Come recuperare le minusvalenze in scadenza grazie ai Btp

R. F.

21/03/2024

Ecco come recuperare le minusvalenze prima che scadano e, al tempo stesso, non pagare le tasse sui rendimenti dei Btp.

Come recuperare le minusvalenze in scadenza grazie ai Btp

In Italia, la tassazione sugli strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati può variare a seconda del tipo di attività e delle normative vigenti.

Ecco una panoramica generale per coloro che detengono attività nel dossier titoli in regime di risparmio amministrato , tralasciando quindi i dossier titoli in regime di risparmio gestito, cioè i conti afferenti a mandati di gestione patrimoniale affidati alle banche:

1) Interessi e dividendi
Gli interessi e i dividendi sono i cosiddetti “redditi da capitale” e sono soggetti a una tassazione del 26%. Tuttavia, per alcuni strumenti finanziari specifici, come i titoli di Stato, le obbligazioni della Cassa Depositi e Prestiti e i buoni fruttiferi postali, è applicata aliquota pari al 12,5%

2) Plusvalenze e minusvalenze
Le plusvalenze sono invece “redditi diversi” e sono derivanti dalla vendita di azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari ad un prezzo superiore al prezzo di acquisto. Queste sono tassate al 26%, mentre le plusvalenze su titoli di Stato sono tassate al 12,5%.
Le eventuali minusvalenze possono essere compensate con le plusvalenze di periodo o portate in detrazione entro il termine del 4° anno fiscale successivo all’anno in cui tali minusvalenze si sono effettivamente realizzate. Non hanno valenza fiscale le minusvalenze “pendenti” in portafoglio finché non si procede alla effettiva vendita dei titoli e si monetizza la perdita.

Il credito fiscale creato dalla minusvalenza è calcolato con la stessa aliquota della plusvalenza, a seconda dello strumento finanziario, sia essa 26% oppure 12,5%.

Anche il rimborso delle obbligazioni, di qualsiasi tipo, crea un evento fiscalmente rilevante, perché essendo effettuato al valore nominale (cioè alla pari) può determinare una plusvalenza (se il titolo era stato acquistato sotto la pari) oppure una minusvalenza (se il titolo era stato acquistato sopra la pari).

3) Fondo comune di investimento
Gli investimenti in fondi comuni di investimento sono soggetti a una tassazione del 26% sulle plusvalenze realizzate alla vendita delle quote. Le minusvalenze possono essere compensate con le plusvalenze di altri fondi o portate in detrazione entro il mese di dicembre del 4° anno fiscale successivo alla determinazione della minusvalenza.

4) Tassazione sui conti correnti e depositi bancari
Gli interessi derivanti dai conti correnti e dai depositi bancari sono soggetti a una tassazione del 26%.

Compensazione minusvalenze e plusvalenze

La compensazione di minusvalenze e plusvalenze, nel regime del risparmio amministrato, è possibile solo nell’ambito della categoria dei redditi diversi, ma non è possibile tra redditi diversi e redditi da capitale. Non si possono compensare le cedole e i dividendi incassati con minusvalenze subite nella compravendita di azioni, per esempio.

Compensare una plusvalenza con una minusvalenza significa mettere in relazione due operazioni di vendita su due diversi titoli, che hanno ottenuto due risultati opposti, una ha generato una perdita e l’altra ha generato un guadagno. La compensazione tra minus e plusvalenze consente di ridurre il tributo fiscale complessivo, in quanto le minusvalenze possono essere utilizzate per compensare i guadagni futuri, se queste sono stati realizzati in precedenza.

Esiste quindi il principio della priorità temporali del credito fiscale relativo alla minusvalenza. Per poter pagare meno tasse sulle plusvalenze successive occorre prima aver accantonato le minusvalenze, ovvero averle prima create vendendo titoli in perdita.

Il principio della compensazione vale anche se minus e plus sono create lo stesso giorno, vendendo le due attività finanziarie distinte lo stesso giorno. La compensazione non opera se la perdita su alcuni titoli viene monetizzata successivamente alla monetizzazione delle plusvalenze su altri titoli.

