Come guadagnare il 25% in 25 mesi con i BTP tra cedola al 5% e capital gain

Stefano Vozza

21 Dicembre 2025 - 08:22

Il giusto timing sulle obbligazioni può rendere tantissimo anche nel giro di poche settimane. Il caso del BTP 1° agosto 2039

Come guadagnare il 25% in 25 mesi con i BTP tra cedola al 5% e capital gain

Nei mercati finanziari tempo e timing sono variabili cruciali nei rispettivi ruoli che la narrativa assegna loro. Il primo serve per far crescere un capitale e, nel caso degli asset speculativi, a mitigare il rischio sotteso al prodotto prescelto. Il secondo, invece, per fare un buon affare. Chi, ad esempio, a inizio decennio ha fatto incetta di titoli azionari sul Ftse Mib oggi si ritrova spesso con rialzi tra la doppia e la terza cifra.

Chi, invece, fece allora man bassa di titoli del Tesoro a lunga scadenza vorrebbe tornare a quei giorni e non ripetere mai più a vita quella scelta. Tutto è relativo.
Vediamo ora come guadagnare il 25% in 25 mesi con i BTP tra cedola al 5% e capital gain.

Quando fare l’affare con obbligazioni e titoli di Stato

A inizio decennio i rendimenti sovrani erano all’osso causa il costo nullo del denaro delle principali Banche Centrali, BCE inclusa. Per spuntare un minimo di ritorno interessante si sottoscrivevano titoli lunghi dato che il tempo, appunto, è una delle variabili da cui dipende la cedola. Tuttavia, il timing non era per nulla azzeccato, anzi, e non lo diciamo noi ma i manuali di finanza. Questi sostengono che in genere si fa un buon affare sul reddito fisso quando:

  • (e/o) i tassi di interesse sono ai loro massimi di periodo e se ne attende un loro futuro rientro;
  • (e/o) l’inflazione è sostenuta rispetto alla media degli ultimi anni;
  • (e/o) fasi acute dello spread che tradisce una o più difficoltà emittente, che per finanziarsi deve offrire maggiori tassi di interesse. Certo, di pari passi aumenta il rischio di prestare i propri soldi a un soggetto in difficoltà.

Quali obbligazioni acquistare nel 2026?

Quando uno o più delle tre circostanze si avvera, ecco che i ritorni offerti dai bond di quell’emittente sono più ricchi. È quanto avvenuto nell’autunno del 2023, quando inflazione e costo del denaro erano ai loro massimi di periodo.

Per comprendere meglio i concetti facciamo due esempi contrapposti. Il BTP Green con ISIN IT0005438004 nato ai primi del ’21 e in scadenza il 30 aprile 2045 paga appena l’1,5% lordo annuo, tant’è che oggi prezza sui 62 centesimi. Invece il BTP Valore Oct28 con data godimento il 10/20/’23 e 5 anni di durata, paga il 4,10% p.a. i primi 3 anni e il 4,50% p.a. nei successivi (quota sui 104,8). Purtroppo i due BTP sono nati in contesti economici differenti e le conseguenze poi si vedono sul mercato, nei numeri, non a parole.

Quanto all’anno nuovo in arrivo, infine, occhio ai titoli con notevole vita residua. Sono quelli che rendono di più ma si trascinano consistenti rischi di mercato, specie se le tensioni sul comparto torneranno a farsi sentire come un paio d’anni fa. Per chi non intende correre rischi non resta che rifugiarsi su scadenze medio-corte.

Il BTP con cedola fissa al 5%

Poi ci sono altri tempi e altri timing che se opportunamente colti e sfruttati riescono a dare tanto anche in tempi ragionevoli, di pochi anni. Consideriamo il BTP Tf 5% ISIN IT0004286966 con data godimento 01/08/07 e scadenza al 1° agosto 2039, tra 13,6 anni residui. Di base c’è che il titolo gode di un ricco coupon al 5% che attira le preferenze del mercato rispetto a titoli pari scadenza ma a interessi avari. Meglio la cedola oggi che attendere l’apprezzamento dei corsi domani, ragionano così gli operatori.

Poi ci sono i movimenti dei corsi che possono fare il resto, tanto nel bene come nel male. Oggi il BTP Tf 5% 1Ag39 passa di mano sui 113,10 centesimi, sopra la pari (credito d’imposta dell’1,44%) per un effettivo a scadenza del 3,8% annuo lordo (dati: Borsa Italiana). Tuttavia, a ottobre ’23 il titolo lo si acquistava anche a 98-99, sotto la parità. Immaginando di averlo acquistato allora a 100 e di non averlo rivenduto avremmo maturato un 11% circa di interessi più la plusvalenza ai corsi attuali. In pratica liquidandolo stamane l’investimento avrebbe generato più del 10% di ritorno annuo lordo.

Come guadagnare il 25% in 25 mesi con i BTP tra cedola al 5% e capital gain

Con il senno del poi, sarebbe l’operazione perfetta. Tuttavia, questi trend valgono anche al contrario. Ad esempio 5 anni fa esatti come oggi l’obbligazione costava circa 163-164, come a dire che servivano 1.635 € per comprare 1.000 € di debito sovrano. Le quotazioni torneranno a quei valori? Difficile crederlo a medio termine, o comunque prevederlo data la notevole durata residua.

Il grande rammarico di chi lo ha sottoscritto in origine e lo detiene ancora è, forse, quello di non averlo rivenduto a quei valori. Avrebbe incassato un ricca plusvalenza che reinvestita ai rendimenti di un paio d’anni fa avrebbe generato altre gioie a medio termine. Ma ancora una volta, questi ragionamenti sono sempre perfetti con il senno del poi.

Di fondo c’è questi titoli vanno presi con le molle, e possibilmente sottoscritti nei timing “giusti” e in ottica di medio-lungo termine. A proposito di corsi, i valori min/max annui sono stati a 107,77 e 114,89 per cui oggi non lo si acquisterebbe poi tanto a sconto. Ciò tuttavia non vuol dire che più di tanto i corsi non andranno oltre. In teoria hanno ancora spazio per salire, ma fino a quando il mercato obbligazionario sarà guardingo sulle lunghe scadenze allora sarà meglio non farsi facili aspettative. Anzi, la prudenza è d’obbligo e andrebbe anteposta ai probabili, potenziali guadagni.