Conto corrente, truffa ai danni di una pensionata per 120.000 euro. Alla banca l’obbligo di risarcire la cliente

Laura Naka Antonelli

10 Luglio 2026 - 11:59

Banca inerte dopo l’appello lanciato dalla pensionata: conto corrente svuotato. La decisione dell’Arbitro Finanziario.

Conto corrente, truffa ai danni di una pensionata per 120.000 euro. Alla banca l’obbligo di risarcire la cliente

Una maxi truffa ai danni di una pensionata, che ha visto volatilizzare 120.000 euro dal proprio corrente, e che ora sarà risarcita dalla banca, in base a quanto è stato deciso dall’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

L’organismo indipendente, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia, e nato per offrire una risoluzione alternativa delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche, “accogliendo il ricorso presentato dall’avvocata Maria Rosaria Brancaccio, ha condannato la banca a versare alla donna 119.474 euro, la somma sottratta dai truffatori, e a pagare le spese della procedura”.

L’Odissea vissuta dalla pensionata, che ha lanciato subito l’allarme. Inerzia dalla banca per 14 giorni

A riportare la notizia è stato un articolo de Il Giorno, che ha raccontato l’Odissea vissuta dalla pensionata, vittima di una truffa informatica che ha sottratto dal suo conto corrente 119.474 euro, attraverso una serie di bonifici.

Il caso ha sollevato non poche perplessità, vista l’inerzia della banca: 14 sono stati infatti giorni passati tra quando la donna ha lanciato l’allarme, rilevando la presenza di “un’anomalia sul suo conto corrente, a quando i truffatori hanno messo a segno la truffa informatica”, facendo sparire la somma.

In tutto questo lasso di tempo, ben due settimane, non c’è stato alcun intervento decisivo da parte della banca, che è rimasta praticamente inerte: “Inerzia che di fatto ha consentito ai truffatori di portare via tutti i risparmi, mentre la correntista cercava invano di parlare con un operatore fisico scontrandosi con l’inefficienza del servizio di webchat e dell’assistente digitale messo a disposizione”, si legge nell’articolo, che precisa come la vicenda, seguita da Federconsumatori Milano, sia finita poi davanti all’Arbitro Bancario Finanziario (Abf), che ha per l’appunto condannato alla fine la banca.

Il Giorno ha riportato che la vittima, 73enne residente nell’hinterland milanese, si è accorta che qualcosa non andasse sul suo conto corrente lo scorso 22 aprile quando, sulla base di quanto è stato ricostruito, ha notato “tre tentativi di operazioni fraudolente”.

La banca non si è mossa e il conto corrente è stato svuotato. Andati in fumo 120.000 euro

La donna ha inviato subito una segnalazione alla banca, chiedendo il blocco del conto e sporgendo anche denuncia per truffa ai carabinieri.

E tuttavia, si legge nell’esposto, “nonostante le comunicazioni di rassicurazione pervenute dall’istituto bancario quest’ultimo, per quanto fosse stato notiziato dell’accaduto, non mise in atto alcuna azione a tutela del risparmio”".

Nel frattempo, i giorni sono passati, senza che la banca si muovesse per rispondere con i fatti all’appello della pensionata.

Servizio webchat unico canale di comunicazione, banca condannata al risarcimento dall’ABF

L’esito è stato di conseguenza drammatico. Mentre il servizio di webchat era “l’unico canale di comunicazione messo a disposizione dall’istituto bancario, privo di filiali fisiche”, tra il 5 e il 7 maggio, dunque due settimane dopo l’allarme lanciato dalla correntista, i truffatori hanno svuotato il conto, rubando quasi 120.000 euro.

La donna ha contattato di nuovo la banca chiedendo un rimborso: nulla da fare, con l’istituto di credito che lo ha negato, scaricando sulla cliente la responsabilità . A quel punto, la pensionata ha fatto ricorso all’Arbitro finanziario (ABF), che si è attivato, fino a condannare la banca.

Motivo: non è stata fornita “alcuna evidenza tecnica relativa alla corretta autenticazione delle operazioni disconosciute” dalla correntista.

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