Congedo di paternità obbligatorio per 3 mesi, arriva la proposta di legge: l’intervista a Palazzotto (Leu)

Stefano Rizzuti

14/01/2022

14/01/2022 - 12:18

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Erasmo Palazzotto, deputato di Leu, illustra in un’intervista a Money.it la proposta di legge che punta a istituire il congedo di paternità obbligatorio di 3 mesi (con retribuzione al 100%).

Congedo di paternità obbligatorio per 3 mesi, arriva la proposta di legge: l'intervista a Palazzotto (Leu)

Congedo di paternità obbligatorio di tre mesi, congedo per entrambi i genitori pagato al 100% e una serie di agevolazioni non solo per i padri, ma anche e soprattutto per aiutare le donne e l’occupazione femminile. La proposta di legge - redatta con il supporto dell’associazione Movimenta e presentata dai deputati Lia Quartapelle (Pd), Rossella Muroni e Alessandro Fusacchia (FacciamoEco), ed Erasmo Palazzotto (Leu) - punta a rivoluzionare i congedi parentali in Italia.

Dobbiamo decidere se vogliamo inseguire la storia o la vogliamo fare”, sono le parole con cui Palazzotto spiega la proposta di legge appena presentata in un’intervista a Money.it. Una proposta ambiziosa che punta a rivoluzionare il mercato del lavoro e la genitorialità. È proprio il deputato di Leu a illustrare i punti cardine di questa pdl che, tra le altre cose, estende il congedo parentale alle unioni civili.

La proposta di legge per il congedo di paternità di 3 mesi

La proposta, spiega Palazzotto, prevede l’istituzione di fatto di un congedo di paternità di tre mesi obbligatorio e coperto con retribuzione al 100%. Inoltre si equipara la figura del padre e della madre, garantendo comunque i due mesi di congedo in più alla madre (resterebbero cinque) ma portando anche in quel caso la retribuzione al 100%.

Una delle caratteristiche principali di questa proposta, che la rende all’avanguardia rispetto a quanto avviene anche in altri Paesi che hanno già legiferato in maniera simile, è l’obbligatorietà: “Non posso scegliere”, come sottolinea il deputato di Leu.

Perché il congedo di paternità obbligatorio

L’elemento dell’obbligo è stato inserito per due diversi motivi. “Da un lato è una forma di tutela per i padri che godranno del congedo perché anche in altri Paesi che prevedono il congedo più lungo il padre che ne usufruisce viene visto male in azienda”, spiega Palazzotto.

Dall’altra parte l’obiettivo dell’obbligo è quello di provare a “rompere un modello culturale che fa gravare solo sulla donna il ruolo della cura dei figli e diventa un dovere dei padri doversi prendere cura dei figli dalla primissima fase della loro vita”.

Tutto ciò comporta “una serie di implicazioni economiche, sociali, culturali, ma anche psicologiche-affettive: dare la possibilità di occuparsi di un figlio al padre come la madre, in maniera paritaria, stabilisce anche una relazione in cui il padre è responsabilizzato nei confronti del figlio per il resto della vita”. L’obiettivo è quello di “cambiare visione e modernizzare la società puntando sulla corresponsabilità genitoriale”.

Quando è previsto il congedo e per quali lavoratori

Il congedo previsto dalla proposta di legge è di tre mesi: non devono essere goduti necessariamente nella prima fase di vita, ma si può decidere quando durante il primo anno. Il congedo è previsto per tutti i lavoratori, pubblici e privati, ma anche per gli autonomi.

La retribuzione deve essere coperta al 100% così come succederà anche per la maternità. Non sono previste regole particolari per quanto riguarda l’alternanza tra i due genitori: madre e padre possono decidere se far coincidere o meno il congedo, stando alla proposta di legge.

Il congedo parentale per favorire l’occupazione femminile

Tutta la legge - sottolinea Palazzotto - è stata pensata per ottenere la parità di genere soprattutto nel mercato del lavoro: “Se un imprenditore sa che un lavoratore, uomo o donna, per tre mesi avrà diritto a un congedo, non vedrà una disparità e non avrà motivo di scegliere un uomo invece di una donna”.

Non a caso si prevedono anche sgravi contributivi per sostituire i lavoratori in maternità o in paternità. E bisogna aiutare anche il rientro al lavoro dopo il congedo: “I dati dicono chiaramente che dopo la maternità molto spesso le donne abbandonano il lavoro perché spesso su di loro grava tutta la genitorialità”. Le agevolazioni fiscali sono quindi uno strumento per aiutare le donne, ma anche le imprese.

Congedo di paternità di 3 mesi: è davvero possibile?

La proposta di legge prevede costi stimati in 1,5 miliardi nel 2023 che aumenteranno fino al 2031, quando a regime si arriverebbe a 2,3 miliardi annui. Un progetto ambizioso e non solo dal punto di vista economico, ma anche politico.

Per Palazzotto, infatti, il punto è “tutto politico: questi oneri si considerano costi o investimenti? I dati ci dicono che la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro incrementa il Pil, quindi una misura che favorisce un mercato del lavoro più equo, con una presenza delle donne paritaria, dovrebbe incrementare la produttività e il Pil”.

L’Italia, sottolinea il deputato di Leu, oggi è “fanalino di coda in Ue e solo con l’ultima Legge di bilancio ci siamo adeguati alla direttiva europea che prevede minimo 10 giorni per i padri, finché non l’ha imposto l’Europa avevamo solo 7 giorni”.

La proposta di legge presentata dai quattro deputati punta invece a far diventare l’Italia capofila sul tema: “Non sarebbe il congedo temporalmente più lungo ma qualitativamente, con la retribuzione al 100% e l’obbligo, sarebbe all’avanguardia anche rispetto agli altri Paesi. Per una volta l’Italia potrebbe essere apripista in Europa di una nuova visione di genitorialità”.

Per Palazzotto, quindi, l’accordo politico su una proposta così ambiziosa è comunque raggiungibile: “Penso che sia solo una questione di tempo, dobbiamo decidere se vogliamo inseguire la storia o se la vogliamo fare”.

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