contribuente deve sempre documentare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. In questo caso Agenzia delle Entrate-Riscossione, verificati i requisiti per l’accesso alla dilazione di pagamento, può concedere la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, fino ad un massimo di 120 rate mensili.