Congedo maternità lavoratori autonomi: requisiti e importi per il 2019

Con la circolare 79/2019 l’Inps ha aggiornato gli importi per il calcolo dell’indennità riconosciuta ai lavoratori autonomi nei periodi di congedo per maternità.

Congedo maternità lavoratori autonomi: requisiti e importi per il 2019

Non solo i lavoratori domestici hanno diritto ad assentarsi dal lavoro quando diventano genitori; in alcune condizioni, infatti, anche i lavoratori autonomi hanno diritto al congedo di maternità e - ma solo quando la madre non può godere di quest’ultimo - di quello di paternità.

A tal proposito l’Inps ha annunciato - con la circolare 79/2019 - un aggiornamento degli importi per il calcolo di quanto spetta nei periodi indennizzabili per congedo di maternità, visto che questi sono stati adeguati alla variazione provvisoria dell’inflazione che per il 2019 è stata pari all’1,1%.

Questo perché per i lavoratori autonomi si applicano dei minimali di retribuzione differenti rispetto a quelli dei lavoratori dipendenti per il calcolo dell’indennità di maternità. Prima di andare avanti e vedere quando e quanto spetta l’indennità, è bene fare una precisazione: ai lavoratori autonomi spetta solo il congedo di maternità che - in alcuni casi - può essere trasferito anche al lavoratore padre.

Agli autonomi invece non viene riconosciuto il congedo di paternità, un diritto esclusivo dei lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori domestici).

Vi daremo notizia degli importi aggiornati nel prosieguo dell’articolo; prima però vediamo quando una lavoratrice autonoma in gravidanza può beneficiare del congedo e dell’indennità sostitutiva di maternità.

Congedo di maternità: condizioni per beneficiarne

Come anticipato, anche alle lavoratrici autonome che stanno per diventare madri viene riconosciuto il congedo di maternità.

Nel dettaglio, ne possono beneficiare:

  • artigiane;
  • commercianti;
  • coltivatrici dirette;
  • colone;
  • mezzadre;
  • imprenditrici agricole professionali;
  • pescatrici autonome della piccola pesca e delle acque interne.

Per beneficiare dell’indennità sostitutiva prevista in caso di gravidanza naturalmente bisogna essere iscritte alla gestione INPS di riferimento ed essere in regola con il versamento dei contributi anche nei periodi precedenti all’inizio della maternità.

Così come per le lavoratrici dipendenti l’indennità viene riconosciuta per i 2 mesi precedenti alla data presunta del parto e nei 3 successivi. Spetta anche in caso di adozione o affidamento preadottivo, ma in questo caso per i 5 mesi successivi all’ingresso in famiglia del minore.

È bene precisare però che a differenza delle lavoratrici dipendenti per le autonome l’indennità non comporta l’obbligo di astensione dall’attività lavorativa.

Quando il diritto si trasferisce al padre?

A differenza dei lavoratori dipendenti gli autonomi non hanno diritto al congedo di paternità, periodo durante il quale il dipendente continua a percepire il 100% della retribuzione.

In alcuni casi però il padre può beneficiare del congedo di maternità che spetterebbe alla madre. Questo ovviamente accade quando quest’ultima non ne può usufruire, ovvero nei seguenti casi:

  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del figlio;
  • mancato riconoscimento del neonato;
  • affidamento esclusivo del figlio al padre.

Naturalmente in questo caso il periodo indennizzabile non è di 5 mesi; il padre infatti potrà beneficiare solamente della parte del congedo di maternità non usufruito dalla madre.

Calcolo indennità sostitutiva per congedo di maternità autonomi

Così come per i dipendenti anche alle lavoratrici autonome durante il congedo di maternità spetta un’indennità sostitutiva pari all’80% della retribuzione giornaliera.

Tuttavia quantificare la retribuzione di una lavoratrice autonoma non è semplice ecco perché ogni anno la legge stabilisce una retribuzione convenzionale in base alla tipologia di attività.

Nel 2019, come recentemente annunciato dall’INPS, bisognerà tener conto delle seguenti retribuzioni convenzionali per calcolare l’importo dell’indennità sostitutiva:

Categoria Retribuzione giornaliera di riferimento Indennità sostitutiva (80% della retribuzione
Coltivatori diretti 43,35€ 34,68€
Coloni 43,35€ 34,68€
Mezzadri 43,35€ 34,68€
Imprenditori agricoli professionali 43,35€ 34,68€
Artigiani 48,74€ 38,99€
Commercianti 48,74€ 38,99€
Pescatori 27,07€ 21,65€

Tenendo conto dei suddetti importi l’indennità sarà pagata dall’INPS tramite bonifico con accredito su conto corrente postale o bancario in base a quanto disposto dalla lavoratrice autonoma.

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