Condono cartelle, debiti cancellati da quando e per chi? Tempi e regole nel decreto MEF

Rosaria Imparato

22 Luglio 2021 - 10:43

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Firmato il decreto MEF per il condono delle cartelle: i debiti verranno cancellati in automatico entro il 31 ottobre, vediamo per chi.

Condono cartelle, debiti cancellati da quando e per chi? Tempi e regole nel decreto MEF

Tutto pronto per il condono delle cartelle esattoriali sotto i 5.000 euro: il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha firmato il decreto attuativo con regole e tempistiche da rispettare.

Si tratta dello stralcio delle cartelle disposto dal decreto Sostegni, grazie al quale i contribuenti con determinati requisiti si vedranno cancellare i propri debiti in modo automatico.

I cittadini, insomma, non devono fare nulla: viene tutto gestito dall’Agenzia delle Entrate e dalla Riscossione. I debiti sotto i 5.000 euro saranno cancellati entro il 31 ottobre, ma ci sono dei passaggi da rispettare prima: vediamo quali sono.

Condono cartelle, firmato il decreto: debiti cancellati in automatico entro il 31 ottobre. Ecco per chi

Ripassiamo i requisiti per accedere al condono del decreto Sostegni:

  • debiti fino a 5.000 euro;
  • ruoli datati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010;
  • limite di reddito di 30.000 euro nel 2019.

Questi sono i parametri per accedere alla nuova pace fiscale, che interesserà circa 2,5 milioni di italiani. Il decreto MEF ancora non è stato pubblicato, ma secondo le anticipazioni del Sole 24 Ore la cancellazione dei debiti sarà effettiva entro il 31 ottobre: altri due mesi di pazienza.

Ma cosa succede in questi due mesi? Vediamo il calendario degli impegni dell’Agenzia delle Entrate e della Riscossione.

Condono cartelle fino a 5.000 euro: il calendario delle Entrate-Riscossione

Nei prossimi due mesi il lavoro che attende Agenzia delle Entrate e Riscossione segue un calendario serrato:

  • entro il 20 agosto la Riscossione dovrà trasmettere alle Entrate l’elenco dei codici fiscali presenti nel proprio database alla data del 23 marzo 2021 delle persone fisiche e non solo aventi uno o più debiti fino a 5.000 euro (sempre fino alla data del 23 marzo 2021). L’importo di tali debiti non supera il limite stabilito anche tenendo in considerazione capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni;
  • entro il 30 settembre le Entrate comunicheranno alla Riscossione, sulla base delle certificazioni uniche e delle dichiarazioni dei redditi, i codici fiscali dei contribuenti esclusi perché oltre la soglia prestabilita dei 30.000 euro.

Da questo incrocio di dati, accertamento dell’importo dei debiti da un lato e identificazione dei limiti di reddito dall’altro, dovrebbe essere confermata la platea di potenziali beneficiari del condono.

  • entro il 31 ottobre si arriverà alla cancellazione automatica dei debiti dei contribuenti in possesso dei requisiti.

Il decreto MEF, di cui è attesa la pubblicazione, segna altre due date oltre quella spartiacque del 31 ottobre:

  • entro il 15 novembre il concessionario incaricato del recupero dovrà presentare la richiesta di rimborso, spesato con “oneri a carico del bilancio dello Stato” in due rate:
    • la prima entro il 31 dicembre 2021, di almeno il 70% del totale;
    • la seconda entro il 30 giugno 2022.
  • gli enti creditori avranno, entro il 30 novembre, l’elenco delle quote annullate per poter procedere alla cancellazione a seguito dell’annullamento e all’eliminazione dalle scritture patrimoniali.

Da sottolineare però è che l’annullamento non ci sarà per le quote inserite nella lista trasmessa dalla Riscossione senza i dati sull’importo e sul requisito temporale, così come per i gli eventuali carichi che sono esclusi dalla sanatoria dalla norma primaria. In caso di errato inserimento di questi importi, l’ente creditore può rilevare il ruolo entro sei mesi dalla data di ricezione dell’elenco.

Gli esclusi dalla nuova pace fiscale

C’è infine un’altra questione da segnalare. I debiti esclusi, abbiamo visto, sono quelli di importo superiore a 5.000 euro e di contribuenti che nel 2019 avevano un reddito che superava i 30.000 euro.

Un’altra causa di esclusione dalla pace fiscale del Dl Sostegni è in caso di ruoli intestati a più debitori (i cosiddetti coobbligati): lo stralcio non ci sarà se almeno uno risulta tra i codici fiscali segnalati alla Riscossione.

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