Bertha von Suttner o la sula bassana? Ecco come potrebbe apparire la nuova banconota da 200 euro, tra cultura, pace e biodiversità.
Giovedì 23 luglio, a Francoforte, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha presentato le dieci serie finaliste per il disegno delle future banconote in euro, aprendo contestualmente un sondaggio pubblico rivolto ai cittadini. È il passaggio più concreto di un percorso avviato anni fa e destinato a cambiare, per la prima volta dal 2002, non solo la grafica ma l’intero impianto simbolico della moneta unica.
Per la banconota da 200 euro la questione è più delicata che per gli altri tagli, e non solo per il valore facciale. È il taglio più alto ancora prodotto dall’Eurosistema, ed è anche quello su cui le due strade in gara - una figura umana o un uccello marino sull’oceano - restituiscono due idee di Europa quasi opposte. Vediamo cosa cambierà davvero.
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Il primo equivoco da sciogliere riguarda l’oggetto stesso della scelta. Il percorso della BCE si è mosso su due livelli distinti, che in queste ore vengono spesso confusi.
Il primo livello è quello dei temi e dei soggetti, ed era già chiuso. I due temi in gara, «Cultura europea» e «Fiumi e uccelli», erano stati selezionati nel 2023 al termine di una consultazione che ha coinvolto esperti e cittadini dell’area euro. A gennaio 2025 la BCE aveva poi assegnato a ciascun taglio e a ciascun tema il proprio soggetto: chi va sul 5, chi sul 100, chi sul 200. Quella lista non è in discussione.
Il secondo livello è quello dell’interpretazione grafica, ed è ciò che è stato svelato giovedì. Un concorso aperto ai designer europei nel luglio 2025 e chiuso alla fine dello scorso aprile ha raccolto oltre un migliaio di proposte. Una giuria indipendente, composta da 21 esperti di discipline diverse - dalla grafica alla comunicazione, dalle neuroscienze alla storia - designati ciascuno da una banca centrale nazionale dell’area euro, ha selezionato dieci serie complete: cinque per il tema «Cultura europea» e cinque per «Fiumi e uccelli», firmate da studi e designer diversi e distinte da lettere identificative dalla A alla J.
In pratica: i soggetti del taglio da 200 euro sono già fissati, quello che si sta scegliendo ora è quale dei due temi prevarrà e con quale stile grafico verrà realizzato. Le cinque proposte di ciascun tema raccontano gli stessi soggetti in modi radicalmente differenti, tra impostazioni minimaliste e altre più figurative.
Il 200 euro nel tema «Cultura europea»: Bertha von Suttner
Se a prevalere sarà il tema culturale, sul fronte della banconota da 200 euro comparirà il ritratto di Bertha von Suttner. Sul retro, una piazza alberata: uno spazio pubblico in cui adulti e bambini si incontrano, camminano, giocano e conversano. Ogni taglio della serie culturale è infatti associato a un luogo della vita collettiva europea - le scuole, le biblioteche, i musei - e al 200 euro sono toccate le piazze, intese come luoghi di incontro e condivisione.
La scelta di von Suttner per il taglio più alto non è casuale. Scrittrice e pacifista austro-boema, nel 1889 pubblicò il romanzo «Die Waffen nieder!» («Abbasso le armi!»), un atto d’accusa contro la guerra che ebbe una diffusione europea enorme per l’epoca e la rese una delle voci più ascoltate del movimento pacifista continentale. Aveva conosciuto Alfred Nobel, di cui fu brevemente segretaria, e mantenne con lui una corrispondenza che secondo gli storici contribuì all’idea di istituire un premio dedicato alla pace. Nel 1905 fu la prima donna a ricevere il Premio Nobel per la Pace.
Banconota da 200 euro, i design finalisti a tema «Cultura europea»
Fonte: BCE. Elaborazione: Money.it
Mettere la sua immagine sulla banconota di maggior valore significa, nella grammatica dei simboli monetari, collocare al vertice della serie non un condottiero né un sovrano, ma chi ha costruito la propria opera contro la guerra. Per una moneta nata da un progetto di pacificazione continentale è una dichiarazione di identità piuttosto esplicita.
