Conto in Svizzera, in arrivo i controlli dell’Agenzia delle Entrate

Sempre più controlli sui conti correnti detenuti in Svizzera. L’ultimo caso è quello dell’UBS, ma è un dato di fatto che per i paradisi fiscali l’era del segreto bancario è ormai al capolinea.

Conto in Svizzera, in arrivo i controlli dell'Agenzia delle Entrate

Tempi bui per i contribuenti che detengono un conto corrente in Svizzera. Crescono i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate sugli italiani con soldi all’estero per contrastare fenomeni di evasione fiscale.

Adesso è la Svizzera il Paese nel mirino del Fisco italiano: l’Agenzia delle Entrate sta chiedendo informazioni alle filiali svizzere dell’UBS per ottenere i nomi dei titolari di conti presso la banca elvetica, ma residenti in Italia.

Nel mirino chi aveva un conto corrente in Svizzera tra febbraio 2015 e la fine del 2016, prima dell’entrata in vigore dello scambio automatico di informazioni con l’Unione europea.

Secondo quanto riporta Bloomberg, sono almeno 10 le banche svizzere che stanno collaborando con le autorità italiane.

La richiesta da parte del fisco italiano arriva in seguito alla decisione del Tribunale federale secondo la quale UBS dovrà consegnare alla Francia i dati personali riguardanti oltre 40.000 suoi clienti.

Il Tribunale Federale svizzero ha ritenuto che la “domanda collettiva” francese non sia una “fishing expedition”, cioè una ricerca generica su un gruppo esteso di persone nella speranza che qualcuno rimanga impigliato nella rete, procedura espressamente vietata dall’OCSE.

Conto in Svizzera, in arrivo i controlli dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha come obiettivo ottenere i nominativi di chi ha depositato soldi nelle filiali svizzere di UBS tra il periodo dal 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 2016, cioè il periodo antecedente all’entrata in vigore dello scambio automatico delle informazione tra i Paesi dell’Unione Europea.

Ma le notifiche del Fisco, quando si tratta di lotta all’evasione, non hanno bisogno del passaporto e prima o poi raggiungono anche i paradisi fiscali.

L’UBS lo scorso giugno ha accettato di versare 101 milioni di euro (111 milioni di franchi) al Fisco italiano per chiudere un contenzioso con risvolti penali, sui quali stanno proseguendo le trattative con la Procura per un patteggiamento.

L’Agenzia delle Entrate ha inviato una richiesta di assistenza amministrativa in Svizzera il 6 dicembre 2018 ed è stata accettata dalle autorità della Confederazione, che ha comunicato la sua decisione il 6 agosto 2019 sul Foglio federale, l’equivalente della nostra Gazzetta Ufficiale.

Nel comunicato stampa del Foglio Federale del 6 agosto 2019 vengono chiarite le caratteristiche dei contribuenti che si trovano nel mirino dell’Agenzia delle Entrate:

  1. erano titolari di uno o più conti presso Ubs Switzerland AG;
  2. il titolare del conto era domiciliato in Italia;
  3. al titolare è stata inviata una lettera nella quale Ubs annunciava la chiusura forzata del conto se il cliente non avesse inviato prova della sua conformità fiscale riguardo al conto acceso;
  4. il titolare del conto non ha fornito a Ubs prove sufficienti sulla sua conformità fiscale riguardante il conto.

Cosa fare se si è nel mirino dell’Agenzia delle Entrate

Se si è tra i contribuenti italiani interessati dalla domanda di assistenza amministrativa dell’Agenzia delle Entrate, il prossimo passo è in base all’attuale residenza:

  • i residenti in Svizzera dovranno comunicare all’Amministrazione federale delle Contribuzioni il proprio indirizzo;
  • i residenti in Italia o all’estero dovranno designare un rappresentante autorizzato a ricevere le notificazioni in Svizzera.

Il termine per comunicare l’indirizzo svizzero o il rappresentante autorizzato a ricevere le notificazioni è di 20 giorni, quindi la scadenza è il 26 agosto 2019, poiché la data inizia a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione nel Foglio federale, avvenuta il 6 agosto 2019.

Le autorità svizzere trasmetteranno poi tutte le informazioni all’Agenzia delle Entrate italiana.

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