Il 60% delle imprese rinuncia all’AI per limiti organizzativi e culturali. Il VB2B Tour 2026 offre strumenti concreti per integrarla nei processi di vendita senza abbandonare il fattore umano.
L’intelligenza artificiale continua a essere al centro delle strategie aziendali, ma la sua adozione concreta resta limitata. Secondo i dati Istat, tra le imprese che hanno valutato l’introduzione dell’AI nei propri processi, circa il 60% ha poi rinunciato all’investimento. Un dato che evidenzia una distanza ancora significativa tra interesse teorico e applicazione reale.
Le difficoltà non sono legate principalmente alla tecnologia, ma a fattori organizzativi e culturali. Una ricerca condotta da Minsait e The European House-Ambrosetti indica tra le principali barriere le criticità organizzative, il livello ancora sperimentale delle soluzioni e la mancanza di competenze interne. A questo si aggiunge un ulteriore elemento: circa il 70% delle aziende non dispone di una strategia definita sull’intelligenza artificiale.
Imprese e AI, tra interesse e difficoltà operative
Il quadro che emerge è quello di un sistema imprenditoriale attento al tema, ma ancora poco strutturato per affrontarlo. L’introduzione dell’AI richiede infatti una revisione dei processi, una maggiore integrazione tra funzioni aziendali e una cultura del dato più diffusa.
La questione non riguarda solo la conoscenza tecnologica, ma la capacità di guidare il cambiamento. Per molte aziende, il passaggio decisivo consiste nel comprendere come applicare concretamente l’intelligenza artificiale nelle attività quotidiane, in particolare nei processi commerciali.
VB2B Tour 2026: un ciclo di incontri su AI e processi di vendita
In questo scenario si inserisce il VB2B Tour 2026, un ciclo di incontri dedicato a imprenditori, manager e professionisti del mondo B2B. Il tour attraverserà cinque città italiane: Treviso, Verona, Bologna, Torino e Milano, proponendo momenti di formazione e confronto sui nuovi modelli di vendita.
Ogni appuntamento è strutturato come una giornata operativa, con contenuti pratici, casi studio ed esempi applicativi. L’obiettivo è offrire strumenti utili per tradurre i trend in azioni concrete all’interno delle organizzazioni.
L’iniziativa è promossa da blackship, realtà specializzata nello sviluppo di competenze in ambito vendita, negoziazione, soft skills ed executive coaching.
Dall’adozione dell’AI all’integrazione nei processi commerciali
Il tema centrale dell’edizione 2026, “Sales Trends: AI & Human Selling”, riflette una trasformazione già in atto nei modelli commerciali. L’intelligenza artificiale introduce efficienza e velocità nei processi, ma non sostituisce la componente relazionale.
La capacità di costruire fiducia, interpretare il contesto e gestire la relazione con il cliente resta un elemento distintivo. L’integrazione tra tecnologia e fattore umano diventa quindi il vero punto di equilibrio su cui si gioca l’efficacia delle strategie di vendita.
Come sottolineato da Pasquale Acampora, CEO di blackship, l’evoluzione della vendita richiede oggi una maggiore capacità di combinare strumenti digitali e competenze relazionali, evitando che l’innovazione tecnologica si traduca in una perdita di qualità nel rapporto con il cliente.
Uno dei principali limiti riscontrati nelle imprese riguarda l’adozione frammentata dell’intelligenza artificiale. Spesso le sperimentazioni restano isolate, senza una reale integrazione nei flussi di vendita.
Questo disallineamento riduce l’impatto delle tecnologie e rallenta il ritorno sugli investimenti. Il passaggio chiave consiste nel trasformare i trend in strumenti operativi, capaci di supportare concretamente le attività dei team commerciali.
Perché serve un approccio integrato tra intelligenza artificiale e fattore umano
Il VB2B Tour nasce proprio con l’obiettivo di colmare questo gap, fornendo modelli replicabili e indicazioni pratiche per integrare l’AI nelle diverse fasi del processo di vendita.
La capacità di combinare efficienza tecnologica e qualità della relazione diventa infatti un fattore strategico per le imprese. L’intelligenza artificiale può migliorare le performance, ma il valore resta legato alla gestione delle relazioni e alla capacità di adattarsi al contesto.
Il tema non è scegliere tra tecnologia e fattore umano, ma costruire un modello che li integri in modo coerente. È su questo equilibrio che si gioca una parte rilevante della competitività delle aziende nei prossimi anni.
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