L’IPO di Shein rappresenta uno degli eventi più attesi, discussi e travagliati del panorama finanziario internazionale degli ultimi quattro anni.
L’azienda, fondata da Chris Xu (noto anche come Sky Xu o Xu Yangtian) nel 2008 a Nanjing come piccolo rivenditore online di abbigliamento da sposa, si è trasformata in un colosso globale dell’ultra-fast fashion che oggi serve clienti in oltre centocinquanta paesi attraverso un modello di business basato su una supply chain iper-efficiente, analisi dati in tempo reale e prezzi estremamente aggressivi.
Dopo un’ascesa vertiginosa durante la pandemia, con una valutazione che nel 2022 ha toccato i cento miliardi di dollari, Shein ha affrontato una serie di ostacoli regolatori, geopolitici e di mercato che hanno progressivamente eroso il suo valore percepito, portandola a un nuovo tentativo di quotazione a Hong Kong dopo fallimenti negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
Il lungo percorso verso la quotazione
Il percorso verso la quotazione è stato segnato da ripetuti rinvii e revisioni. Nel novembre 2023 Shein aveva presentato una domanda confidenziale per la New York Stock Exchange, ma l’operazione si è arenata di fronte alle crescenti preoccupazioni del Congresso americano riguardo alle pratiche della catena di fornitura, in particolare il possibile utilizzo di cotone proveniente dalla regione dello Xinjiang e i rischi di lavoro forzato. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina, unite alle indagini su condizioni di lavoro e trasparenza ambientale, hanno reso politicamente impraticabile il listing americano.
L’azienda, che nel 2021 aveva trasferito la sede legale a Singapore pur mantenendo la maggior parte della produzione in Cina, ha poi puntato sul London Stock Exchange. La Financial Conduct Authority britannica aveva approvato la bozza del prospetto, ma l’approvazione della China Securities Regulatory Commission non è mai arrivata, bloccando di fatto il progetto per divergenze su come descrivere i rischi legati alla supply chain.
Il 10 luglio 2026 è arrivato il primo segnale concreto di svolta: la China Securities Regulatory Commission ha rilasciato il nulla osta per l’IPO a Hong Kong, autorizzando l’emissione di fino a 341,6 milioni di azioni H. Fonti vicine all’operazione indicano che Shein potrebbe mirare a una quotazione tra settembre e ottobre 2026, con una valutazione target compresa tra i 40 e i 50 miliardi di dollari, un livello significativamente inferiore rispetto ai 66 miliardi del round di finanziamento del maggio 2023 e soprattutto rispetto al picco di cento miliardi del 2022.
L’azienda prevede di raccogliere pochi miliardi di dollari, vendendo probabilmente una quota inferiore all’8% del capitale, e ha già previsto meccanismi di compensazione per gli investitori storici che avevano sottoscritto a valutazioni più elevate.
Quanto vale davvero Shein?
Il forte ridimensionamento della valutazione riflette una serie di pressioni strutturali che hanno colpito il modello di business di Shein. La fine dell’esenzione “de minimis” negli Stati Uniti (che permetteva l’importazione duty-free di pacchi di basso valore) ha aumentato i costi logistici e ha eroso il vantaggio di prezzo che ha reso Shein così popolare tra i consumatori giovani. Misure analoghe sono in fase di implementazione anche in Europa e nel Regno Unito, con l’introduzione di tariffe fisse sui pacchi di e-commerce a basso valore.
Parallelamente, la concorrenza di Temu (controllata da PDD Holdings) ha intensificato la guerra dei prezzi nei segmenti low-cost, mentre il rallentamento della domanda post-pandemia ha portato a un calo dei profitti stimato intorno al 40% nel 2024.
A questi fattori si aggiungono le criticità ESG: multe ripetute in Francia e in Italia per greenwashing e mancata trasparenza ambientale, indagini della Commissione Europea ai sensi del Digital Services Act su prodotti illegali e algoritmi di raccomandazione, oltre alle persistenti domande sulla sostenibilità della supply chain e sulle condizioni di lavoro presso i fornitori cinesi.
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Come acquistare le azioni Shein?
Per un risparmiatore italiano interessato a partecipare all’operazione, la strada si apre solo dopo l’effettiva quotazione sul Hong Kong Stock Exchange. Fino a quel momento non è possibile acquistare azioni reali di Shein su mercati regolamentati, ma solo eventualmente partecipare a round privati (riservati a investitori professionali o qualificati) o seguire l’andamento attraverso fondi o veicoli indiretti, con tutti i limiti e i rischi che questo comporta. Una volta che le azioni saranno negoziate a Hong Kong, il risparmiatore residente in Italia potrà acquistarle attraverso intermediari autorizzati che offrono accesso ai mercati asiatici.
Piattaforme come Interactive Brokers, DEGIRO, eToro e alcuni istituti bancari italiani come FinecoBank permettono di operare sul Hong Kong Stock Exchange, previa apertura di un conto titoli.Il processo è relativamente standard ma richiede attenzione a diversi aspetti pratici e fiscali. Innanzitutto occorre scegliere un broker regolamentato (preferibilmente con sede o succursale in Europa e vigilato da autorità come Consob o equivalenti) che garantisca accesso diretto o indiretto al mercato di Hong Kong, verifichi la disponibilità del titolo una volta quotato e offra un regime amministrato per semplificare gli adempimenti fiscali.
Due aspetti da considerare: fiscalità e rischio cambio
Dopo l’apertura del conto, che avviene online con documento di identità, codice fiscale e prova di residenza, si procede al versamento dei fondi tramite bonifico SEPA. A quel punto si potrà cercare il ticker di Shein (che verrà comunicato ufficialmente in prossimità dell’IPO) e piazzare l’ordine di acquisto, tenendo conto delle commissioni di negoziazione, degli spread e dei costi di cambio valuta (poiché le azioni saranno denominate in dollari di Hong Kong).
Un elemento cruciale per l’investitore italiano è la fiscalità. I proventi derivanti dalla vendita di azioni (plusvalenze) sono tassati al 26% in Italia; se il broker opera in regime amministrato, sarà lo stesso intermediario a calcolare, trattenere e versare l’imposta, sollevando il cliente da dichiarazioni complesse. In caso di regime dichiarativo, invece, sarà necessario gestire autonomamente la compilazione del quadro RT del modello Redditi.
Va inoltre considerato il rischio di cambio: le fluttuazioni tra euro e dollaro di Hong Kong possono amplificare o ridurre i rendimenti. La volatilità tipica delle IPO, soprattutto di un’azienda con forte esposizione geopolitica e settoriale come Shein, consiglia prudenza: molti investitori preferiscono attendere i primi mesi di negoziazione per osservare come il titolo si stabilizza prima di entrare.