Congedo parentale: rischia il licenziamento il genitore che non sta con i figli

Se il padre o la madre chiedono il congedo parentale per attività diverse dalla cura dei figli possono perdere il lavoro: secondo la Cassazione scatta il licenziamento per giusta causa. I dettagli.

Congedo parentale: rischia il licenziamento il genitore che non sta con i figli

Usufruire del congedo parentale per i genitori lavoratori con figli fino ai 12 anni è un diritto. Tuttavia chi lo richiede per astenersi dal lavoro e compiere attività diverse dalla cura dei figli commette un illecito che, in alcuni casi, può portare al licenziamento.

Il congedo parentale è un’assenza dal lavoro retribuita (anche se in misura inferiore al normale) per questo chi ne approfitta per svolgere commissioni, andare in vacanza e ogni altra attività che non sia legata alla cura della prole commette un abuso del diritto e viola il vincolo di fiducia che lega dipendente e datore di lavoro.

Sul caso si è recentemente espressa la Corte di cassazione confermando la legittimità del licenziamento per giusta causa per il lavoratore subordinato che richiede uno o più giorni di congedo senza l’effettivo bisogno di badare ai figli piccoli.

Rischia il licenziamento chi chiede il congedo parentale senza motivo

Il congedo parentale è una misura creata per conciliare le esigenze lavorative con quelle genitoriali e può essere fruito alternativamente da madre e padre lavoratori dipendenti, autonomi e iscritti alla gestione separata INPS.

Il congedo può essere chiesto per un tempo complessivo non superiore a 10 mesi nel periodo che va dalla nascita del bambino (o adozione) fino al compimento del 12° anno di età.

Per maggiori informazioni sul congedo parentale qui il nostro articolo di approfondimento: Congedo parentale INPS: giorni di permesso, importi e richiesta

Può accadere però che il padre o la madre, o entrambi, chiedano dei giorni di congedo senza che vi sia la reale necessità di badare ai figli piccoli ma per svolgere altre attività che non hanno nulla a che vedere con la gestione della prole. In tal caso il lavoratore commette quello che viene definito un abuso di diritto, cosa che può portare a severi provvedimenti disciplinari, anche il licenziamento.

Questo comportamento, infatti, se grave e reiterato, va a ledere in maniera irreversibile il rapporto di fiducia che lega il dipendente all’azienda datrice e quindi potrebbe giustificare un licenziamento per giusta causa. Recentemente la Cassazione ha anche confermato che il datore di lavoro che sospetti comportamenti illeciti da parte dei dipendenti può ingaggiare degli investigatori privati, anche fuori il domicilio del lavoratore. La decisione in merito riguardava nello specifico i casi di finta malattia, ma nulla toglie che possa essere esteso anche al congedo parentale dato che l’intento fraudolento è il medesimo.

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