Carabinieri, ultimi giorni per il reclutamento. Ecco il bando di concorso come marescialli con tutto quello che serve sapere su requisiti e prove.
Sono gli ultimi giorni utili per candidarsi al maxi bando - poco meno di 900 posti - per entrare nell’Arma dei Carabinieri e iniziare una carriera che garantisce, fin dall’ingresso, uno stipendio intorno ai 25.000 euro annui oltre a prospettive di crescita professionale e, ovviamente, alla stabilità lavorativa prevista per i lavori presso la Pubblica amministrazione.
Si tratta di una selezione molto attesa che apre di fatto la stagione dei concorsi nel comparto sicurezza e difesa. Nelle prossime settimane, infatti, sono attese nuove procedure anche nella Polizia di Stato, nella Guardia di Finanza e nelle altre Forze Armate – Esercito, Marina e Aeronautica – confermando questo periodo come uno dei più importanti per chi sogna un impiego nelle istituzioni.
Un concorso al quale è possibile partecipare semplicemente possedendo i requisiti richiesti, ma che - numeri alla mano - resta tra i più selettivi. Considerando i posti disponibili e l’elevato numero di candidati attesi, il tasso di successo potrebbe fermarsi attorno al 6-8%, rendendo fondamentale una preparazione mirata e tempestiva.
Proprio perché si tratta degli ultimi giorni per presentare la domanda, è utile fare il punto su requisiti, prove di selezione, modalità di invio della candidatura e prospettive economiche, con uno sguardo a quanto si guadagna e alle opportunità di carriera che il ruolo di maresciallo dei Carabinieri può offrire.
I requisiti per partecipare
Per prendere parte al concorso per allievi marescialli dei Carabinieri - per il quale sono disponibili 898 posti - è indispensabile essere in possesso di alcuni requisiti precisi stabiliti dal bando. Si tratta di condizioni legate soprattutto all’età, al titolo di studio e all’idoneità psico-fisica, elementi che rappresentano il primo filtro nella selezione dei candidati.
Possono candidarsi i cittadini italiani che abbiano compiuto 17 anni e non abbiano superato i 26 anni alla data indicata nel bando, limite che può essere elevato fino a 28 anni per chi ha già prestato servizio militare. È inoltre richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado, che può essere conseguito anche nell’anno scolastico in corso, purché entro i termini previsti per l’avvio del corso.
Fondamentale è poi il possesso dei requisiti morali e di condotta, come il godimento dei diritti civili e politici, l’assenza di precedenti penali o procedimenti incompatibili con l’arruolamento e una condotta incensurabile. A questi si aggiunge l’idoneità psico-fisica e attitudinale al servizio militare, che verrà verificata nel corso delle prove concorsuali.
Le prove di selezione
La procedura prevede più fasi selettive, pensate per valutare non solo la preparazione teorica dei candidati ma anche le capacità fisiche, psicologiche e attitudinali richieste per il ruolo.
Il primo passaggio è rappresentato da una prova preliminare a risposta multipla, che ha lo scopo di scremare l’elevato numero di domande presentate. I quesiti riguardano generalmente materie di cultura generale e logica. Chi supera questa prima selezione deve affrontare una prova scritta di italiano, spesso considerata uno degli ostacoli più impegnativi. In questa fase non basta conoscere le materie teoriche: vengono valutate anche la capacità di argomentazione e la chiarezza espositiva, competenze fondamentali per chi sarà chiamato a svolgere funzioni di responsabilità e coordinamento.
Seguono poi le prove di efficienza fisica, che verificano la preparazione atletica dei candidati attraverso esercizi standardizzati, e gli accertamenti sanitari e psico-attitudinali, finalizzati a stabilire l’idoneità al servizio. In particolare, i test attitudinali e i colloqui con le commissioni esaminatrici rappresentano spesso il momento più delicato, in quanto è qui che vengono analizzati equilibrio emotivo, capacità decisionale, gestione dello stress e attitudine al comando.
La selezione si completa con la prova orale, durante la quale vengono approfondite le materie previste dal bando e valutata la motivazione del candidato. In alcuni casi possono essere previste anche prove facoltative, come la conoscenza di una lingua straniera o competenze informatiche, utili per migliorare il punteggio finale in graduatoria.
Come e quando inviare la domanda
Per partecipare è necessario presentare la domanda esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale dedicato ai concorsi dell’Arma o tramite la piattaforma inPa, utilizzando le proprie credenziali digitali (Spid, Cie o Cns). Non sono ammesse altre modalità di candidatura: l’invio cartaceo o oltre i termini previsti comporta automaticamente l’esclusione dalla selezione.
La scadenza per l’invio delle domande è fissata al 19 marzo 2026, termine entro il quale i candidati devono completare tutti i passaggi richiesti. Una volta inoltrata la candidatura, è importante conservare la ricevuta di presentazione, che certifica l’avvenuto invio e può essere richiesta nelle fasi successive del concorso. Nei giorni successivi alla chiusura del bando verranno poi pubblicate le comunicazioni ufficiali relative al calendario delle prove e alle modalità di convocazione.
Quanto si guadagna
Uno degli aspetti che più interessa chi partecipa al concorso per marescialli dei Carabinieri riguarda naturalmente lo stipendio. Secondo le tabelle retributive aggiornate, all’inizio della carriera un carabiniere percepisce circa 1.400 euro netti al mese, cifra che può aumentare grazie a indennità e straordinari, o più in generale con le altre voci accessorie previste per il servizio.
Con il passare degli anni e l’avanzamento di grado la retribuzione cresce progressivamente. Gli appuntati, ad esempio, possono arrivare a guadagnare tra 1.500 e 1.600 euro netti, mentre i brigadieri superano in molti casi 1.650 euro mensili. Per chi intraprende la carriera nel ruolo ispettori - quindi come maresciallo - lo stipendio può avvicinarsi a 1.850 euro netti, aumentando ulteriormente con l’esperienza e le responsabilità operative.
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