Sgravio contributivo per imprese family friendly con sconto fino all’1% sui contributi previdenziali a carico dell’azienda. Requisiti, prassi UNI e come fare domanda all’INPS.
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L’articolo 6 del Decreto legge numero 62 del 30 aprile 2026, noto anche come Decreto Lavoro o Decreto Primo Maggio, ha previsto un esonero contributivo per premiare i datori di lavoro che investono in modo concreto nel benessere dei dipendenti.
Il beneficio consiste in uno sgravio sui contributi previdenziali a carico dell’azienda fino all’1% con un tetto massimo di sconto di 50.000 euro per ogni azienda. Per accedere al beneficio le imprese devono ottenere una certificazione che attesti l’adozione delle misure che portano a un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata dei lavoratori (esempi ne sono lo smart working, il bonus natalità, piani di welfare per le famiglie e la flessibilità oraria).
Sgravio contributivo imprese, la legge
A prevedere la misura è stato il Decreto Primo Maggio del 30 aprile 2026. Il decreto è stato successivamente convertito nella Legge numero 112 del 28 giugno 2026. Proprio la conversione ha reso l’agevolazione per le imprese “family friendly” strutturale e definitiva.
I requisiti operativi, i punteggi minimi da raggiungere, le modalità di calcolo dello sgravio sono stati ufficializzati dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 10 settembre 2026.
Come funziona lo sgravio contributivo?
In base a quanto stabilito dal decreto attuativo, lo sgravio spetta dal 28 giugno 2026 (data dell’entrata in vigore della legge di conversione) al 31 dicembre 2028. La sua durata è di 36 mesi e viene riconosciuto alle aziende che si adeguano alla Prassi di Riferimento UNI che definisce le linee guida per la conciliazione tra vita familiare e lavoro pubblicata il 14 aprile 2026.
La UNI/PdR 192/2026 è un vero e proprio standard organizzativo certificabile. In concreto prevede che l’azienda non deve limitarsi a erogare bonus una tantum, ma deve definire una politica formale e programmare obiettivi per favorire la conciliazione vita-lavoro.
La prassi è strutturata in sei aree tematiche di intervento che permettono di valutare il livello di conciliazione e concedere, di conseguenza, lo sgravio contributivo.
Gli ambiti in questione rappresentano una vera e propria mappa operativa per il calcolo dei punteggi e sono:
- organizzazione del lavoro e flessibilità: misura quanto l’impresa permette di rendere compatibili i tempi e gli spazi di lavoro con le esigenze familiari;
- maternità, tutela delle lavoratrici e paternità: sonda le reali tutele (psicologiche, fisiche ed economiche) previste per le donne prima, durante e dopo la gravidanza. L’ambito monitora anche l’incentivazione dei padri lavoratori a usufruire dei congedi di paternità per promuovere la condivisione della cura dei figli;
- sostegni ai caregiver: questo ambito valuta le tutele previste per chi ha carichi di cura di familiari anziani o invalidi;
- welfare familiare: monitora le risorse messe a disposizione dall’azienda per i nuclei familiari dei dipendenti (vi rientrano contributi per asilo nido, rimborso testi scolastici e bonus nascita aziendali);
- salute, cultura e benessere: analizza l’attenzione che l’impresa presta per la formazione interna e il benessere psicofisico di dipendenti e famiglie;
- sviluppo professionale e parità delle carriere: deve garantire che eventuali fruizioni di congedi non siano un ostacolo alla crescita professionale.
Come ottenere lo sgravio contributivo
Per ottenere lo sgravio contributi l’azienda deve seguire un iter a due fasi: prima ottenere la certificazione e successivamente inviare la domanda telematica all’Inps (quando la piattaforma sarà aperta).
La decontribuzione, come abbiamo detto, spetta solo alle aziende che si adeguano alla prassi UNI, per questo il primo passo è quello di verificare i requisiti minimi dopo aver implementato le misure nelle sei aree specifiche.
La verifica deve essere affidata a un ente certificatore formalmente accreditato che rilascerà una certificazione “Family Friendly” valida per 36 mesi.
A questo punto è possibile presentare la istanza di sgravio contributivo vero e proprio trasmettendo la domanda sul portale dell’Inps. Nella richiesta andranno inseriti i dati aziendali, il codice della certificazione ottenuta, la data del rilascio e l’ente certificatore.
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