Come cambia l’Imu nel 2026? Novità per la tassa sulla casa

Patrizia Del Pidio

26 Aprile 2026 - 14:06

Nel 2026 l’Imu subisce una revisione generale che in alcuni casi potrebbe comportare anche una minore pressione fiscale per la tassa sulla casa.

Come cambia l’Imu nel 2026? Novità per la tassa sulla casa

L’Imu 2026 potrebbe essere diversa dal passato. L’Imposta Municipale Unica ha subito cambiamenti abbastanza importanti con l’entrata in vigore di una nuova normativa che incide sulla determinazione delle aliquote.

L’Imu è una delle principali imposte italiane che ha come presupposto per il pagamento il possesso di unità immobiliari. A pagare l’imposta, ogni anno, sono milioni di contribuenti che finanziano, con i propri versamenti, le casse comunali.

Dal 1° gennaio 2026 l’Imu ha subito una revisione che ha previsto nuove aliquote a livello nazionale e nuovi criteri per la definizione delle aliquote comunali. Tra le principali novità spiccano la possibile riduzione fino al 50% per le seconde case a disposizione dei proprietari utilizzate come casa vacanza e la possibile esenzione o riduzione per gli immobili che hanno subito danni a causa di eventi calamitosi.

In linea generale, però, quello a cui si assiste è una maggiore uniformità delle aliquote tra i diversi Comuni, l’esenzione per l’occupazione abusiva e l’aggiornamento dei fabbricati accatastati nella categoria D. Vediamo tutte le novità.

Nuove aliquote Imu 2026

A partire dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la nuova normativa per la determinazione delle aliquote Imu. Il decreto del 6 novembre 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze integra il precedente provvedimento del 6 settembre 2024 e definisce le nuove regole per la differenziazione delle aliquote IMU che i comuni potranno applicare a partire dall’anno d’imposta 2026.

I Comuni dovranno determinare le aliquote per l’applicazione dell’imposta solo basandosi sulle fattispecie definite dal Ministero dell’Economia.

Questo cambiamento permetterà di standardizzare il processo di calcolo dell’imposta andando a limitare anche le decisioni delle singole giunte comunali. I contribuenti, in questo modo, potranno contare su regole più chiare per quel che riguarda il calcolo dell’Imu che renderanno l’imposta non solo più equa, ma anche prevedibile (visto che la discrezionalità dei Comuni è limitata).

Novità Imu e conferme per il 2026

Tra le principali novità per l’Imu 2026 ricordiamo che, a discrezione del Comune, è prevista la facoltà di ridurre l’Imu fino al 50% per le seconde case tenute a disposizione e non locate. Si tratta degli immobili che il proprietario lascia a sua disposizione per trascorrerci brevi periodi l’anno. In questo caso, proprio in virtù del fatto che la seconda casa non è utilizzata in modo continuativo, il Comune potrà prevedere uno sconto fino al 50% dell’imposta (per determinare l’utilizzo potrebbero essere utilizzate le bollette delle utenze domestiche che dimostrino l’uso solo in certi periodi dell’anno. In ogni caso deve essere il Regolamento Comunale a prevedere esplicitamente questa modalità di prova).

L’altra novità, che impatta su tutti i proprietari, è il meccanismo standardizzato a livello nazionale delle aliquote che riduce la frammentazione dell’imposta. L’aliquota base, fissata per le seconde case all’ 8,6 per mille, può essere aumentata dai Comuni fino a un massimo del 10,6 per mille (in alcuni comuni che avevano precedentemente introdotto la maggiorazione TASI, l’aliquota può raggiungere un massimo dell’ 11,4 per mille).

Resta l’esenzione per l’abitazione principale non di lusso e rimane confermata l’esenzione per gli immobili occupati abusivamente, a patto di aver presentato denuncia dell’occupazione all’autorità competente.

Come potrebbe cambiare la riscossione dell’Imu

La nuova determinazione delle aliquote, infatti, è solo una parte di un programma più ampio di riforma fiscale con lo scopo di rendere più attuale e moderno il sistema tributario del nostro Paese.

Proprio per questo motivo sembra ragionevole supporre che possa essere previsto un pagamento digitale unificato anche per l’Imu. Oggi per pagare l’Imu è necessario o conoscere bene la normativa al riguardo o rivolgersi a un professionista del settore, visto che per pagare l’imposta è necessario compilare il modello F24 inserendo il giusto codice tributo e il codice dell’ente che riscuote in pagamento.

In futuro tutti i pagamenti fiscali potrebbero essere dirottati su una piattaforma digitale unica gestita dall’Agenzia delle Entrate che dovrebbe garantire:

  • sicurezza e tracciabilità dei pagamenti, visto che tutte le transazioni sono registrate in maniera digitale evitando rischi di frode (o di smarrimento delle ricevute di pagamento);
  • semplificazione visto che con pochi click è possibile pagare l’Imu senza doversi preoccupare di errori nei calcoli o di codici tributo errati;
  • meno errori poiché sarà direttamente il sistema a calcolare gli importi dovuti per l’Imu basandosi sui dati catastali e sulle aliquote stabilite dal Comune in cui l’immobile è ubicato.

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