Nexi è una società per azioni italiana che lavora nel campo dei pagamenti digitali. Ecco come funziona, quanto costa e le commissioni previste.
Nexi è considerata oggi la principale PayTech italiana. Si tratta di un’azienda che gestisce l’infrastruttura per i pagamenti digitali, come fosse una sorta di ponte tra banche, esercenti e consumatori.
Oggi si tratta dunque di un sistema indispensabile per la gestione dei pagamenti in Italia, con circa 41 milioni di carte di pagamento gestite e oltre 900.000 unità adibite a POS.
Ma di cosa si tratta nello specifico? Come funziona? Quali sono i costi e le commissioni? In questa guida, vediamo tutto quello che c’è da sapere su Nexi.
Cos’è Nexi
Nexi nasce come consorzio bancario italiano e si trasforma nel tempo a colosso europeo della PayTech. La sua storia inizia nel 1939 con l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, pensato per coordinare i servizi delle banche popolari.
Si arriva nel 1985 a CartaSì, fondata per diffondere l’uso delle carte di credito in Italia e diventando il marchio di riferimento per i pagamenti elettronici. Nel 2009, ICBPI acquisisce la maggioranza di CartaSì, unendo le infrastrutture bancarie al marchio delle carte.
Nel 2015, alcuni fondi di private equity acquisiscono ICBPI per un processo di modernizzazione. Nel novembre 2017 il gruppo viene rinominato Nexi, che unisce i concetti di Next e di connessione.
Tra il 2021 e il 2022 avviene la vera espansione europea, grazie alla fusione con la SIA e con Nets, ossia la società danese ai tempi leader nei pagamenti dei mercati in Nord Europa e Germania.
Oggi Nexi è una società quotata alla Borsa di Milano che include CDP Equity, alcuni fondi internazionali, Hellman & Friedman e BlackRock. Da marzo 2026, Bernardo Mingrone è stato nominato nuovo CEO Del gruppo.
Come funziona Nexi
In che modo lavora oggi Nexi per garantire il corretto funzionamento dei suoi servizi? Ogni volta che usi una carta in un negozio, Nexi in pochi secondi riceve la richiesta del POS, verifica con la tua banca i fondi e invia l’autorizzazione al negoziante.
Nexi sposta fisicamente il denaro dal tuo fondo a quello del negoziante, garantendo la sicurezza della transazione.
Entrando nel dettaglio, Nexi produce e gestisce le carte che la tua banca ti consegna. L’app Nexi Pay è il centro di controllo, da cui puoi bloccare la carta, vedere tutte le spese, pagare il bollo auto o ricaricare il telefono.
E quando aggiungi la carta a sistemi come Apple Pay o Google Pay? In questo caso, Nexi trasforma i dati della carta in un token sicuro.
Per chi riceve i pagamenti, invece, Nexi fornisce in prima linea il POS con sistema operativo e app integrate. Per chi vende online, c’è invece una pagina di pagamento sicura, dove poter inserire i dati della carta. Di recente, è arrivato anche SoftPOS, ossia una tecnologia che trasforma lo smartphone in un POS senza bisogno di altri apparecchi.
Ogni anno, Nexi monitora miliardi di transazioni con l’intelligenza artificiale. Se viene rilevato un acquisto sospetto, la carta viene bloccata preventivamente con un avviso via SMS o notifica tramite app.
A cosa serve Nexi
Nexi serve di base a eliminare l’uso del contante, rendendo lo scambio elettronico di denaro più veloce e sicuro.
In concreto, per il consumatore c’è modo di pagare ovunque, di dematerializzare il portafoglio tramite Apple Pay o Google Pay, di godere del massimo della sicurezza con sistemi antifrode e codice Key6 e di rateizzare le spese con il servizio Easy Shopping.
Per un esercente, invece, grazie a Nexi è possibile accettare ogni tipo di carta, vendere a distanza con il servizio Pay-by-Link, di gestire le proprie attività con scontrini fiscali e statistiche di vendita, di integrare nei siti web di e-commerce un carrello e di avere il completo controllo delle transazioni.
Nexi serve infine anche per le banche italiane, che sempre più spesso si affidano al circuito. In questi casi, l’azienda fornisce la tecnologia per l’emissione delle carte con il logo della banca e l’assistenza clienti. Inoltre, offre sistemi di monitoraggio basati sull’AI che bloccano le transazioni sospette in anticipo.
