Come le startup fintech stanno innovando tutto il sistema economico

Niccolò Ellena

21 Febbraio 2023 - 11:00

Le startup fintech si stanno aprendo a delle collaborazioni con altri attori del sistema economico. Per rendere le partnership fruttuose è però necessario dialogare e venirsi in contro.

Come le startup fintech stanno innovando tutto il sistema economico

Le startup fintech hanno iniziato a dialogare con altri attori del sistema economico, con l’obiettivo di instaurare delle collaborazioni mutualmente vantaggiose. È questo quello che emerge dal report Fintech Waves 2023, realizzato da EY e Fintech District.

Dal rapporto emerge che a partire dal 2021 il 90% delle startup sondate ha avviato delle collaborazioni che hanno permesso loro di crescere. Il campione di aziende che ha partecipato al sondaggio (tra agosto e dicembre 2022) è costituito da circa 100 realtà appartenenti al mondo del fintech, che hanno il loro quartier generale in Italia o che sono operative sul territorio.

Con chi e perché collaborano le startup fintech

A partire dal 2021, le startup fintech collaborano con una moltitudine di attori. In particolare, dal rapporto è emerso che il 65% delle aziende ha avviato una partnership con operatori consolidati del settore finanziario (banche e compagnie di assicurazioni); il 58% con altre fintech; il 41% con startup non finanziarie; e infine il 25% con operatori provenienti da altri settori.

Le ragioni per avviare delle collaborazioni sono state multiple. Quelle che sono emerse come più significative sono:

  • la creazione di nuovi prodotti o servizi;
  • finalità di marketing;
  • aumento del fatturato;
  • ricerca di specifiche competenze e tecnologie;
  • ampliamento della clientela.

Ad aver spinto le startup a collaborare con altri attori del sistema economico è stata principalmente la volontà di immettere sul mercato nuovi prodotti o servizi; così come quella di accedere a competenze o a tecnologie di cui non disponevano internamente.

Le startup che hanno avviato una collaborazione con altre fintech o con altre startup per avere a disposizione nuove competenze sono il 31%.

«Qual è stata la ragione per cui hai avviato una collaborazione con questo partner?» «Qual è stata la ragione per cui hai avviato una collaborazione con questo partner?» Fonte: EY Fintech Waves 2023

Startup e collaborazioni: quali sono state le difficoltà incontrate

Secondo il rapporto, nonostante le collaborazioni siano diventate in percentuale molto numerose, le difficoltà incontrate non sono state poche e questo si è riflesso sul livello di soddisfazione assegnato alle partnership.

Il voto medio assegnato dalle startup alle collaborazioni che hanno instaurato è stato di 7.5/10, un numero buono, ma che tendenzialmente sarebbe potuto essere più alto. Più che il voto in sé stesso, quello che è necessario capire quali sono le cause che hanno portato a far scendere questa cifra.

Molte startup fintech hanno affermato di aver riscontrato difficoltà nell’ambito dell’integrazione, in particolare:

  • nell’integrazione dei processi (36%);
  • nell’integrazione delle tecnologie (33%);
  • nell’integrazione contrattuale (24%).

Altre problematiche che sono emerse sono state:

  • lo scarso adattamento culturale (14%);
  • il rischio di «cannibalizzazione» (12%);
  • la mancanza di una strategia comune (11%).

Le prime tre difficoltà sono frutto di una difficoltà oggettiva che richiede un’attenta pianificazione del lavoro da fare da parte di tutte le realtà coinvolte. Risolvere i problemi di integrazione non è semplice, poiché questo può implicare la necessità di rivedere tutto l’assetto interno all’azienda, è tuttavia necessario per fare in modo che la collaborazione sia fruttuosa.

Per quanto riguarda le altre tre difficoltà, risolverle non è impossibile poiché, al contrario delle precedenti, riguardano una sfera più umana. Per evitare il rischio di cannibalizzazione e stabilire una strategia comune è fondamentale sedersi a un tavolo e cercare di mediare, perché senza una visione comune non è possibile raggiungere dei risultati ottimali. Per quanto riguarda infine l’adattamento culturale, anche questo è un aspetto importante su cui è necessario lavorare, cercando di trasformare questo aspetto critico in una possibilità di arricchimento in chiave di diversity.

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