Clima: Macron invoca una tassa per transazioni finanziarie e trasporto marittimo e aereo

Enrica Perucchietti

27 Giugno 2023 - 10:00

Il presidente francese ha esortato a una «mobilitazione» per varare tassazioni internazionali, con l’obiettivo di finanziare la lotta per il clima e contro la povertà.

Clima: Macron invoca una tassa per transazioni finanziarie e trasporto marittimo e aereo

«Aiutateci ad andare a sollecitare tutti quei Paesi che oggi non hanno tasse sulle transazioni finanziarie e che oggi non hanno tasse sui biglietti aerei. Aiutateci a mobilitare l’Organizzazione marittima internazionale a luglio affinché ci sia una tassazione internazionale».

Il presidente francese Emmanuel Macron ha nuovamente dimostrato la sua volontà di ritagliarsi un ruolo da leader globale, questa volta proponendo una «mobilitazione» per introdurre tassazioni internazionali su transazioni finanziarie, biglietti aerei e trasporto marittimo. Secondo Macron, queste nuove tasse servirebbero a finanziare la lotta per il clima e contro la povertà. Ma dietro a questa apparente nobile causa si nascondono molti dubbi e critiche.

Macron afferma che la tassazione internazionale in un solo Paese non funziona e sostiene che è necessaria la partecipazione di tutti gli Stati per ottenere risultati concreti. Ma è davvero così? La realtà è che l’introduzione di tassazioni internazionali è un’impresa complessa e soggetta a molte difficoltà pratiche e politiche. Convincere tutti i Paesi a concordare su tali tasse e ad attuarle in modo efficace è un obiettivo ambizioso e probabilmente irrealizzabile.

Inoltre, Macron sembra ignorare il fatto che molti Paesi potrebbero essere riluttanti ad adottare nuove tasse che potrebbero danneggiare la loro competitività economica e scoraggiare gli investimenti. La sua richiesta di «aiutare a sollecitare» quei Paesi che attualmente non applicano tasse sulle transazioni finanziarie e sui biglietti aerei suona più come una forma di pressione politica che come un appello ragionevole.

Non dimentichiamo che la Francia stessa ha già introdotto tasse su entrambi questi settori, dimostrando un evidente tentativo di aumentare le entrate statali a spese dei cittadini e delle imprese. Macron sostiene che farà in modo che altri Paesi seguano l’esempio francese, ma questa sembra essere una mossa per cercare di condividere il peso delle tasse con altri Paesi, anziché un vero impegno per la lotta al cambiamento climatico e alla povertà.

Inoltre, non è chiaro come queste nuove tassazioni internazionali sarebbero effettivamente utilizzate per finanziare la lotta per il clima e contro la povertà. Macron si limita a fare dichiarazioni generiche senza fornire dettagli concreti su come i fondi raccolti sarebbero distribuiti e utilizzati in modo efficace. Senza una chiara trasparenza e un meccanismo di rendicontazione, c’è il rischio che queste tasse diventino solo un’altra fonte di entrate statali senza un reale impatto sui problemi che si intendono affrontare.

Invece di cercare nuove fonti di entrate, Macron dovrebbe concentrarsi su politiche economiche e ambientali efficaci che promuovano la sostenibilità e l’equità senza gravare ulteriormente sui cittadini e sulle imprese.