Ecco la prassi da seguire e i requisiti per gli italiani che vogliono trasferire la residenza in Svizzera.
La Svizzera è una destinazione molto ambita nei viaggi e sono tanti gli italiani che sognano un trasferimento definitivo. Andare a vivere in Svizzera è più facile per i cittadini comunitari, grazie agli accordi in vigore, ma non essendo uno Stato membro dell’Ue ci sono comunque dei requisiti e delle prassi specifiche da rispettare. Chiaramente, la prassi è ancora più semplice per chi ha un lavoro in Svizzera oppure la famiglia residente lì. Ecco cosa c’è da sapere.
Vivere in Svizzera e trasferire la residenza
Grazie ai trattati con l’Unione europea gli italiani possono circolare liberamente in Svizzera e non hanno bisogno di alcun permesso per i soggiorni fino a 90 giorni. Il visto non è mai chiesto, nemmeno per i soggiorni più lunghi di 90 giorni, ma in questo caso è necessario munirsi di un permesso di dimora o di soggiorno rilasciato dal Cantone in questione e annunciare la permanenza all’autorità competente.
Qui vediamo la prima sostanziale differenza rispetto ai Paesi che fanno parte dell’Ue, ma bisogna anche considerare che la procedura burocratica si svolge generalmente in modo agevole e veloce, anche per il controllo sugli ingressi. Per ottenere la residenza anagrafica e fiscale in Svizzera è necessario avere un permesso di tipo B o C. Eventualmente potrebbe essere idoneo anche il permesso L, ma dipende dalla durata del contratto di lavoro e da ulteriori elementi, come un contratto d’affitto. Trattandosi di un permesso temporaneo si tratta però di circostanze eccezionali.
Come ottenere i permessi per la residenza in Svizzera
I permessi di lavoro sono i seguenti:
- permesso L, per contratti di durata inferiore a 1 anno, valido per la stessa durata del contratto e prorogabile fino a 7 volte per un totale complessivo di 24 mesi;
- permesso B (di dimora) dalla durata di 5 anni per contratti di lavoro dalla durata superiore a 1 anno o lavoro autonomo;
- permesso C (di domicilio) con durata illimitata per coloro che risiedono in Svizzera da almeno 5 anni continuativi.
C’è poi il permesso per frontalieri (G), che tuttavia riguarda i casi in cui la residenza resta in Italia. Sia nel caso di lavoro dipendente che autonomo la richiesta del permesso dovrà essere corredata dalla documentazione opportuna, che per le nuove attività include prove del business plan e della copertura finanziaria.
Il lavoro non è in ogni caso un requisito indispensabile per il trasferimento, basta che sia possibile mantenersi senza ricorrere all’assistenza pubblica, che deve essere una soluzione emergenziale e non un piano di vita. Nel dettaglio, bisogna comunque ottenere il permesso di dimora, dimostrando di avere le risorse finanziarie sufficienti per provvedere al proprio sostentamento in Svizzera (rendite, pensioni, stipendi da attività di lavoro non in Svizzera, risparmi e così via). Per gli studenti la durata del permesso è tuttavia limitata al tempo della formazione.
Le regole cambiano per chi ha familiari stretti residenti in Svizzera. Se hanno la cittadinanza svizzera potranno raggiungerli:
- coniuge o parte dell’unione civile;
- figli e nipoti (di nonni) fino ai 18 anni di età (fino ai 21 anni o se a carico per coloro che hanno un permesso di soggiorno di un Paese dell’Unione europea);
- genitori e nonni a carico (tranne nel caso in cui l’avente diritto è in formazione).
Se invece i propri familiari sono cittadini Ue o di Stati fanno parte dell’Aesl (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) potranno raggiungerli:
- coniuge o parte dell’unione civile;
- figli e nipoti (sempre di nonni) fino a 21 anni di età o a carico;
- genitori e nonni a carico, tranne nel caso in cui l’avente diritto sia in formazione.
Se sono cittadini di Paesi terzi, invece, il raggiungimento è possibile solo per coniuge/unito civilmente, figli minorenni, figli e nipoti celibi/nubili fino ai 18 anni. In ogni caso, il parente già residente deve dimostrare di disporre di un alloggio sufficientemente grande per la famiglia e di mezzi finanziari adeguati a coprire il sostentamento, per quanto il permesso permetta di lavorare.
Con il ricongiungimento si ottiene un permesso dello stesso tipo di quello posseduto dal richiedente, tenendo presente che è più probabile ottenerlo con permessi di tipo B.
Dopo aver ottenuto il permesso, con un alloggio a disposizione restano due adempimenti obbligatori: entro 3 mesi deve essere stipula l’assicurazione sanitaria(LAMal) con decorrenza dal primo giorno di domicilio e, entro 90 giorni, bisogna formalizzare l’iscrizione all’Aire online tramite il portale Fast It per regolarizzare la posizione fiscale con l’Italia e poi comunicare la variazione di residenza.