L’importanza dei legami familiari è riconosciuta anche dalla legge. Conoscere i gradi di parentela e contarli correttamente è fondamentale per evitare inconvenienti. Ecco cosa c’è da sapere.
La famiglia è importante e il valore dei legami che si formano tra parenti viene riconosciuto e altamente considerato anche dalla legge. Non sempre i rigidi parametri di individuazione della parentela corrispondono alla percezione e al vissuto di ognuno, ma sono regole fondamentali per esigenze di equità e chiarezza. Nella vita quotidiana non si dà molta importanza, vivendo i rapporti familiari indipendentemente da queste caselle.
I gradi di parentela si scoprono essere fondamentali quando si tratta di eredità e testamenti, ma anche per sapere i diritti e doveri tra le parti. I gradi di parentela sono inoltre rilevanti nel diritto tributario, per non parlare di adozioni e affidi, o dei requisiti per accedere a benefici e agevolazioni. Il riconoscimento dei permessi 104 per l’assistenza di soggetti con disabilità, per esempio, dipende proprio dalla parentela. Vediamo quindi come fare a calcolarli correttamente.
Cos’è la parentela secondo la legge, la differenza tra linea retta, linea collaterale e affinità
La parentela può essere genericamente definita come il vincolo sussistente tra persone che hanno uno stipite in comune. La legge, però, distingue ulteriormente tra la parentela in linea retta e la parentela in linea collaterale. In particolare, si parla di parentela in linea retta quando i due soggetti hanno in comune un ascendente, come un genitore, un nonno o un bisnonno.
Due persone sono parenti in linea retta quando una discende dall’altra, come padre e figlio e nonno e nipote. La parentela collaterale, invece, presuppone l’esistenza di uno stipite in comune ma senza che vi sia un legame di discendenza o ascendenza diretta fra i soggetti. Per esempio, sono collaterali i fratelli perché hanno stipiti in comune ma nessuno dei due discende dall’altro.
Infine, vi è l’affinità, termine con cui ci si riferisce ai parenti – diretti e collaterali – del coniuge, ma per il momento non anche alla famiglia dell’unito civilmente o del convivente di fatto. Per esempio, i suoceri sono affini rispetto a generi e nuore, purché sia stato contratto matrimonio civile (o concordatario).
Non ci sono, invece, differenze per quanto riguarda le adozioni, in cui i rapporti sono analoghi a quelli instaurati tra parenti e affini biologici. Si parla in questo caso di parentela legale, che non ha alcuna differenza giuridica rispetto a quella naturale e non dipende in alcun modo dal matrimonio dei genitori adottivi. I nipoti adottivi restano tali nei confronti dei nonni anche in seguito alla separazione dei genitori e così via.
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Come si calcola il grado di parentela
Conoscere la differenza tra parentela in linea retta, parentela in linea collaterale è affinità è fondamentale. In primo luogo, le differenze giuridiche sono rilevanti per tutti gli aspetti legali e burocratici, ma anche il metodo di calcolo è differente.
Per i parenti in linea retta, bisogna risalire dal discendete all’ascendente (o viceversa) contando tutte le persone nella linea genealogica e poi sottrarre un’unità. Nel calcolo devono essere comprese anche le persone tra cui si vuole considerare la parentela. Di seguito qualche esempio.
- Parentela tra genitore e figlio: 1° grado;
- Parentela tra nonno e nipote: 2° grado;
- Parentela tra bisnonno e nipote: 3° grado
- Parentela tra trisavolo e nipote: 4° grado.
Per quanto riguarda la parentela in linea collaterale, bisogna invece risalire da una di loro fino allo stipite in comune e poi scendere fino alla persona interessata, ma sempre senza conteggiare l’antenato. Torniamo all’ipotesi dei cugini, per comodità Tizio e Caio, considerandoli come figli di due fratelli.
Se Tizio vuole sapere il suo grado di parentela con Caio dovrà calcolare se stesso, suo padre (cioè lo zio di Caio), il nonno di entrambi, lo zio (cioè il padre di Caio) e infine il cugino. Considerando anche i due cugini, si hanno 5 passaggi; perciò, sottraendo lo stipite comune (il nonno in questo caso), i due cugini hanno una parentela in linea collaterale di 4° grado. Per lo stesso motivo, fratelli e sorelle sono parenti in linea collaterale di 2° grado.
Il procedimento è il medesimo nel caso di adozioni. Per quanto riguarda l’affinità, invece, il grado è il medesimo di quello di parentela che lega la persona al coniuge.
Figli e genitori sono parenti di 1° grado, perciò i suoceri sono affini di 1° grado e così via. L’affinità è di norma rilevante per legge solo fino al 4° grado, mentre la parentela è considerata fino al 6° grado, salvo eccezioni. Oltretutto, il legame di affinità non cessa con la separazione dei coniugi, salvo alcune ipotesi di nullità del matrimonio.
In proposito degli affini, è bene sapere che questo legame riguarda soltanto i parenti consanguinei o adottivi del coniuge (e non i loro rispettivi coniugi) e che non c’è nessun legame tra la famiglia di un coniuge e quella dell’altro coniuge. I cosiddetti “consuoceri”, per esempio, non hanno fra loro alcun vincolo giuridico.
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