Pubblicato il bando di concorso per segretari parlamentari del Senato della Repubblica. Stipendio di partenza da 50.000 euro: può arrivare a 200 mila euro.
Il caldo e l’avvicinarsi delle ferie non fermano i concorsi pubblici.
Uno degli ultimi bandi pubblicati in queste ore riguarda infatti un posto particolarmente ambito: quello di segretario parlamentare. Anche dal punto di vista economico ci sono ottime notizie in quanto il concorso riguarda il Senato della Repubblica, dove la retribuzione è particolarmente elevata: fin dall’assunzione si può infatti contare su una Ral di circa 50 mila euro, destinata poi a crescere con il passare degli anni e con l’avanzamento di carriera.
Manco a dirlo, si tratta di un concorso pubblico particolarmente complesso, non soltanto per la difficoltà delle prove, ma anche per il numero limitato di posti disponibili, appena 30, a fronte delle migliaia di domande che presumibilmente verranno presentate.
Questo, però, non significa che si debba partire già sconfitti, anzi approfondire nel dettaglio cosa c’è nel bando è il primo passo per avere più opportunità di superarlo con successo.
Vediamo quindi tutto ciò che c’è da sapere sul concorso per segretari parlamentari, dai requisiti richiesti alle modalità di candidatura, passando per le prove previste, così da arrivare il più preparati possibile all’appuntamento con la selezione.
Chi è e cosa fa un segretario parlamentare
Iniziamo dal comprendere meglio il ruolo, rispondendo alla domanda su chi è e cosa fa il segretario parlamentare. Nel dettaglio, si tratta di un professionista inserito nell’amministrazione del Senato, chiamato a svolgere quelle attività di supporto necessarie al funzionamento dell’istituzione parlamentare.
Le mansioni possono cambiare sensibilmente a seconda del profilo scelto. Come dimostra il bando che mette a disposizione 30 posti che vengono però suddivisi tra documentaristi di indirizzo giuridico ed economico, tecnici informatici, tecnici edile-strutturali e tecnici impiantistici.
I documentaristi, ad esempio, si occupano della ricerca, dell’elaborazione e dell’organizzazione di informazioni e documenti utili all’attività parlamentare, mentre i profili tecnici sono destinati ad attività più specialistiche, dalla gestione dei sistemi informatici e della sicurezza delle reti fino alla progettazione e manutenzione degli edifici e degli impianti del Senato.
Chi può candidarsi? Guida ai requisiti
Sono, come abbiamo anticipato, 30 i posti disponibili, suddivisi tra i diversi profili previsti dal bando. La partecipazione, tuttavia, è subordinata al possesso di una serie di requisiti.
Nel dettaglio, possono candidarsi esclusivamente i cittadini italiani che godono dei diritti civili e politici e che risultano fisicamente idonei allo svolgimento delle mansioni previste per la carriera di segretario parlamentare. L’idoneità verrà poi verificata nei confronti dei vincitori attraverso un’apposita visita medica disposta dall’Amministrazione del Senato.
È previsto anche un limite di età particolarmente stringente: nel dettaglio, alla data di pubblicazione del bando, infatti, il candidato deve aver compiuto almeno 18 anni e non deve averne ancora compiuti 40. Fa eccezione il personale già dipendente del Senato che partecipa al concorso usufruendo della riserva prevista dal bando.
Per quanto riguarda il titolo di studio, è possibile partecipare con una laurea triennale o con un diploma universitario di durata triennale, a condizione che il titolo sia stato conseguito con una votazione almeno pari a 105/110 o equivalente. Il voto minimo non è invece richiesto a chi possiede una laurea magistrale o specialistica oppure un diploma di laurea del vecchio ordinamento.
Va comunque detto che il bando non indica una specifica classe di laurea obbligatoria per ciascun profilo.
Le prove di concorso
La selezione prevede una prova preliminare, due prove scritte e una serie di prove orali e tecniche, differenti a seconda del profilo scelto.
La preselezione, comune a tutti i candidati, consiste in 50 quesiti a risposta multipla sulla Costituzione italiana e sul Regolamento del Senato, da completare in 50 minuti.
Sono ammessi alle prove scritte i primi 180 candidati per il profilo giuridico, 120 per quello economico, 90 per quello informatico e 30 per ciascuno dei due profili tecnici.
Le due prove scritte, della durata rispettivamente di tre e quattro ore, riguardano le materie specifiche di ciascun indirizzo, mentre per tutti è prevista anche la redazione in inglese dell’abstract di un testo.
Seguono le prove orali sulle discipline previste dal proprio profilo, una verifica della conoscenza dell’inglese e una prova tecnica.
Come iscriversi
La domanda deve essere inviata esclusivamente online tramite il portale concorsi del Senato, accedendo con Spid o Carta d’identità elettronica, entro le ore 18:00 del 27 agosto 2026.
Durante la procedura bisogna scegliere uno solo dei cinque profili disponibili e versare un contributo di segreteria di 30 euro tramite PagoPA. Dopo l’invio, il sistema rilascia una ricevuta con il numero identificativo della domanda, che dovrà essere stampata e conservata.
Ma quanto guadagna un segretario parlamentare?
Concludiamo con quello che è certamente uno degli aspetti che maggiormente interessano chi sta prendendo in considerazione la possibilità di partecipare al concorso: lo stipendio del segretario parlamentare.
Come anticipato in apertura, la retribuzione prevista al Senato è particolarmente elevata. Un segretario parlamentare appena assunto parte infatti da una retribuzione annua lorda di 50.516 euro.
La retribuzione è poi destinata a crescere in maniera significativa con l’anzianità di servizio e con le valutazioni professionali. Nel dettaglio, dopo 12 anni e 11 valutazioni positive, la Ral sale a 78.239 euro. Al 24° anno può invece raggiungere 159.076 euro, mentre dopo 36 anni di servizio e 35 valutazioni arriva fino a 219.773 euro lordi annui.
Si tratta quindi di una carriera che, oltre a garantire una retribuzione iniziale già superiore alla media, offre prospettive di crescita economica particolarmente rilevanti.
Va comunque ricordato che gli importi indicati sono lordi e che lo stipendio effettivamente percepito risulta più basso per effetto delle ritenute previdenziali e fiscali.
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