I cognomi più diffusi in Italia (e nel mondo) nel 2026

Money.it Guide

12 Maggio 2026 - 17:57

Quali sono i cognomi più diffusi in Italia e nel mondo? Ecco le classifiche valide nel 2026, con molte curiosità.

I cognomi più diffusi in Italia (e nel mondo) nel 2026
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Se ti stai chiedendo quali sono i cognomi più diffusi in Italia e anche nel mondo nel 2026 sei nel posto giusto.

Per soddisfare questa curiosità sono a disposizione alcune classifiche aggiornate che permettono di capire quali siano i cognomi più presenti nel nostro Paese e come, ancora oggi, raccontino pezzi di storia, origini familiari e tradizioni locali.

Il cognome, infatti, nasce con lo scopo di identificare le persone all’interno di una comunità e a stabilire legami di parentela. Nel corso dei secoli, molti cognomi hanno preso forma partendo dalla professione, dal luogo di provenienza, da caratteristiche fisiche oppure da soprannomi distintivi utilizzati per riconoscere un individuo.

L’Italia, inoltre, continua a essere uno dei Paesi europei con la maggiore varietà di cognomi: si stima che sul territorio nazionale esistano circa 400.000 cognomi differenti, un patrimonio linguistico e culturale che riflette secoli di dominazioni, migrazioni e dialetti.
Di seguito curiosità e classifiche dei cognomi più diffusi in Italia e nel mondo nel 2026.

I 20 cognomi più diffusi in Italia, classifica 2026

Anche nel 2026 la classifica dei cognomi più popolari in Italia conferma una forte continuità con gli ultimi anni. In cima resta saldo Rossi, seguito da altri cognomi storici diffusissimi lungo tutta la Penisola:

  1. Rossi: 77.913 persone
  2. Russo: 50.312 persone
  3. Ferrari: 44.693 persone
  4. Esposito: 35.635 persone
  5. Bianchi: 31.620 persone
  6. Romano: 29.508 persone
  7. Colombo: 28.825 persone
  8. Bruno: 27.272 persone
  9. Ricci: 24.984 persone
  10. Marino: 23.726 persone
  11. Costa: 22.607 persone
  12. Franco: 22.427 persone
  13. Gallo: 21.905 persone
  14. Conti: 21.657 persone
  15. Greco: 21.551 persone
  16. Martino: 21.166 persone
  17. Giordano: 19.993 persone
  18. Rizzo: 19.420 persone
  19. Mancini: 19.229 persone
  20. Villa: 19.022 persone

Molti di questi cognomi raccontano in modo diretto le origini delle famiglie italiane. Ferrari, per esempio, deriva dall’antico mestiere del fabbro, mentre Rossi richiama spesso il colore dei capelli o della carnagione. Romano indicava chi proveniva da Roma, mentre cognomi come De Luca o Di Luca nascevano dal nome del padre.

Un curiosità: secondo la rilevazione Istat, nel 2023 i nati residenti in Italia registrati con il doppio cognome paterno e materno hanno rappresentato il 6,2% del totale, con 3,8 punti percentuali in più rispetto al 2020.

Restringendo il campo di osservazione, si può anche stilare la classifica dei cognomi più diffusi nelle grandi città italiane. Per esempio, a Roma i 5 cognomi più popolari per il 2026 sono: Rossi, Mancini, De Angelis, Ricci, De Santis.

A Milano, invece, i 5 cognomi più popolari sono: Brambilla, Colombo, Fumagalli, Hu, Ferrari. La presenza del cognome cinese Hu tra i più frequenti conferma quanto il capoluogo lombardo sia oggi una città multiculturale.

Nel 2026, la classifica dei cognomi più frequenti a Napoli comprende Esposito, Russo, Romano, De Rosa, De Luca.

I cognomi più diffusi in ogni regione d’Italia nel 2026

Uno studio realizzato da Preply ha fotografato la distribuzione dei cognomi più popolari regione per regione, mostrando quanto l’Italia sia ancora oggi un mosaico di identità locali. Da Nord a Sud emergono differenze profonde, spesso legate alla storia del territorio, ai dialetti e alle antiche professioni.

Nel Nord Italia dominano cognomi collegati ai mestieri o alle origini geografiche. In Piemonte spiccano Ferrero, Barbero e Ferraris, mentre in Liguria troviamo Parodi, Pastorino e Bruzzone. In Lombardia restano molto diffusi Sala, Cattaneo e Riva, cognomi storicamente radicati nel territorio milanese e brianzolo.

Nel Trentino-Alto Adige, invece, l’influenza tedesca è evidente attraverso cognomi come Mair, Co e Pichler. In Friuli-Venezia Giulia emergono Fabbro, Mauro e Furlan, mentre in Veneto compaiono Dalla, Trevisan e Sartori.

