Concorsi pubblici, novità: nuove regole causa Coronavirus

Concorsi pubblici, novità: nuove regole causa Coronavirus

Concorsi pubblici: cambiano (forse per sempre) le regole vigenti causa la diffusione del Coronavirus che per molto tempo andrà a modificare le nostre abitudini di vita.

Nella fase due - che dovrebbe partire dal 4 maggio in poi per durare diversi mesi, forse fino a quando non si troverà un vaccino - infatti, verranno introdotte norme restrittive volte al rispetto del giusto distacco sociale e ad evitare assembramenti.

Ecco perché, almeno fino a dicembre ma con la possibilità che le novità possano essere confermate in seguito, cambiano le regole per la partecipazione ai concorsi pubblici.

Il tutto per ridurre sensibilmente il numero dei partecipanti nelle prove in presenza, al fine di evitare assembramenti all’esterno e all’interno dei locali. Le novità verranno introdotte, come annunciato dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, nel Decreto Cura Italia in approvazione ad aprile.

Vediamo quali sono le novità in arrivo e come cambierà per diversi mesi (o forse per sempre) l’organizzazione dei concorsi pubblici.

Concorsi pubblici: come cambiano causa Coronavirus

Ad annunciare le novità riguardanti i concorsi pubblici è stato il Ministro della funzione pubblica Fabiana Dadone tramite un post pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Il principio sul quale si baseranno i concorsi pubblici nei prossimi mesi è quello dello “snellimento delle procedure”, con l’obiettivo di velocizzare l’ingresso di risorse fresche nella Pubblica Amministrazione.

Anche se le prove di concorso sono momentaneamente ferme causa Coronavirus, è comunque arrivato il momento di organizzare la ripartenza così da far riprendere il reclutamento nella Pubblica Amministrazione il prima possibile ma senza mettere a rischio la sicurezza dei cittadini.

Ecco perché dal Ministero della Pubblica Amministrazione stanno per arrivare nuove regole da applicare già per i nuovi bandi di concorso in uscita i prossimi mesi, nei quali sarà prevista una maggiore valorizzazione delle competenze trasversali (e manageriali, nel caso dei concorsi per la dirigenza). Perché è questo l’approccio di cui la “macchina dello Stato” deve dotarsi se intende proiettarsi “oltre la crisi attuale, verso il futuro”.

Per questo motivo, spiega la Dadone, nel Decreto Cura Italia in approvazione nei prossimi giorni è stata inserita una norma che consente di “semplificare e accelerare l’ingresso di nuove forze nel pubblico impiego”. Norme che per adesso sono valide, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2020 ma “potrebbero rappresentare un buon viatico per ciò che faremo dopo”.

Concorsi pubblici: meno partecipanti alle prove selettive

Negli anni abbiamo più volte assistito a scene di fiere piene di partecipanti per un concorso pubblico, specialmente nei casi delle prove preselettive dei maxi concorsi. Ebbene, per un bel po’ non assisteremo più a scene del genere visto che, causa Coronavirus, ci sarà una fase (che non sapremo quanto durerà) in cui verrà impedito qualsiasi assembramento.

Ecco perché nei concorsi pubblici acquisirà una maggiore importanza la scrematura preliminare. In poche parole alle amministrazioni verrà data la possibilità di introdurre dei “requisiti specifici” così da scremare le presenze ai test di accesso (e di conseguenza, rendendoli più rapidi).

Le amministrazioni, quindi, “potranno affinare la ricerca e la selezione rispetto a competenze e attitudini ben precise”, con il tutto che dovrà svolgersi, preferibilmente, attraverso l’utilizzo degli strumenti informatici. E non è escluso il supporto di società e professionalità specializzate nel reclutamento.

Insomma, meno partecipanti per concorsi più veloci: una novità che potrebbe cambiare per sempre il nostro modo di intendere le procedure di reclutamento per la Pubblica Amministrazione.

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