Cos’è e quando si usa il codice tributo 1790? I titolari di partita Iva che hanno scelto il regime forfettario, per il versamento delle imposte usano diversi codici tributo, tra questi l’1790.
Il codice tributo 1790 è specifico per il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti in regime forfettario. Si usa per il versamento della prima rata dell’acconto in scadenza il 30 giugno di ogni anno.
Il codice tributo 1790 è stato istituito con la Risoluzione 59 del 2015 dell’Agenzia delle Entrate ed è nominato "Imposta sostitutiva sul regime forfetario - Acconto prima rata - art. 1, c. 64, legge n. 190/2014”. Ma quando deve essere usato il codice tributo 1790? Chi lo usa e come compilare correttamente il modello F24? Ecco tutto ciò che c’è da sapere.
Cos’è il codice tributo 1790 e a cosa si riferisce
Il regime forfettario è un regime opzionale per i titolari di partita Iva. Per ottenere i vantaggi del regime forfettario è necessario che si verifichino determinate condizioni, tra queste la più importante è il limite dei ricavi e compensi che non può superare la soglia degli 85.000 euro. Superata tale soglia, dall’anno di imposta successiva si esce dal regime di favore. Se viene superato il limite dei 100.000 euro l’uscita dal forfettario è immediata, in corso di anno di imposta.
Chi aderisce al regime forfettario può trarre vantaggio da una serie di semplificazioni, la più importante è la tassazione agevolata. Chi sceglie il regime forfettario versa un’imposta sostitutiva che sostituisce imposte sui redditi, addizionali comunali e regionali, Irap.
L’aliquota ordinaria per l’imposta sostitutiva è relativamente bassa, cioè 15%. Per i primi 5 anni di attività è possibile versare l’imposta con aliquota al 5%.
I contribuenti in regime forfettario sono, inoltre, esenti dagli adempimenti Iva: liquidazioni periodiche Iva, dichiarazione Iva, tenuta dei registri Iva.
Per i contribuenti in regime forfettario risulta semplificato anche il calcolo della base imponibile per l’imposta sostitutiva, infatti, non si applica la deduzione analitica delle spese, ma un coefficiente di redditività calibrato in base alla tipologia di attività svolta.
L’imposta sostitutiva si versa con il metodo acconto (primo e secondo) e saldo. Il primo acconto è in scadenza il 30 giugno dello stesso anno di imposta, ad esempio entro il 30 giugno 2026 deve essere versato il primo acconto 2026. Il secondo acconto deve essere versato entro il 30 novembre, il saldo deve essere versato entro il 30 giugno dell’anno successivo, ad esempio entro il 30 giugno 2026 deve essere versato il saldo 2025.
Per ogni versamento c’è un codice tributo specifico. Per il versamento del primo acconto dell’imposta sostitutiva si usa il codice tributo 1790.
Quando si usa il codice tributo 1790
Il codice tributo 1790 si utilizza per il versamento del primo acconto dell’imposta sostitutiva versata dai contribuenti, titolari di partita Iva, che hanno scelto il regime forfettario.
L’importo dell’acconto da versare entro il 30 giugno è determinato sulla base delle imposte versate per l’anno di imposta precedente ed è pari al 50% dell’imposta sostitutiva versata. Ad esempio, il primo acconto 2026 è pari al 50% del totale dell’imposta sostitutiva versata per l’anno di imposta 2025. Il secondo acconto è pari al 50% e deve essere versato entro il 30 novembre con il codice tributo 1791. Infine, il saldo è calcolato sulle effettive entrate e deve essere versato entro il 30 giugno dell’anno successivo. Naturalmente devono essere scorporati gli acconti. Il saldo deve essere versato con il codice tributo 1792.
Chi usa il codice tributo 1790 imposta sostitutiva primo acconto regime forfettario
Il codice tributo 1790 deve essere usato esclusivamente dai contribuenti che hanno aderito al regime forfettario e deve essere usato per il versamento del primo acconto. I versamenti del 30 giugno (saldo e acconto) possono essere dilazionati fino a 7 rate (con l’ultima scadenza in data 16 dicembre), oppure in 6 rate di cui la prima con spostamento al 30 luglio. È da tenere in considerazione che sulle eventuali rateazioni sono previsti degli interessi dello 0,4%.
Il versamento del 30 novembre non può, invece, essere rateizzato anche se nel decreto Milleproroghe 2026 è stato presentato un emendamento per il pagamento rateale anche dell’acconto del 30 novembre.
Chi non deve usare il codice tributo 1790 per il versamento dell’imposta sostitutiva?
Chi non usa il codice tributo 1790? Appare evidente dalla disamina che non può essre utilizzato dai titolari di partita Iva in regime ordinario. Ma non solo, ci sono ulteriori due ipotesi in cui pur essendo in regime forfettario è possibile non usare il codice tributo in oggetto.
Nel caso in cui l’acconto da versare sia inferiore a 51,65 euro, è possibile non effettuare il versamento (lo stesso sarà effettuato a saldo). Se l’acconto è, invece, inferiore a 206 euro è possibile non dividerlo in due tranche, ma effettuare il pagamento in unica soluzione entro il 30 novembre.
Dove inserire il codice tributo 1790
Il codice tributo 1790 per il versamento del primo acconto dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario deve essere inserito nella sezione “Erario” del modello F24.
Come compilare il modello F24 con il codice tributo 1790
Il codice tributo 1790 deve essere inserito nella sezione “Erario” del modello F24.
Ecco un breve schema per la compilazione del modello F24 con il codice tributo 1790.
Codice tributo 1790 imposta sostitutiva forfettario
F24 codice tributo 1790
La sezione “rateazione” deve essere compilata nel caso in cui si decida di dividere l’importo a rate (possibile solo per il primo acconto). In questo caso si indica, ad esempio, 0105 per il versamento della prima di cinque rate.
Nella sezione “anno di riferimento” si inserisce l’anno per il quale si versa l’imposta, ad esempio per il versamento del 30 giugno 2026, si inserisce 2026.
Nella sezione “importi a debito versati” deve essere indicato l’importo a debito.
Nella sezione “importi a credito compensati” si inseriscono eventuali crediti.
Nella sezione “TOTALE A” si indica la somma degli importi a debito indicati nella Sezione Erario.
Nell sezione “TOTALE B” si indica la somma degli importi a credito indicati nella Sezione Erario.
Nella sezione “+/-“ indicare il segno - se il TOTALE A è minore del TOTALE B altrimenti indicare il segno +.
Nella sezione “SALDO (A - B)” si indica il saldo (TOTALE A - TOTALE B).
© RIPRODUZIONE RISERVATA