Come risparmiare sui costi dei dipendenti? Guida completa

Paolo Ballanti

7 Aprile 2024 - 10:51

Il costo del personale dipendente è una delle voci di maggior impatto sul bilancio di esercizio. Per questo motivo è quanto mai importante cercare delle soluzioni che riducano gli oneri a carico ditta

Come risparmiare sui costi dei dipendenti? Guida completa

Il costo del personale dipendente rappresenta una delle voci principali del bilancio di aziende e professionisti.

Il valore in questione è dato dalla somma di una serie di elementi, quali

  • Retribuzioni lorde;
  • Contributi previdenziali ed assistenziali a carico azienda;
  • Premi e contributi Inail, sempre a carico azienda;
  • Altri contributi dovuti ad enti bilaterali e / o fondi di assistenza sanitaria integrativa, in base a quanto disciplinato dai contratti collettivi, siano essi accordi nazionali, territoriali o aziendali.

A tutto questo si aggiungono i cosiddetti «ratei», rappresentati da elementi retributivi o diritti dei lavoratori i quali maturano in ogni periodo di paga, salvo poter essere fruiti in un momento successivo rispetto alla loro stessa maturazione. Rientrano nella categoria citata:

  • Ferie;
  • Permessi retribuiti disciplinati dalla contrattazione collettiva, ad esempio permessi in sostituzione delle festività abolite per legge (cosiddetti permessi «ex-festività») e permessi per riduzione dell’orario di lavoro (permessi «ROL»);
  • Altre tipologie di permessi, diversi da quelli sopra citati, contemplati dalla contrattazione collettiva;
  • Riposi compensativi a seguito di accantonamento nella «Banca delle ore»;
  • Mensilità aggiuntive, come tredicesima ed eventuale quattordicesima.

Il datore di lavoro che ha l’esigenza di ridurre l’impatto del costo del personale sul proprio bilancio d’esercizio può agire su uno o più elementi tra quelli citati.

Analizziamo la questione in dettaglio.

Promuovere la fruizione delle ferie

Nel corso di ciascun periodo di paga, cui corrisponde la maturazione di una quota mensile dei ratei sopra citati, il costo del personale aumenta dal momento che, come nel caso delle ferie, al costo del rateo del mese precedente si somma quello della mensilità corrente e così via.

Ipotizziamo che il dipendente maturi nel corso di ciascuna annualità un monte ore di ferie pari a 165. Di conseguenza, in ogni periodo di paga mensile, l’interessato matura 13,75 ore di ferie che, se non godute, si sommano a quelle dei mesi precedenti.

Le 13,75 ore di ferie, essendo retribuite, rappresentano un costo per l’azienda. Al contrario, il costo in questione diminuisce se le ferie vengono godute.

Per i motivi citati, il datore di lavoro può ottenere la diminuzione del costo del personale grazie ad una politica mirata ad abbattere il monte ore / giorni di ferie maturate e non godute.

Un’impostazione di questo genere ha il triplice vantaggio di:

  • Diminuire il peso dei ratei di ferie nella determinazione del costo del personale dipendente;
  • Agevolare il datore di lavoro nel rispettare le scadenze imposte dalla normativa per la fruizione delle ferie, così da evitare il rischio di incorrere in sanzioni amministrative pecuniarie e / o richieste di risarcimento danni da parte dei lavoratori;
  • Permettere ai dipendenti di fruire delle ferie, così da recuperare le energie psico-fisiche spese nello svolgimento della prestazione lavorativa e dedicarsi altresì alle esigenze di vita familiare e sociale.

Promuovere la fruizione dei permessi

Per le ragioni appena descritte con riguardo alle ferie, il datore di lavoro può ottenere una riduzione del costo del personale grazie alla fruizione dei permessi da parte dei lavoratori dipendenti.

A differenza delle ferie, per le quali opera l’obbligo di godimento delle stesse, i permessi possono, al contrario, essere liquidati in busta paga (cosiddetta «monetizzazione»). In tal modo il dipendente ottiene una somma lorda che aumenta il netto in busta paga ma a scapito della possibilità di assentarsi per le ore di permessi oggetto della monetizzazione.

La liquidazione in busta paga dei permessi (ed eventualmente delle ore di riposo compensativo appartenenti alla «banca delle ore») avviene comunque previa richiesta scritta del dipendente stesso, firmata per ricevuta e accettazione dal datore di lavoro.

Sfruttare le agevolazioni contributive

Le agevolazioni contributive sono uno strumento che la normativa utilizza per incentivare l’assunzione di determinate categorie lavorative, altrimenti a rischio di incontrare difficoltà nell’inserimento / reinserimento nel mondo del lavoro.

Grazie infatti ad una riduzione o all’abbattimento totale dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico azienda, l’obiettivo delle misure in parola è quello di spingere i datori di lavoro a privilegiare l’attivazione dei rapporti di lavoro (di norma a tempo indeterminato) con i seguenti soggetti (soltanto per citare alcuni esempi):

  • Under 30;
  • Disoccupati ultracinquantenni;
  • Donne «svantaggiate»;
  • Beneficiari di indennità di disoccupazione NASpI;
  • Precari con figli minori;
  • Disabili;
  • Beneficiari dell’Assegno di Inclusione o del Supporto per la Formazione e il Lavoro;
  • Donne vittime di violenza.

Dal momento che gli sgravi comportano una riduzione / abbattimento di una delle maggiori voci di costo del personale (in termini quantitativi) rappresentata dai contributi previdenziali ed assistenziali a carico azienda, il datore di lavoro che dedica attenzione alle misure previste dalla normativa può ottenere una non trascurabile diminuzione del costo del personale.

Adottare politiche di riduzione degli straordinari

Quando nell’introduzione abbiamo descritto le voci che compongono il costo del personale, al primo posto è stata inserita la retribuzione lorda dei lavoratori dipendenti. In questa macro-categoria rientrano non solo le voci fisse della retribuzione, disciplinate di norma dalla contrattazione collettiva, che l’azienda è tenuta a riconoscere in ogni periodo di paga ma, altresì, le componenti variabili della retribuzione stessa, legate alla quantità e alle modalità di esecuzione della prestazione.

In questa seconda categoria figurano, tra le altre, le voci a titolo di straordinario e / o supplementare, spettanti per le ore lavorate dal dipendente oltre la soglia, rispettivamente, dell’orario di lavoro full-time o part-time ordinario, previsto cioè nella lettera di assunzione o nelle intese successivamente intercorse.

Dal momento che gli straordinari / supplementari appartengono alla voce di costo della retribuzione lorda, una diminuzione delle ore lavorate, nel senso di mantenerle nel limite dell’orario di lavoro contrattualmente previsto, può naturalmente determinare una complessiva riduzione del costo del personale dipendente in bilancio.

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