Come diventare psicologo del lavoro e quanto guadagna

Nadia Pascale

17 Marzo 2026 - 15:00

Chi è lo psicologo del lavoro e in quali contesti lavora? Ecco il percorso di formazione, il lavoro svolto e i compensi di questa figura professionale sempre più richiesta.

Come diventare psicologo del lavoro e quanto guadagna

Chi è lo psicologo del lavoro, quanto guadagna e qual è il percorso di formazione necessario per iniziare tale attività?
Lo psicologo del lavoro non è un semplice recruiter del personale, ma un figura con competenze tali da poter valorizzare i dipendenti in base alle loro attitudini e capacità e migliorare il clima aziendale. Questo fa aumentare i rendimenti e la qualità del lavoro.

Per diventarlo è indispensabile l’iscrizione all’albo degli psicologi successiva, comunque, rispetto a un particolare corso di studi incentrato sulla psicologia del lavoro.

Le prospettive di guadagno crescono con l’aumentare degli anni di esperienza fino a raggiungere uno stipendio mensile che oscilla tra circa 1.600/2.300 euro netti al mese.

Ecco nel dettaglio, il percorso di studi per diventare psicologo del lavoro, le competenze e il lavoro svolto e, infine, una breve disamina su quanto guadagna lo psicologo del lavoro.

Chi è lo psicologo del lavoro e come diventarlo

Lo psicologo del lavoro è un professionista che promuove il benessere lavorativo individuale e aziendale. Le aziende possono avvalersi di questa figura professionale in varie fasi, come durante la fase di reclutamento, ma anche successivamente. Ad esempio questo professionista può fornire consulenza nello sviluppo e promozione delle capacità della forza lavoro.

Le aziende che scelgono di avvalersi di questa figura sono sempre più numerose perché è ormai chiaro che il benessere dei lavoratori si ripercuote sulla produttività delle aziende.

Proprio per questo numerose persone scelgono questo percorso lavorativo, ma come si diventa psicologo del lavoro?
Il primo passo è conseguire una laurea triennale in psicologia. Si prosegue il percorso con una specializzazione in psicologia del lavoro. Il passo successivo è effettuare un tirocinio di un anno e sostenere, infine, la prova dell’esame di Stato.

Se si supera sia il tirocinio sia l’esame, lo psicologo del lavoro può iscriversi all’Albo dell’ordine degli psicologi, in modo da essere abilitato definitivamente allo svolgimento della professione.

In contemporanea o successivamente il professionista può seguire, su base volontaria, corsi di formazione post-universitari coerenti con tale professione.

Il percorso formativo mira a fornire allo psicologo del lavoro competenze specifiche, ad esempio:

  • nozioni generiche sulle modalità di funzionamento organizzativo interno delle aziende;
  • conoscenze dei principi di selezione e inserimento del personale;
  • conoscenze tecniche e professionali più specifiche sui metodi e strumenti per la valutazione e lo sviluppo del personale;
  • competenze relative ad ascolto, comunicazione, empatia e capacità relazionali.

Naturalmente come ogni percorso formativo, anche questo comprende conoscenze informatiche e linguistiche.

Cosa fa lo psicologo del lavoro in azienda e perché serve

All’interno dell’azienda lo psicologo del lavoro si occupa della gestione delle risorse umane.
Le aziende possono rivolgersi allo psicologo del lavoro nella fase di selezione del personale, reclutamento. In questo caso per i vari candidati viene valutato non semplicemente il profilo professionale o curriculum, ma anche il profilo personale e attitudinale. Attraverso il colloquio è possibile valutare la capacità di controllare stress e ansia, la capacità di relazionarsi con gli altri ( colleghi, sottoposti, clienti). Lo psicologo del lavoro può, quindi, tracciare un profilo completo sotto diversi punti di vista.

Il professionista può intervenire anche nelle fasi successive della gestione del personale, naturalmente l’entità dell’intervento è sempre una scelta aziendale, ma in genere un numero cospicuo di dipendenti richiede una maggiore presenza al fine di rendere lo spazio di lavoro equilibrato.

Lo spicologo del lavoro in questa fase può:

  • valutare il potenziale del personale già assunto, lo motiva e suggerisce metodi e strategie per migliorare l’esperienza lavorativa;
  • nel caso in cui si crei un clima ostile tra lavoratori è in grado di dirimere eventuali controversie/tensioni tra colleghi;
  • valuta l’aspetto psicologico degli altri dipendenti nell’ottica di migliorare la resa aziendale ed anche l’umore dei lavoratori;
  • gestisce sostituzioni, permessi, assenze, malattie, ferie e le altre esigenze del personale;
  • può svolgere attività di counseling, orientamento professionale e consulenza aziendale individuale per il lavoro e per la carriera, sia per chi cerca un’occupazione, sia per chi desidera passare da un settore all’altro o cercare una promozione nel suo settore;
  • si occupa della formazione professionale e al coaching aziendale, attività necessarie all’individuazione delle potenzialità, delle opportunità e delle necessità formative tra i dipendenti, dell’erogazione di corsi e iniziative similari, effettua la valutazione dell’apprendimento e, se necessario, la pianificazione di ulteriori aggiornamenti.

Questi i compiti principali dello psicologo che, inoltre, rappresenta il punto di riferimento per qualsiasi dubbio, problema o richiesta avanzata dal personale dipendente.

Lo stipendio medio dello psicologo del lavoro

Quanto guadagna uno spicologo del lavoro? Gli effettivi guadagni dipendono da diversi fattori: competenza, anni di esperienza, se lavorano come dipendenti oppure si tratta di operatori esterni all’azienda.

Uno psicologo del lavoro può effettuare le sue prestazioni negli Uffici Risorse Umane delle grandi aziende, in società di consulenza specializzate, ma anche nelle cooperative e nelle aziende no-profit, negli ospedali, nei centri per l’impiego, nelle aziende sanitarie locali o nelle amministrazioni.

Chiariamo: un’azienda si dota dello psicologo del lavoro come dipendente interno se è una realtà medio-grande e, quindi, ha bisogno di un supporto costante di tale figura professionale.
In questo caso lo psicologo del lavoro è un dipendente a tutti gli effetti e ha uno stipendio netto che oscilla tra 1.600 euro e 2.300 euro.

In alternativa l’azienda può rivolgersi a professionisti che operano in modo indipendente quindi con partita Iva. Il professionista indipendente generalmente non lavora con una sola azienda, ma con diverse realtà. Per ogni realtà in base al tipo di supporto che deve fornire e in base alle dimensioni aziendali può chiedere compensi diversi.

In questo caso acquisendo un buon giro può maturare un reddito annuale anche di 50.000 euro. Naturalmente questo si acquisisce nel tempo.

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