Il 200 euro nel tema «Fiumi e uccelli»: la sula bassana
L’alternativa porta in una direzione completamente diversa. Il tema naturalistico segue il corso dell’acqua dalla sorgente di montagna fino al mare, assegnando a ogni taglio una specie di uccello europeo e, sul retro, un’istituzione dell’Unione.
Il 200 euro chiude questo percorso, ed è il taglio del mare aperto: sul fronte comparirebbe la sula bassana in volo sopra le grandi onde oceaniche, in uno scenario marino. Si tratta del più grande uccello marino dell’Atlantico settentrionale, noto per le spettacolari immersioni in picchiata con cui caccia e per le colonie numerosissime che popola sulle scogliere. Sul retro troverebbe posto la Corte dei conti europea, l’istituzione che vigila sulla corretta gestione delle finanze comunitarie.
Banconota da 200 euro, i design finalisti a tema «Fiumi e uccelli»
Fonte: BCE. Elaborazione: Money.it
L’accostamento non è casuale nemmeno qui: la serie naturalistica abbina alla libertà e alla mancanza di confini della fauna migratoria la responsabilità istituzionale del controllo, e sul taglio più alto colloca l’organo che sorveglia come vengono spesi i soldi pubblici europei.
Perché il taglio da 200 euro è quello più delicato
C’è una ragione tecnica per cui questa banconota ha un peso specifico maggiore delle altre. Dal 2019 l’Eurosistema non produce e non emette più il taglio da 500 euro, che resta a corso legale e conserva integralmente il proprio valore ma è di fatto uscito dalla circolazione ordinaria. Il 200 euro è quindi diventato il taglio più elevato tra quelli in produzione, con tutto ciò che comporta in termini di funzione di riserva di valore e di attenzione sul fronte della tracciabilità.
Il taglio 200 euro attualmente in uso, appartenente alla serie «Europa», è tra le più recenti dell’intera famiglia, essendo entrato in circolazione soltanto nel maggio 2019. Il restyling in arrivo la sostituirà dopo un ciclo di vita relativamente breve rispetto ad altri tagli.
Come si vota e quando arriverà la decisione
Il sondaggio pubblico è stato aperto contestualmente alla presentazione e resterà disponibile sul sito della BCE fino al 21 settembre 2026. Chi partecipa può indicare le proprie preferenze, segnalare quali elementi convincono e quali generano perplessità. In parallelo, una società di ricerca indipendente somministrerà le stesse domande a un campione rappresentativo di cittadini dell’area euro, così da affiancare al voto spontaneo un rilevamento statisticamente solido. La BCE pubblicherà un rapporto sui risultati di entrambe le consultazioni dopo aver selezionato il progetto definitivo.
La decisione finale spetterà al Consiglio direttivo ed è attesa entro la fine del 2026. Non si baserà soltanto sui sondaggi, peseranno anche le conclusioni della giuria del concorso e una valutazione tecnica, che riguarda in particolare la sicurezza, la durabilità e la sostenibilità ambientale delle banconote.
Dopo la scelta, però, la strada resta lunga. La proposta selezionata dovrà essere ulteriormente sviluppata e sottoposta a test prima di entrare in produzione, un passaggio necessario per garantire gli standard di sicurezza richiesti a una banconota di questo valore. L’immissione in circolazione è prevista negli anni successivi: nessuno pagherà con il nuovo 200 euro prima della fine del decennio.
Cosa succede alle banconote che abbiamo oggi
Nessun cambiamento e nessuna scadenza. Le serie attualmente in circolazione manterranno integralmente il proprio valore e continueranno a circolare affiancate alla nuova serie, come già avvenuto nel passaggio dalla prima serie «Epoche e stili» alla serie «Europa». Chi ha banconote da 200 euro in cassaforte o in cassetto non deve fare assolutamente nulla, né ora né quando il nuovo disegno entrerà in vigore.
Per una volta, insomma, la decisione più immediata che riguarda i cittadini non è amministrativa ma estetica: scegliere se il taglio più alto dell’euro debba mostrare il volto di una donna che scrisse contro la guerra o le ali di un uccello sull’Atlantico.