Controlli Superbonus 2026 sempre più rigidi, ecco perché un errore nel computo metrico o nei materiali può costarti la perdita totale del credito.
Cambia il modo di fare i controlli sul superbonus: l’Agenzia delle Entrate diventa più pignola e controlla ogni singola voce. Anche se, ormai, sono anni che i controlli sul superbonus vengono effettuati, ora si entra in una nuova fase, molto più rigida.
Se fino a poco tempo fa il Fisco si limitava a controllare la correttezza di fatture, bonifici e documentazione, oggi i controlli si spostano sui cantieri, andando a spulciare la contabilità tecnica degli interventi.
Nel mirino sono finiti, in modo particolare, i computi metrici e le bolle di consegna dei materiali. L’Agenzia delle Entrate, quindi, controlla anche i materiali utilizzati, il prezzo fatturato per gli stessi e i dettagli tecnici dei progetti. Ma cosa significa tutto questo per il contribuente che ha ristrutturato casa con il superbonus?
I controlli del Fisco diventano più severi
Chi ha ristrutturato casa avvalendosi del superbonus, ormai, non dorme più sonni tranquilli. L’Agenzia delle Entrate sta rendendo i controlli sempre più severi e puntigliosi e ora entra nel merito dei cantieri.
Alla base dei controlli c’è il computo metrico, ovvero l’elenco dettagliato di tutti i lavori da realizzare con i relativi prezzi. Se prima questo documento era solo un semplice allegato, ora viene utilizzato come una mappa. Il Fisco controlla ogni singola voce per vedere se quello che vi è contenuto corrisponde a quanto effettivamente realizzato nel cantiere.
In caso di modifiche dei lavori non registrate o di prezzi cambiati rispetto al computo metrico, scatta il campanello d’allarme e si approfondiscono i controlli.
Controllo dei prezzi
L’Agenzia delle Entrate in questi controlli non si limita a vedere se i prezzi pagati per i materiali rispettano i listini di mercato. Ogni singola voce viene esaminata per capire come il prezzo indicato è stato calcolato: dal costo dei materiali, alla manodopera necessaria per la realizzazione. Il Fisco è alla ricerca di prezzi gonfiati o duplicati per bloccare l’agevolazione fiscale.
Gli ispettori del Fisco, tra l’altro, non si limitano solo a esaminare la documentazione, ma incrociano il computo metrico con il Documento di Trasporto dei materiali portati in cantiere dai camion. Se nel progetto risulta che sono stati pagati pannelli isolanti EPS 150 (massima efficienza), ma dalla bolla del fornitore risultano consegnati in cantiere pannelli isolanti EPS 100 (meno efficienti e più economici) l’Agenzia delle Entrate cancella il credito spettante e contesta al contribuente l’inesistenza oggettiva o parziale del credito e irroga le sanzioni amministrative. Inoltre, potrebbe segnalare il contribuente e i tecnici alla Procura per l’ipotesi di reato di truffa.
A rischio i General Contractor
Nel mirino dei controlli sono finiti soprattutto i General Contractor, ovvero la figura o l’azienda a cui era stata demandata la gestione dell’appalto, dei tecnici e dei muratori. Spesso con questi modelli il passaggio di denaro e la costruzione dei prezzi erano meno trasparenti.
Chi ha avuto il superbonus gestito con leggerezza, chi ha cambiato i materiali in corso d’opera senza aggiornare i documenti tecnici, il rischio non è solo di una sanzione, ma anche quello di vedersi cancellare totalmente il credito se dovesse risultare un prezzo ritenuto gonfiato o inventato (l’asseverazione del tecnico risulterebbe come falsa).
La conseguenza estrema di questa situazione potrebbe essere quella del recupero totale del credito riconosciuto, più gli interessi e le sanzioni che vanno dal 100% al 200% dell’importo.
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