Come e perché il Regno Unito sta cercando di stabilire relazioni privilegiate con la Cina?

Federico Giuliani

25/01/2025

L’attuale governo del Regno Unito ha dimostrato il desiderio di voler rafforzare i legami economici con la Cina. Sul tavolo ci sono 600 milioni di sterline di motivi.

Come e perché il Regno Unito sta cercando di stabilire relazioni privilegiate con la Cina?

Il Regno Unito è davanti a un bivio: continuare a mantenere le attuali relazioni diplomatiche con la Cina , in mezzo a tanti bassi e pochi alti - così come sta accadendo dalla prima elezione di Donald Trump del 2016 - oppure sfruttare la recente visita a Pechino della cancelliera dello Scacchiere, e cioè il ministro delle Finanze del governo britannico, Rachel Reeves, per cercare di tornare ai fasti della Golden Era, tra accordi, cooperazione e investimenti?

Considerando le turbolenze che hanno iniziato a colpire l’economia della City, è probabile che l’Uk prenderà quest’ultima strada, che è anche la stessa indicata dal primo ministro del Paese, Keir Starmer, in occasione dell’ultimo vis a vis con il presidente cinese Xi Jinping.

Un ulteriore indizio arriva dagli accordi stipulati da Reeves, che al termine della sua missione oltre la Muraglia ha portato a casa intese commerciali dal valore di 600 milioni di sterline da spalmare nel prossimo quinquennio. Questo è soltanto un piccolo anticipo che consente a Londra di capire quanto potrà fruttare il flirt 2.0 con la Cina, al netto delle divergenze valoriali, dei problemi legati allo spionaggio e alle restante tensioni internazionali.

Londra chiama, Pechino risponde

L’attuale governo del Regno Unito ha dimostrato di voler rafforzare le proprie relazioni con la Cina. Del resto, il ministro degli Esteri David Lammy ha visitato la Repubblica Popolare Cinese a ottobre, mentre Starmer ha incontrato Xi in Brasile a novembre. Prima di allora, nessun leader britannico aveva incontrato controparti cinesi dal 2018.

Tornando al presente, Londra e Pechino hanno convenuto di creare un contesto imprenditoriale equo, giusto e non discriminatorio, di espandere il commercio e gli investimenti bilaterali, rafforzare la cooperazione sulle politiche fiscali e sulla regolamentazione finanziaria, di promuovere l’apertura bilaterale e la connettività dei rispettivi mercati finanziari.

I media cinesi hanno scritto che il gigante asiatico ha accettato di emettere la sua prima obbligazione sovrana verde denominata in renminbi nel 2025 e di quotarla in Uk, sostenendo allo stesso tempo lo sviluppo di nuovi prodotti finanziari denominati in renminbi da parte delle istituzioni finanziarie britannico-cinesi del mercato offshore del RMB di Londra. Promuovendo il pagamento e il regolamento in RMB a Londra, i due governi hanno inoltre concordato di istituire un nuovo gruppo di lavoro per combattere i crimini finanziari e rafforzare la cooperazione politica per combattere i flussi finanziari transfrontalieri illeciti.

Le priorità dell’Uk

Secondo East Asia Forum, le elezioni generali del Regno Unito del 2024 hanno però evidenziato una mancanza di chiarezza riguardo alla posizione del governo britannico sulla Cina. Londra sta infatti cercando di bilanciare i vantaggi degli investimenti esteri con le preoccupazioni sulla sicurezza interna.

Certo, il Regno Unito, sta invertendo la rotta ma la richiamata Golden Era nelle relazioni con il Dragone - immortalata dall’ex primo ministro britannico David Cameron, che nel 2015 condivideva una pinta di birra e fish and chips con Xi - sembra lontanissima. Dopo Cameron, infatti, i primi ministri conservatori dell’Uk hanno oscillato tra il considerare la Cina come un’opportunità redditizia e una minaccia alla sicurezza. La situazione è ulteriormente peggiorata in seguito all’approvazione, da parte di Londra, del National Security and Investment Act che ha intensificato il controllo degli investimenti esteri, in particolare da quelli made in China.

Ebbene, il ministro degli Esteri dell’Uk Lammy è incaricato di affrontare un compito delicatissimo: gestire la delicata «relazione speciale» del Regno Unito con gli Stati Uniti, promuovere legami migliori con l’Unione Europea e stabilizzare i rapporti con la Cina. Una missione impossibile, o quasi.