Nel giorno del MES, Conte insiste: unica strada è il Recovery Fund

Violetta Silvestri

8 Maggio 2020 - 20:11

8 Maggio 2020 - 20:12

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MES protagonista, ancora, della scena europea. L’Eurogruppo ha stabilito le condizioni del fondo salva-Stati. Giuseppe Conte, però, è tornato a insistere sul Recovery Fund, unico strumento concreto per l’Italia. Cosa ha detto il Presidente del Consiglio?

Nel giorno del MES, Conte insiste: unica strada è il Recovery Fund

Il Presidente del Consiglio continua a pressare l’Unione Europea sul Recovery Fund.

Nel giorno in cui tutti i riflettori sono stati puntati, per l’ennesima volta, sul MES senza condizioni dopo le decisioni dell’Eurogruppo sulle condizioni della linea di credito, Conte è tornato a parlare con insistenza dell’unico strumento davvero valido a suo avviso: il fondo per la ripresa.

Lo ha sempre dichiarato il primo ministro che l’Italia non ha bisogno del fondo salva-Stati in questa crisi causata dalla pandemia.

Intervenendo alla conferenza “The State of Union”, Giuseppe Conte ha lanciato il suo monito: “l’Europa deve agire senza ulteriore indugio per avviare la ripresa economica”.

Sarà davvero condiviso e ascoltato a Bruxelles? Ecco il piano del Presidente del Consiglio.

Conte boccia il MES e pressa su Recovery Fund

Bocciatura piena di Giuseppe Conte per gli strumenti finora concordati dall’Europa per la sfida economica ai tempi della pandemia.

“Le tre misure Sure, Bei, Mes sono insufficienti, ammontando ad una frazione di quanto altre grandi economie, come quella Usa, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie”

Così il Presidente del Consiglio ha sintetizzato il valore degli strumenti messi a disposizione, al momento, da Bruxelles. Proprio mentre alcuni esponenti di Governo già avanzano aperture alla fattibilità dei prestiti del MES appena concordato dall’Eurogruppo, Conte ha voluto ricordare la sua linea. Questa la vera priorità:

“La sfida cruciale è quella di tradurre in realtà il segnale politico sul «Recovery Fund», prima che sia troppo tardi per le economie e per la società del nostro continente”

1.000 miliardi di euro da destinare agli Stati il più presto possibile: questa l’urgenza del primo ministro italiano, che ha sottolineato:

“Un front loading del Recovery Fund è necessario con urgenza, come ponte per anticipare parte delle risorse alla seconda metà del 2020, perché il Fondo dovrebbe essere collegato al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale”

La battaglia di Conte è sempre quella iniziata con un certo entusiasmo durante il Consiglio europeo del 23 aprile: avviare il fondo per la ripresa e convincere tutti gli Stati UE sulla sua efficacia, soprattutto alle condizioni italiane (prestiti a fondo perduto).

Il Presidente del Consiglio ha parlato di coraggio, solidarietà e misure straordinarie. Queste, a suo avviso, devono essere le linee guida per salvare quanto l’Europa ha costruito finora, dalla moneta unica al mercato unito.

Decisioni ambiziose aspettano l’UE e gli Stati membri sono chiamati a fare la loro parte: Conte ha così lanciato l’ultima chiamata ai Paesi europei. E, probabilmente, anche all’Italia. Che adesso, sul MES, rischia di dividersi nuovamente e con toni molto aspri.

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