Comparto lusso, c’è un inganno dietro le valutazioni delle azioni che in pochi hanno notato

Tommaso Scarpellini

16 Gennaio 2026 - 15:11

Il settore del lusso mostra crepe invisibili e dietro si cela un fattore poco discusso, che oggi sta lentamente riemergendo a galla.

Comparto lusso, c’è un inganno dietro le valutazioni delle azioni che in pochi hanno notato

Il mercato cambia, o meglio, gli piace cambiare. I titoli si adattano, o meglio si devono adattare. E nel lusso qualcosa deve accadere, perché il mercato sta prezzando in negativo aziende che fino a pochi mesi fa sembravano potersi permettere premi azionari da capogiro. Oggi invece qualcosa si è rotto. Fino a ieri si dava la colpa agli attriti commerciali internazionali, ma alcune evidenze mostrano che forse la questione è più profonda.

Sotto la lente d’ingrandimento finiscono alcuni colossi quotati che raccontano una storia diversa da quella patinata delle vetrine. La narrativa dominante per anni è stata semplice e rassicurante: il lusso è un settore difensivo, con pricing power, domanda rigida al reddito e clienti poco sensibili al ciclo. In altre parole, una macchina perfetta di margini elevati, crescita strutturale e valutazioni giustificate da multipli premium. Oggi quella narrativa mostra crepe sempre più evidenti.

Il rallentamento che il mercato non vuole più ignorare

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