Con poche notti di lavoro al mese si raggiunge lo stipendio medio in Italia. Ma si può arrivare anche a 5000€.
Ti sei mai chiesto cosa faccia un consulente di puericultura? E, soprattutto, quanto guadagna?
Sempre più genitori sentono il bisogno di avere un aiuto pratico nella crescita dei bambini, qualcuno che possa prendersi cura dei propri figli mentre loro sono al lavoro o - anche - mentre riposano.
Ed ecco che entra in gioco la tata, o per meglio dire il consulente di puericultura, una figura che sostiene i genitori nei primi anni di vita dei figli, dal supporto post-parto allo sviluppo e alla crescita veri e propri, offrendo supporto, orientamento e consulenze su tematiche come l’allattamento, lo svezzamento e il sonno.
Una professione che si è sviluppata negli ultimi anni in risposta al crescente bisogno di supporto nei primi mesi di vita del bambino, soprattutto in famiglie dove entrambi i genitori lavorano, e non possono contare sui nonni. Si tratta di un lavoro che richiede disponibilità totale, con giorni di riposo irregolari e programmati in base alle esigenze della famiglia.
Ma far crescere i propri figli a una figura specializzata che alleggerisca il carico di lavoro e semplifichi la routine dei genitori è anche un lusso che non tutti possono permettersi, visto che, in alcuni casi, bastano poco più di 8 notti di lavoro per raggiungere lo stipendio medio in Italia, ovvero circa 1700€ netti.
Cosa fa un consulente di puericultura?
Dal 2023, la figura della puericultrice è in esaurimento, ovvero non è più prevista dal CCNL pubblico. Di conseguenza, non trova più occupazione presso le strutture pubbliche. Storicamente, infatti, era una figura attiva negli asili nido, studi pediatrici e ospedali, mentre oggi opera nel privato.
Per accedere alla professione sanitaria di puericultrice è necessario frequentare un corso autorizzato e conseguire la licenza di abilitazione.
Un consulente di puericultura è invece una professione indipendente che opera esclusivamente nel settore privato (a domicilio o con consulenze online), spesso in seguito a percorsi formativi specifici per il ruolo, che includono lezioni, laboratori e tirocini pratici.
Non può operare in ambito sanitario pubblico e non è equiparabile alla figura sanitaria della puericultrice.
Ma di cosa si occupa, nello specifico? Il consulente di puericultura è una figura che fornisce supporto pratico a domicilio nella cura dei bambini, già dai primi giorni dopo il parto, con aiuto per bagnetto, cambio e cura del neonato, offrendo aiuto nell’organizzazione del sonno e della routine quotidiana. Inoltre, si occupa del monitoraggio dello sviluppo psicomotorio e delle varie tappe di crescita.
Ma non solo. Aiuta anche con consigli per i neogenitori, con consulenze personalizzate, come ad esempio sull’allattamento al seno o artificiale e sull’alimentazione durante lo svezzamento, o fornendo supporto pedagogico su gioco, inserimento al nido o gestione dell’arrivo di un fratellino.
I consulenti possono inoltre offrire diversi servizi, in base alle esigenze. Un esempio è il live in, in cui questa figura vive con la famiglia, lavorando 5 giorni su 7, con alcune ore di riposo durante la giornata, e si prende cura del bambino giorno e notte.
Altrimenti, il consulente di puericultura può lavorare di notte, occupandosi del bambino nei suoi bisogni notturni mentre i genitori riposano.
Quanto guadagna un consulente di puericultura?
I consulenti di puericultura sono liberi professionisti, quindi, posto che possono scegliere in modo autonomo le proprie tariffe, i guadagni sono impressionanti, soprattutto se consideriamo la media degli stipendi italiani.
Nel caso dei turni notturni, i compensi oscillano tra i 20 e i 30€ lordi all’ora, pari a circa 150–250€ a notte. Se consideriamo 250€ lordi per turno (in regime forfettario), equivalenti a circa 200€ netti, sono necessarie 8,5 notti di lavoro per raggiungere lo stipendio medio di 1.700€ netti al mese.
Anche se, ovviamente, dobbiamo tener presente che le tariffe cambiano da professionista a professionista, insieme ad altri fattori che influenzano la cifra, come gli anni di esperienza professionale o la zona geografica.
Diverso è il servizio live in, che richiede una presenza costante accanto al bambino, giorno e notte. In quel caso, la tariffa è più alta, e la media del mercato raggiunge cifre da capogiro.
Alcune professioniste del settore riportano guadagni di almeno 1.000€ a settimana, pari a circa 4.000€ o più al mese, soprattutto per posizioni in cui è richiesta la convivenza con la famiglia. Le opportunità meglio retribuite includono i servizi notturni o altamente specializzati. La cura notturna o continuativa (24/7) può infatti sfiorare i 5000€ netti mensili per 5 o 6 giorni lavorativi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA