Conguaglio contributi Inps 2017: regole e istruzioni per il calcolo

Conguaglio contributi previdenziali e assistenziali 2017: ecco tutte le istruzioni fornite dall’INPS tramite la circolare n. 1 del 3 gennaio 2018.

Conguaglio contributi Inps 2017: regole e istruzioni per il calcolo

Conguaglio contributi previdenziali e assistenziali 2017: L’INPS con la circolare n. 1 del 3 gennaio 2018 fornisce chiarimenti e precisazioni.

Le istruzioni consentono di eseguire lo svolgimento delle operazioni di conguaglio, relative all’anno 2017, e di quantificare l’imponibile contributivo anche con riguardo alla misura degli elementi variabili della retribuzione.

L’avviso si rivolge ai datori di lavoro privati e non agricoli che utilizzano la dichiarazione UniEmens.

Le operazioni di conguaglio INPS per i contributi previdenziali e assistenziali 2017 dovranno essere effettuate con la denuncia di competenza di dicembre 2017 e i relativi versamenti dovranno essere erogati entro il 16 gennaio 2018.

I datori di lavoro possono però decidere di effettuare le medesime operazioni di conguaglio INPS con la denuncia di competenza di gennaio 2018. In questo caso i relativi versamenti dovranno essere effettuati entro il 16 febbraio 2018.

Vediamo qui di seguito tutte le informazioni, relative al conguaglio INPS 2017, fornite dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Conguaglio contributi Inps 2017: gli elementi variabili della retribuzione

Per effettuare una corretta quantificazione dell’imponibile contributivo bisogna fare riferimento anche agli elementi variabili della retribuzione.

La circolare n. 1/2018 pubblicata dall’INPS,infatti, attraverso un elenco chiarisce quali sono gli elementi necessari al fine del calcolo del conguaglio contributivo 2017, tra questi troviamo:

  • i compensi per lavoro straordinario;
  • l’indennità di trasferta o missione;
  • l’indennità economica di malattia o maternità anticipate dal datore di lavoro per conto dell’INPS;
  • l’indennità riposi per allattamento;
  • le giornate retribuite per donatori sangue;
  • le riduzioni delle retribuzioni per infortuni sul lavoro indennizzabili dall’INAIL;
  • i permessi non retribuiti;
  • le astensioni dal lavoro;
  • l’indennità per ferie non godute;
  • i congedi matrimoniali;
  • le integrazioni salariali (non a zero ore).

A questi elementi si aggiungono inoltre l’indennità di cassa, i prestiti ai dipendenti e i congedi parentali in genere.

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha ricompreso tra le variabili retributive anche i ratei della retribuzione del mese precedente successivi alla elaborazione delle buste paga nel caso di assunzioni avvenute nel corso del mese.

Il massimale contributivo 2017

Il massimale annuo per la base contributiva e pensionabile degli iscritti a forme pensionistiche obbligatorie, privi di anzianità contributiva, e per coloro che optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo per l’anno 2017 è pari a 100.324,00 euro.

Il massimale contributivo 2017 trova applicazione per la sola aliquota di contribuzione ai fini pensionistici (IVS), ivi compresa l’aliquota aggiuntiva dell’1%.

L’INPS a proposito del massimale contributivo 2017 sottolinea che:

  • il massimale non è frazionabile a mese e ad esso occorre fare riferimento anche se l’anno risulti retribuito solo in parte;
  • nell’ipotesi di rapporti di lavoro successivi, le retribuzioni percepite in costanza dei precedenti rapporti, si cumulano ai fini dell’applicazione del massimale.
  • in caso di rapporti simultanei le retribuzioni derivanti dai due rapporti si cumulano agli effetti del massimale.
  • in caso coesistano nell’anno rapporti di lavoro subordinato e rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o similari, che comportano l’iscrizione alla Gestione Separata ai fini dell’applicazione del massimale, le retribuzioni derivanti da rapporti di lavoro subordinato non si cumulano con i compensi percepiti a titolo di collaborazione coordinata e continuativa.

Il contributo aggiuntivo IVS 1%

Per i regimi pensionistici che prevedono aliquote contributive a carico dei lavoratori inferiori al 10%, la Legge n. 438/1992, ha istituito un contributo nella misura dell’1%.

Il calcolo del contributo aggiuntivo IVS dell’1% dovrà essere effettuato in base alla quota eccedente il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile pari a 46.123,00 euro nel 2017 e che rapportato a 12 mesi sarà pari a 3.844,00 euro.

L’INPS ricorda che le operazioni di conguaglio sono necessarie anche nel caso di rapporti di lavoro simultanei, ovvero che si susseguono nel corso dell’anno civile.

In questo caso, le retribuzioni percepite in costanza di ciascun rapporto si cumulano ai fini del superamento della prima fascia di retribuzione pensionabile.

Monetizzazione delle ferie

L’assoggettamento a contribuzione del compenso per ferie non godute, ancorché non corrisposto, può essere assolto nel mese successivo a quello in cui maturano i compensi.

L’individuazione del momento in cui sorge l’obbligo contributivo sul compenso ferie non costituisce limite temporale al diritto del lavoratore di fruire effettivamente delle stesse.

Se il lavoratore prende le ferie in un momento successivo a quello dell’assoggettamento contributivo, il contributo versato sulla parte di retribuzione corrispondente al “compenso ferie” non è più dovuto e deve essere recuperato dal datore di lavoro, mentre il relativo compenso deve essere portato in diminuzione dell’imponibile dell’anno al quale era stato imputato.

Per ulteriori informazioni sul conguaglio dei contributi previdenziali e assistenziali 2017 i lettori possono consultare la circolare n. 1/2018 dell’INPS allegata qui di seguito.

Circolare n. 1 pubblicata dall’INPS il 3 gennaio 2018
Conguaglio di fine anno 2017 dei contributi previdenziali e assistenziali

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