Lo sviluppo di DeepSeek-R1, un nuovo modello AI sviluppato in Cina, ha sconvolto i mercati globali, segnando una potenziale svolta nella competizione tecnologica.
La domanda che sorge spontanea è: “parte dei capitali arrivati sui mercati verso fondi e titoli AI verrà trasferita in Cina?” In sintesi, è giunto il momento di riconsiderare le proprie partecipazioni in Oriente?
La risposta non è scontata, perché dipende non solo da fattori economici, ma anche geopolitici. Preoccupa infatti una possibile guerra commerciale con gli USA.
DeepSeek-R1: un nuovo protagonista nell’AI globale
DeepSeek-R1, sviluppato dalla startup cinese DeepSeek, rappresenta un balzo in avanti significativo nel settore dell’intelligenza artificiale. Fondata nel 2023 da Liang Wenfeng, ex studente della Zhejiang University, DeepSeek ha introdotto innovazioni tecniche che sembrano dare filo da torcere persino a OpenAI e Google.
La tecnologia alla base di DeepSeek-R1, che sta rivoluzionando i competitor, è la Multi-head Latent Attention, che riduce il consumo di memoria del 40%, un risultato eccezionale dati gli attuali problemi legati alla scalabilità dell’AI. Grazie all’architettura Mixture-of-Experts, il modello utilizza solo una frazione dei suoi 671 miliardi di parametri per ogni input, abbassando significativamente i costi computazionali.
Nei modelli AI, per come sono concepiti oggi, i costi di addestramento rappresentano una barriera significativa per molte aziende; con l’arrivo di DeepSeek-R1, il gioco potrebbe cambiare. Per farsi un’idea del vantaggio economico, basti pensare che il costo stimato per l’addestramento di DeepSeek-R1 è di circa $15 milioni, un decimo rispetto ai $150 milioni spesi da Meta per i propri modelli.
Questi risultati tecnici sembrano suggerire che la Cina non sia così indietro nel settore dell’intelligenza artificiale come molti credevano. Detto questo, cosa aspettarsi in borsa?
Il contesto economico e le implicazioni di mercato
Mentre le aziende tecnologiche cinesi sono sempre state all’avanguardia in ambiti come l’e-commerce e i pagamenti digitali, l’intelligenza artificiale rappresenta una nuova frontiera. Non è un caso che, pensando alle aziende AI in Oriente, vengano in mente pochi titoli, e quelli che esistono non hanno avuto grandi performance negli ultimi anni.
Tuttavia, ciò che sembrava essere uno svantaggio potrebbe ora trasformarsi in un punto di forza grazie all’introduzione di DeepSeek. Le aziende tecnologiche cinesi hanno una valutazione relativamente bassa rispetto alle controparti statunitensi. Ad esempio, mentre le big tech americane si scambiano a multipli di utili intorno a 40, le aziende cinesi presentano un P/E medio compreso tra 10 e 15. Questo significa che gli investitori potrebbero ottenere un maggiore potenziale di ritorno a un costo inferiore.
Nvidia e il termometro dell’AI
Mentre si parla molto di Cina, si sta assistendo a una vera e propria fuga dai titoli AI in borsa. In particolare, Nvidia, che domina il mercato delle GPU necessarie per addestrare modelli AI avanzati, ha recentemente subito un calo di quasi il 10% nel pre-market a Wall Street. Questo è un segnale che riflette sia la competizione in arrivo dalla Cina sia le incertezze globali legate al settore tecnologico. A mercati aperti, non sembra esserci alcun segnale di ripresa.
Indice HangSeng: analisi tecnica
L’indice Hang Seng si trova attualmente in una zona molto delicata ma, al contempo, interessante. Il prezzo dell’indice ha reagito egregiamente al rimbalzo dello scorso mese sulla media mobile a 200 e 50 periodi, segnalando un buon sostegno da parte della domanda. Il rapporto P/E dell’indice è poco superiore a 11x, risultando particolarmente conveniente rispetto all’S&P500 americano, che presenta un P/E superiore a 30x.
Se l’interesse per le big tech cinesi dovesse effettivamente risvegliarsi, l’indice Hang Seng, che include le grandi capitalizzazioni del Paese, potrebbe confermare uno scenario rialzista. Un primo target di riferimento potrebbe essere il livello dei 22.000 punti, una zona già raggiunta due volte negli ultimi due anni. Tuttavia, sarà fondamentale osservare come questa evoluzione influenzerà il PIL cinese, positivo ma caratterizzato da un tasso di crescita in rallentamento.
Un segnale di conferma potrebbe arrivare con la pubblicazione degli EPS delle aziende cinesi, considerate il vero motore della borsa globale, specialmente nel settore tecnologico.
Investire in Cina, sì o no?
In sostanza, la situazione non va presa alla leggera. Il contesto economico cinese è in evoluzione, con il governo che introduce continuamente nuovi stimoli e promuove l’innovazione tecnologica come pilastro della sua strategia di crescita. La Cina sta diventando sempre più interessante agli occhi degli investitori. Tuttavia, persistono incertezze legate a questioni geopolitiche. Non è un caso che recentemente anche gli USA, con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, abbiano introdotto il programma Stargate, da oltre $500 miliardi.
La divulgazione ravvicinata di queste due novità, Stargate e DeepSeek-R1, non sembra casuale, ma piuttosto un’anteprima di quello che potrebbe essere uno scontro commerciale tra le due superpotenze nel campo dell’innovazione. Se il lancio di DeepSeek-R1 sposta l’attenzione del mercato verso la Cina, non è detto che questa possa recuperare quanto perso, soprattutto se il conflitto con gli USA dovesse sfociare in una guerra commerciale. Secondo le stime del FMI, un tale scenario potrebbe portare a un crollo del 7% del PIL globale.