Fondo perduto anche per il settore turistico: novità decreto Ristori

Contributi a fondo perduto anche per il settore turistico col decreto Ristori: dagli alberghi ai villaggi passando per gli ostelli, ecco le novità per un comparto in crisi per il crollo di presenze di turisti.

Fondo perduto anche per il settore turistico: novità decreto Ristori

Fondo perduto, il decreto Ristori include tra i beneficiari dell’agevolazione anche gli alberghi e in generale le strutture turistiche.

Senza dubbio è una buona notizia per il settore alberghiero, che da mesi si trova a dover fronteggiare le perdite per il crollo dei turisti.

Il DL Ristori è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 27 ottobre, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno seguente. Vediamo quali sono le novità fiscali per il settore alberghiero e a quanto ammonta il contributo.

Fondo perduto anche per il settore turistico: novità decreto Ristori

Si è tenuto il 27 ottobre il Consiglio dei Ministri, che ha dato l’ok finale al testo del decreto Ristori. Il provvedimento contiene una serie di indennizzi e bonus in favore di quelle attività colpite dalle nuove restrizioni contenute nel dpcm del 25 ottobre.

Rispetto ai contributi a fondo perduto previsti dal decreto Rilancio, i nuovi finanziamenti potranno essere richiesti anche dal settore turistico e dalle attività con un volume d’affari superiore a 5 milioni di euro annui.

Un’importante novità, che apre le porte degli aiuti a migliaia di altre attività precedentemente escluse ma che ora, col nuovo mini lockdown imposto fino al 24 novembre 2020.

I nuovi contributi a fondo perduto quindi non andranno a tutti, ma sono destinati alle categorie maggiormente penalizzate dalle ultime misure restrittive adottate dal Governo.

Fondo perduto anche per gli alberghi: a quanto ammonta il contributo?

Il settore alberghiero si trova nella seconda fascia delle quattro individuate con relativi coefficienti, in base al volume d’affari e a quanto il Dpcm del 25 ottobre influisce sulle attività per modulare gli importi.

La seconda fascia prenderà il 150% (coefficiente 1,5) rispetto a quanto previsto dal decreto Rilancio.

In questa fascia ci sono le categorie che hanno subìto un danno parziale, come:

  • gelaterie e pasticcerie, anche ambulanti;
  • bar e altri esercizi simili senza cucina;
  • villaggi turistici;
  • ostelli della gioventù;
  • rifugi di montagna;
  • colonie marine e montane;
  • affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence;
  • attività di alloggio connesse alle aziende agricole;
  • aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte;
  • alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero.

All’importo base bisognerà applicare il coefficiente specifico previsto per l’attività esercitata, individuata mediante codice ATECO, sulla base della tabella allegata al decreto Ristori.

Per quanto riguarda il calcolo del beneficio, questo sarà pari a quanto già erogato moltiplicato per un coefficiente variabile a seconda del settore. Più il settore è penalizzato e maggiore sarà il coefficiente.

In ogni caso, l’importo del contributo non potrà essere superiore a 150.000 euro.

Tra gli altri aiuti previsti per le imprese c’è anche la proroga del bonus affitti e la cancellazione della seconda rata IMU prevista per il 16 dicembre.

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