Come usare Nexi
L’utilizzo di Nexi varia in base al tuo ruolo (privato o esercente). Se sei un cliente singolo, puoi usare Nexi al meglio tramite l’app Nexi Pay. L’attivazione avviene scaricando l’app e registrando la tua carta inserendo i dati richiesti.
Se devi pagare in negozio, dall’app aggiungi la carta ad Apple Pay, Google Pay o Samsung Pay. Potrai così pagare avvicinando il telefono o lo smartwatch al POS, senza carta fisica.
Online invece, Nexi richiede un codice Key6 o l’autorizzazione tramite riconoscimento biometrico. Dall’app puoi anche controllare in tempo reale quanto hai speso e mettere eventualmente in pausa la carta.
Per un esercente con POX Nexi, invece, il servizio dà modo di inserire l’importo e di chiedere al cliente di inserire o avvicinare la carta per incassare. Se il cliente non è in negozio, c’è Pay-By-Link per generare un link di pagamento dall’app Nexi Business.
C’è poi la gestione degli incassi, direttamente tramite il portale o l’app Nexi Business dove sono presenti tutte le transazioni della giornata.
Se smarrisci una carta, puoi bloccarla direttamente aprendo l’app Nexi Pay e toccando il pulsante Blocca Carta oppure chiamando il numero verde dall’Italia 800.15.16.16 attivo 24 ore su 24 7 giorni su 7.
Quanto costa e commissioni di Nexi
I costi di Nexi possono variare se sei un consumatore privato o un esercente.
Per quanto riguarda i privati, la carta di credito base costa mediamente tra i 20 e i 40 euro all’anno, la Nexi Business 50 euro all’anno e la prepagata ha solo un costo di emissione o rinnovo.
A livello operativo, l’anticipo di contante tramite ATM ha una commissione massima del 4,80% sull’importo elevato, mentre per il rifornimento carburante alcune versioni prevedono una commissione di 0,77 euro per importi superiori a 100 euro. Infine, l’estratto conto cartaceo costa 1,03 euro (online è gratis).
Per gli esercenti, invece, le commissioni sulle transazioni sono intorno all’1,49% per le offerte Standard e Welcome. Per i pagamenti fino a 10 euro, tutte le commissioni sono azzerate. Per le American Express, ci sono offerte che includono lo 0% di commissioni fino ai 3000 euro di transazione, per poi aumentare a scaglioni.
Il POS invece ha canone zero per i modelli Mobile POS e SmartPOS Mini, mentre per le soluzioni più evolute ci sono canoni che partono da 29 euro al mese. Gli esercenti possono in ogni caso recuperare il 30% delle commissioni pagate tramite credito d’imposta.
Il confronto con i competitor
Se non sei ancora sicuro di volerti affidare a Nexi per i tuoi pagamenti digitali, fare un confronto con i competitor potrebbe fornirti un quadro più chiaro.
Partiamo dal POS fisico. Ci sono realtà che offrono strutture di costo diverse. SumUP ne è un esempio, non ha canone e la commissione è fissa dell’1,95%. Axerve invece propone le due opzioni canone fisso con commissione 0% o senza canone con 1% di commissione. myPOS non ha canone e ha accredito istantaneo dei fondi, infine Revolut Business propone tariffe personalizzate e l’integrazione con conto multivaluta.
Per ciò che riguarda l’e-commerce, invece, ci sono alcuni giganti del software di pagamento con cui Nexi si scontra. Tra questi spiccano Stripe e PayPal. Il primo offre strumenti avanzati per programmatori e modelli di abbonamento, mentre PayPal ha commissioni più alte ma garantisce un tasso di conversione elevato per via della fiducia dei clienti.
Parlando di pagamenti via app, invece, il principale concorrente è Satispay. Molto popolare tra i giovani e i piccoli negozi, ha commissioni zero sotto i 10 euro e fisse di 0,20 euro sopra i 10 euro per gli esercenti. Nexi invece punta sull’universalità, poiché le sue carte funzionano ovunque.
Cosa scegliere dunque? Nexi è la scelta migliore se vuoi avere il supporto della tua banca tradizionale e cerchi un partner italiano con assistenza. SumUp e Axerve sono migliori se sei un libero professionista o una piccola impresa che non vuole avere vincoli bancari. Stripe o PayPal sono migliori se il tuo focus è la vendita online internazionale.
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