Conto corrente nel 730/2026: quando va dichiarato al Fisco? Regole per conti esteri, giacenze e interessi per evitare sanzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Il conto corrente deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi? Di norma quando si compila il 730 si potrebbe avere dubbi e perplessità sull’obbligo di indicare le giacenze dei conti correnti. In linea generale le somme dei conti correnti italiani non costituiscono reddito imponibile e non devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi. Esistono precise eccezioni legate, però, agli interessi maturati nei conti esteri, al superamento di precise soglie di giacenza e all’obbligo di monitoraggio fiscale.
Quello che non tutti sanno, infatti, è che i conti correnti detenuti all’estero devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi da chi ha residenza in Italia. Questo obbligo ha due scopi principali: calcolare l’eventuale pagamento dell’Ivafe e, appunto, per monitoraggio fiscale.
Omettere i dati del conto corrente, in questi casi, potrebbe esporre a sanzioni amministrative da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questa pratica guida analizziamo nel dettaglio in quali casi il conto corrente deve essere indicato nel 730/2026, come gestire le giacenze medio-alte e quali quadri vanno compilati per essere in regola con il Fisco.
Dove si indica il conto corrente estero nel 730?
Il quadro in cui i conti correnti devono essere indicati non è un quadro fiscale e, di fatto, sulle somme indicate non si pagheranno le tasse. Per chi ha un conto estero e non assolve all’obbligo di inserirlo in dichiarazione sono previsti accertamenti e sanzioni.
Fino al 2023 per indicare il conto corrente detenuto all’estero era necessario compilare il quadro RW del modello Redditi. Da qualche anno, tuttavia, il contribuente può assolvere l’obbligo anche compilando il solo modello 730/2026 compilando il quadro W.
In entrambi i casi si tratta di quadri non reddituali che devono compilare anche coloro che sono esonerati dalla dichiarazione dei redditi. In questo caso basterà compilare il quadro RW del modello Redditi e il frontespizio dello stesso.
Quando vanno dichiarati i conti correnti nel quadro W?
Sono obbligati a indicare nel quadro W del modello 730/2026 i conti correnti detenuti all’estero tutti coloro che hanno avuto, sugli stessi, depositi superiori a 15.000 euro (se il deposito è di importo minore l’obbligo di indicazione non sussiste). La segnalazione, in ogni caso, è dovuta anche per importi minori nel caso il contribuente debba pagare l’Ivafe che va a incidere sui depositi superiori a 5.000 euro. Per giacenze medie inferiori a questo importo l’Ivafe non è dovuta.
Come si compila il quadro W del modello 730/2026
Nel quadro W del modello 730/2026 si devono indicare ai fini del monitoraggio fiscale:
- investimenti immobiliari all’estero;
- attività estere finanziarie;
- le cripto attività.
Anche se, come è stato detto, si tratta di un quadro dedicato al monitoraggio fiscale, attraverso il quadro W è possibile anche liquidare le imposte legate agli investimenti sopra indicati (Ivafe, Ivie e imposta sul valore delle cripto attività).
Nella compilazione del Quadro W è necessario compilare il rigo W1 e successivi, uno per ogni attività detenuta all’estero indicando valore iniziale e valore finale.
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Conto estero non dichiarato, le sanzioni
Se, pur detenendo un conto corrente all’estero, non si procede alla compilazione del Quadro W, si commette una violazione formale che comporta le seguenti sanzioni:
- se si procede alla dichiarazione entro 90 giorni (presentando il quadro RW del modello Redditi) la sanzione è fissa di 250 euro;
- se il conto corrente non dichiarato è ubicato in un Paese non in Black List la sanzione varia dal 3% al 15% di quanto non dichiarato;
- se il conto corrente non dichiarato è ubicato in un Paese in Black List la sanzione varia dal 6% al 30% di quanto non dichiarato.
Si ricorda che il regime sanzionatorio si applica anche ai soggetti esonerati dalla dichiarazione dei redditi che non abbiano presentato il quadro di monitoraggio fiscale.