Investimenti Sostenibili 4.0, 448 milioni per le imprese. Guida a requisiti e domanda

Patrizia Del Pidio

2 Ottobre 2026 - 18:16

Bando Investimenti Sostenibili 4.0 al via il 6 ottobre 2026. 448 milioni per la transizione digitale e green delle PMI del Sud. Come fare domanda.

Investimenti Sostenibili 4.0, 448 milioni per le imprese. Guida a requisiti e domanda

Al via le domande per il bando Investimenti Sostenibili 4.0: lo sportello del MIMIT, tramite la piattaforma Invitalia, apre a partire dalle ore 10:00 del 6 ottobre 2026.

Il bando mette a disposizione 448 milioni di euro per favorire la transizione digitale ed ecologica delle piccole e medie imprese nel Mezzogiorno. L’agevolazione offre una combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per coprire fino al 75% dei piani di investimento aziendali.

Ecco i dettagli del bonus imprese 2026 riservato alle imprese del Sud che investono in nuove tecnologie.

Beneficiari Investimenti Sostenibili 4.0

Continuano gli aiuti alle imprese con un fondo mirato di 448 milioni di euro, di questi il 25% sono riservati a micro imprese e PMI.

La prima cosa da sottolineare è che le imprese per poter presentare istanza devono essere regolarmente iscritte al Registro delle Imprese. È, inoltre, necessario essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di contributi previdenziali e assistenziali, la cui violazione costituisce causa ostativa al rilascio del documento unico di regolarità
contributiva (DURC).

Il fondo è alimentato con 216 milioni di euro provenienti dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 e circa 224 milioni dalla restituzione delle rate di finanziamenti agevolati di diversi programmi operativi nazionali attivati tra il 2007 e il 2020. Alla dotazione attuale potranno aggiungersi ulteriori risorse provenienti dall’Ue.

Possono richiedere il contributo a fondo perduto le micro, piccole e medie imprese in contabilità ordinaria con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il vero e proprio passaporto per accedere al bando Investimenti è la riduzione dei consumi energetici di almeno il 5%. La riduzione non deve riguardare l’intera azienda, ma la struttura produttiva locale oggetto dell’investimento. Il risparmio del 5% deve essere calcolato confrontando i consumi storici dell’anno precedente con quelli post-investimento.

Per quantificare il risparmio energetico serve una relazione tecnica specialistica sottoscritta da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all’albo.

Esempi di investimento: il 5% di risparmio può essere ottenuto combinando diverse tecnologie digitali e green:

  • efficientamento impianti: sostituzione di macchinari obsoleti con sistemi 4.0 ad alta efficienza energetica.
  • autoproduzione energetica: installazione di impianti da fonti rinnovabili (es. fotovoltaico) per l’autoconsumo della sede.
  • software di monitoraggio: sistemi di telecontrollo e sensoristica IoT per l’ottimizzazione e la riduzione degli sprechi energetici nei cicli produttivi.

Fondo perduto PMI 2026: percentuali di contributo

Le agevolazioni previste dal bando Investimenti Sostenibili 4.0 coprono fino al 75% delle spese ammissibili del progetto, tuttavia la quantità del contributo è fissa e strutturata in base a uno schema rigido:

  • il 35% del contributo è a fondo perduto (conto impianti) e non deve essere restituito allo Stato;
  • il 40% è sotto forma di finanziamento agevolato e prevede una restituzione in massimo 7 anni a tasso zero senza richiesta di garanzie;
  • il 25% è la quota di investimento a carico dell’impresa che deve essere coperta con risorse proprie o con finanziamenti concessi dalle banche.

Per comprendere l’impatto reale dell’agevolazione vediamo un esempio.
Per un progetto minimo da 750.000 euro:

  • 262.500 euro sono a fondo perduto (35%);
  • 300.000 euro sono un finanziamento a tasso zero (40%);
  • i restanti 187.500 euro sono a carico dell’azienda (25%).

Per evitare che per accedere al bando le imprese si indebitino pesantemente, il bando impone un’altra regola: il valore complessivo del progetto non può superare il 70% del fatturato che risulta dall’ultimo bilancio.

Bonus imprese: lavori agevolabili

Le agevolazioni sono riservate a PMI che adottano soluzioni tecnologiche innovative. In particolare:

  • advanced manufacturing solutions;
  • additive manufacturing;
  • realtà aumentata;
  • simulation;
  • integrazione orizzontale e verticale;
  • IoT e industrial internet;
  • cloud;
  • cybersecurity;
  • big data e analytics;
  • intelligenza artificiale;
  • blockchain.

Tra questi piani saranno maggiormente valorizzati quelli che consentono anche di ottenere miglioramenti climatici e riduzione dell’impatto ambientale.

Le spese agevolabili sono:

  • acquisto macchinari;
  • opere murarie, nel limite del 40% del totale dei costi;
  • software e licenze;
  • certificazioni ambientali;
  • consulenza specialistica ed energetica.

Non sono ammissibili al bonus imprese 2026 le spese sostenuten con contratto di leasing.

La spesa minima ammissibile all’aiuto è di 750mila euro, mentre la spesa massima è di 5 milioni di euro. I progetti ammissibili al beneficio sono solo quelli avviati dopo la presentazione della domanda ed entro 18 mesi.

Come si presenta domanda Invitalia

La domanda per il bando Investimenti Sostenibili 4.0 si presenta sul sito di Invitalia in modalità telematica.

Per presentare la domanda è necessario compilare il modulo generato direttamente dal sistema a cui allegare il piano di investimenti. Quest’ultimo è il documento più importante della pratica in cui vanno dettagliati i costi e le caratteristiche dei beni. Non serve allegare un preventivo, ma solo i costi accurati nel piano. Alla domanda va allegata anche una dichiarazione sostitutiva d’atto notorio contenente i dati degli ultimi due esercizi contabili chiusi e una relazione tecnica per certificare che il progetto riduca i consumi energetici del 5%.

Pur non trattandosi propriamente di un click day, lo sportello funziona su base cronologica giornaliera: non è importante l’orario di invio della domanda. Tutte le domande inviate nello stesso giorno sono considerate come pervenute nello stesso momento, indipendentemente dall’ora. Appare importante, quindi, inviare l’istanza il prima possibile.

Se le risorse giornaliere stanziate non bastano per coprire tutte le richieste del giorno, Invitalia stilerà una graduatoria di merito tenendo conto della sostenibilità ambientale del progetto.