Condominio, quando e come opporsi alla decisione dell’assemblea

Caterina Gastaldi

13 Novembre 2022 - 13:17

condividi

In alcuni casi è possibile opporsi alla decisione dell’assemblea di condominio, tramite impugnazione delle delibere.

Condominio, quando e come opporsi alla decisione dell'assemblea

Non sempre quanto deliberato dall’assemblea di condominio trova tutti i condomini favorevoli. In questi casi può essere possibile opporsi alla decisione dell’assemblea tramite l’impugnazione delle delibere.

Questa possibilità non è sempre disponibile. Infatti, si deve ricadere in particolari situazioni. Per esempio, il condomino che desidera opporsi alla decisione dell’assemblea non deve aver dato il suo consenso alla decisione. In pratica, non è possibile cambiare idea dopo aver accettato la delibera. Non solo, il percorso da seguire richiede di rivolgersi a un avvocato, che porti la questione di fronte a un giudice. Questo potrà, eventualmente, annullare la decisione dell’assemblea condominiale.

Insomma, impugnare la delibera dell’assemblea non è un procedimento così semplice come si potrebbe pensare. Per questo, nell’articolo seguente, vedremo i passaggi necessari per poterlo fare efficacemente.

Opporsi alla decisione dell’assemblea: cosa significa

Quando uno o più condomini si trovano in disaccordo con le decisioni prese dall’assemblea di condominio, possono scegliere di opporsi a queste. Impugnare la delibera però non significa, semplicemente, essere contrari alla decisione presa.

Si tratta, invece, di un’azione che consiste nel presentarsi di fronte a un giudice per contestare quanto deliberato dall’assemblea di condominio. Questo procedimento, che può essere svolto sia da un solo condomino, sia come azione di gruppo, richiede il rispetto di una serie di passaggi e regole.

Quando si può annullare la delibera dell’assemblea

Non tutte le delibere sono annullabili. Perché la richiesta venga approvata è necessario ricadere in una delle seguenti situazioni:

  • devono essere presenti vizi di forma. In questo caso si parla di annullabilità della decisione;
  • oppure devono risultare contrarie alla legge. In questa situazione la delibera sarà nulla.

Tuttavia, finché il giudice non avrà deciso di annullare la delibera dell’assemblea, questa rimarrà valida.

Impugnazione assemblea condominiale: chi può farla

Non tutti possono opporsi alle decisioni prese dall’assemblea condominiale.

Come previsto dall’articolo 1137 del codice civile, a potersi opporre alla decisione dell’assemblea condominiale sono:

  • i condomini assenti, ovvero che non hanno partecipato;
  • quelli dissidenti, che hanno votato contro;
  • i condomini astenuti, quindi che pur essendo presenti non hanno votato.

Nel momento in cui una decisione una viene presa, tutti coloro che hanno votato a favore non possono opporvisi. Questa regola vale quando sono presenti dei vizi di forma nella delibera.

In caso di errori e problemi più gravi, invece, tutti i condomini possono scegliere di opporsi alla decisione del condominio.

Opposizione alla delibera entro quando

A seconda delle situazioni, ci si può trovare di fronte a scadenze differenti.

Infatti, si hanno un massimo di 30 giorni:

  • per chi ha partecipato, i 30 giorni massimi partono dal momento in cui si è tenuta l’assemblea;
  • per chi era assente, iniziano dal momento in cui viene ricevuta la comunicazione della delibera.

Questa data di scadenza è valida solo per quando si devono contestare eventuali vizi di annullabilità. Nel momento in cui, invece, il vizio è più grave, come nel caso di una decisione che va contro quanto previsto dalla legge, non esiste un termine ultimo.

Opporsi alla decisione dell’assemblea: il procedimento

Nel momento in cui un condomino, o più condomini in gruppo, scelgono di rivolgersi a un giudice e impugnare la delibera, viene dato vita a una causa civile. Questo significa che si è obbligati, inizialmente, a procedere con un tentativo di mediazione.

L’istanza di mediazione civile deve venire proposta all’organismo territoriale competente ed è un’occasione per poter risolvere i problemi preventivamente. Senza, quindi, dover sostenere le spese del processo, o doverne attendere i tempi.
Il condominio potrà infatti decidere di modificare o revocare la delibera che sta venendo contestata. A questo punto si darà inizio a una nuova assemblea, dove potrà venire riproposta la questione con maggiore attenzione.

Nel caso in cui la mediazione non dovesse dare i suoi frutti, invece, si potrà fare ricorso, rivolgendosi direttamente all’autorità giudiziaria. L’atto di ricorso deve essere depositato alla cancelleria del giudice competente.
Si durante questo procedimento, sia durante il processo di mediazione obbligatoria, è comunque necessario rivolgersi a un avvocato iscritto all’albo.

Quando costa impugnare la delibera

Impugnare una delibera dell’assemblea di condominio, dando così inizio a una causa civile, può rivelarsi particolarmente costoso. Molto, in questo caso, dipende dai motivi e dalla complessità della causa. Tuttavia, si può facilmente partire da 1.000 euro come base, fino ad arrivare anche ai 6.000 euro, od oltre.

Per quanto i prezzi possano facilmente variare, i rischi di trovarsi a spendere cifre importanti senza avere la certezza di essere dalla parte della ragione ci sono. Al contrario, la fase di mediazione obbligatorio ha prezzi più contenuti, che partono da 40 euro +Iva, fino 112 euro +Iva. Questi, pur dovendo essere sommati all’onorario dell’avvocato, rimangono comunque più accessibili.

È chiaro quindi che oltre alla rapidità, anche i costi rendano la fase di mediazione preferibile. Tuttavia, questo non significa che si debba accettare una decisione dell’assemblea condominiale, nel caso in cui la si ritenga ingiusta. Un’opzione, in alcuni casi, può essere quella di riunire più condomini per poter cominciare il procedimento di impugnazione della delibera.

Argomenti

Iscriviti a Money.it