Scendendo verso il Centro Italia, in Emilia-Romagna dominano Fabbri, Montanari e Barbieri, tutti cognomi legati ad antichi mestieri o caratteristiche del territorio. In Toscana restano molto presenti Innocenti, Gori e Martini, mentre in Umbria prevalgono Proietti, Moretti e Rosati. Nel Lazio si distinguono Angelis, Santis e ancora Proietti, mentre nelle Marche i più diffusi sono Marinelli, Moretti e Vitali.

Al Sud i cognomi raccontano spesso influenze religiose, antiche dominazioni e provenienze geografiche. In Abruzzo dominano D’angelo, Felice e D’Alessandro, in Molise Iorio, Testa e Lombardi. In Campania troviamo Coppola, Sorrentino e Ferrara, mentre in Puglia prevalgono Santoro, Leo e Lorusso.

In Basilicata sono molto diffusi Pace, Grieco e Colangelo, mentre in Calabria spiccano Romeo, Perri e Ferraro, cognomi che raccontano le stratificazioni storiche della Magna Grecia e delle dominazioni del Sud Italia.

Infine le isole conservano alcune delle identità più riconoscibili. In Sicilia emergono Messina, Caruso e Lombardo, mentre in Sardegna resistono cognomi fortemente legati alla lingua locale come Sanna, Piras e Pinna.

I cognomi più popolari al mondo

Quali sono i cognomi più popolari al mondo? Non c’è dubbio su quale sia il vincitore assoluto: Wang. Più di 106 milioni di persone portano questo cognome, un termine mandarino che significa “principe” o “re”.

Non sorprende che molti dei cognomi più diffusi siano cinesi, dato che la Cina ha una delle popolazioni più numerose al mondo. La classifica globale è infatti dominata dall’Asia:

  • Wang
  • Li
  • Zhang
  • Chen
  • Liu

In Europa, il cognome più diffuso è Garcia, nome condiviso da circa 1,7 milioni di persone e particolarmente radicato in Spagna. Secondo alcune interpretazioni deriverebbe da un antico termine basco collegato all’orso.

Molti rimangono sorpresi anche dal fatto che i cognomi più comuni in Nord America siano in gran parte di origine spagnola: Hernández, Garcia, Martinez, Lopez e Gonzalez. Il motivo è legato alla forte influenza culturale e demografica del mondo ispanoamericano nel continente.

Da Silva, dos Santos, Pereira, Ferreira e Alves sono invece i cognomi più diffusi nel Sud America.

Cos’è il cognome?

Oltre alla sua funzione di identificazione personale, il cognome ha un ruolo significativo anche dal punto di vista giuridico e sociale. In Italia, il cognome è parte integrante del diritto di famiglia e ha implicazioni legali importanti, tra cui la determinazione della filiazione e l’eredità. Secondo l’articolo 462 del Codice Civile:

I legittimari sono i discendenti e i coniugi che, alla data del decesso, siano nel possesso delle qualità richieste per succedere.

A ciò si aggiunge quanto disposto dall’articolo successivo:

I legittimari hanno diritto al mantenimento del grado e del cognome della famiglia del defunto.

Ma soprattutto, il cognome è un diritto fondamentale della persona: Ai sensi dell’articolo 6 del Codice Civile:

La persona ha diritto al nome che le è attribuito con la nascita.

Perché in Italia la definizione giuridica di nome prevede anche il cognome. Infatti l’art. 6 spiega anche che nel nostro ordinamento esso si divide il nome in: prenome e cognome. Infine lo vediamo citato nella Costituzione: nell’articolo 22 che esprime come nessun soggetto possa esserne privato.

Da dove nasce il cognome

La parola “cognome” deriva dal latino “cognomen”, composto da “co-”, che significa “con”, e “nomen”, che indica il “nome”. Noi ci identifichiamo con “nome e cognome” ma forse non tutti sanno che i nostri antenati dell’antica Roma avevano un sistema diverso e composto da ben tre nomi: il praenomen, il nomen e il cognomen.

  • Praenomen: era il nome personale dell’individuo, quello che si usava all’interno della famiglia o tra amici stretti. Era simile al nome come noi lo conosciamo e veniva scelto dai genitori al momento della nascita.
  • Nomen: stranamente il nomen dell’antica Roma somigliava più al nostro attuale cognome. Il nomen indicava l’appartenenza a una gens, quindi un’unità familiare più o meno allargata. Veniva ereditato dal padre proprio perché (come il nostro cognome) indicava la discendenza dalla stessa famiglia. Ad esempio: nella famiglia di Gaio Giulio Cesare, “Giulio” era il nomen.
  • Cognomen: denominato anche “agnomen”, era una sorta di soprannome. Quindi il cognomen era un appellativo aggiunto al nome completo. Serviva a distinguere ulteriormente un individuo all’interno della gens. Questo componente del nome poteva derivare da una varietà di fonti, come i soprannomi: caratteristiche fisiche, eventi significativi, occupazioni, o prodezze militari.

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