Cosa fare con le minusvalenze in scadenza

Accade talvolta che nel vostro dossier titoli in regime amministrato voi abbiate delle minusvalenze già accantonate, senza però avere delle plusvalenze da realizzare. E può accadere che tali minusvalenze stiano per scadere, cioè si sta avvicinando il 31 dicembre del 4° anno fiscale successivo alla data di creazione di tali minusvalenze.

Dopodiché, esse vengono perse per sempre, cioè il credito fiscale da “spendere” a compensazione con plusvalenze future muore definitivamente.

Oppure avete delle minusvalenze “pendenti”, che cioè si manifestano su titoli non ancora venduti. In tal caso dovrete monetizzare e certificare nell’archivio elettronico della vostra banca depositaria tali minusvalenze procedendo alla vendita sul mercato di tali titoli.

Se voi siete nella situazione appena descritta - avete minusvalenze ma non avete capital gain da realizzare - ci sono 3 Btp che potete comprare ad un prezzo molto sotto il valore di rimborso, realizzando così dei capital gain consistenti e evidando così di essere tassati. Questo perché siete in grado di “spendere” quelle minusvalenze accantonate anni fa.
Bisogna cioè acquistare dei bond prezzati molto sotto la pari che “fabbricano” automaticamente per noi, nel nostro portafoglio, quella plusvalenza di cui abbiamo bisogno e da utilizzare prima che le minusvalenze scadono.

Farò degli esempi molto semplici basati sui prezzi di mercato al 20 marzo sul mercato MOT e su una base di investimento di 100.000 euro per rendere la comprensione della tematica più efficace:

Per le minusvalenze che scadono entro il 31 dicembre 2024

Btp 0% 15/12/2024

  • Emesso il 16/12/2021 ad un prezzo fiscale di 100,29
  • Prezzo attuale: 97,50
  • Spesa complessiva: 97.500 euro
  • Rimborso al 15/12/2024: 100.000 euro
  • Capital gain: 3.500 euro
  • Tassazione: 3.500 x 12,5% = 437 euro

Se avete minusvalenze totali pregresse che generano crediti fiscali pari o superiori a 437 euro, il rendimento del vostro Btp 15/12/2024 non sarà tassato.

Per le minusvalenze che scadono entro il 31 dicembre 2026

Btp 0% 1/4/2026

  • Emesso il 1/3/2021 ad un prezzo fiscale di 99,44
  • Prezzo attuale: 93,70
  • Spesa complessiva: 93.700 euro
  • Rimborso all’1/4/2026: 100.000 euro
  • Capital gain: 6.300euro
  • Tassazione: 6.300 x 12,5% = 787 euro

Se avete minusvalenze totali pregresse che generano crediti fiscali pari o superiori a 787 euro, il capital gain finale del vostro Btp 1/4/2026 non sarà tassato.
N.B.: il rimborso non sarà esattamente a 100. Infatti, su questo Btp c’è una tassazione anche sul reddito da cedola calcolata sul prezzo fiscale in asta di 99,44 centesimi ma, essendo pari a 0,56 su 100 e limitata ai soli giorni di possesso da oggi sino alla scadenza, sarà una tassazione molto leggera sul valore finale di rimborso.

Btp 0% 1/8/2026

  • Emesso il 1/8/2021 a un prezzo fiscale di 99,91
  • Prezzo attuale: 92,80
  • Spesa complessiva: 92.800 euro
  • Rimborso all’1/8/2026:100.000 euro
  • Capital gain: 7.200 euro
  • Tassazione: 7.200 euro x 12,5% = 900 euro

Se avete minusvalenze totali pregresse che generano crediti fiscali pari o superiori a 900 euro, il capital gain finale del vostro Btp 1/4/2026 non sarà tassato.
N.B.: il rimborso non sarà esattamente a 100. Infatti, su questo Btp c’è una tassazione anche sul reddito da cedola calcolata sul prezzo fiscale in asta di 99,91 ma, essendo pari a 0,09 su 100 e limitata ai soli giorni di possesso da oggi sino alla scadenza, sarà una tassazione molto leggera sul valore finale di rimborso.

Approfittatene quindi.
Il vostro consulente finanziario di fiducia o la vostra banca sarà in grado di rappresentare in maniera efficace la vostra posizione fiscale nel regime del risparmio amministrato e potrete decidere di conseguenza.

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Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.|