Cliente senza scontrino rischia una multa?

Quante volte vi è capitato di non ricevere lo scontrino fiscale dopo un acquisto? Ecco cosa dice la legge e i rischi che corrono cliente e negoziante.

Cliente senza scontrino rischia una multa?

Negozi, bar, ristoranti e tutti gli esercizi commerciali sono obbligati per legge ad emettere lo scontrino dopo il pagamento del cliente. E chiedere lo scontrino è un dovere di ogni cittadino.

Ma molto spesso, vuoi per timidezza vuoi per la fretta, i clienti preferiscono non chiedere lo scontrino cartaceo anche se la legge prevede l’obbligo di emissione.

Il commerciante che non emette scontrini e fatture rischia pesanti sanzioni in seguito ai controlli della Guardia di Finanza; ma cosa rischia, invece, chi acquista o consuma un prodotto senza richiedere lo scontrino? Lo spieghiamo in questo articolo.

Cliente senza scontrino, nessuna multa all’orizzonte

Oggi c’è un diffuso disinteresse nel richiedere lo scontrino fiscale che pure è un dovere e un diritto del consumatore. Ma al di là dell’obbligo morale, la domanda che tutti si pongono è: il cliente che non lo richiede va incontro a multe o altre sanzioni?

A questo dubbio rispondiamo di no. Infatti a partire dal 2003 il cliente è esonerato dalla multa in caso di mancata richiesta dello scontrino. Ciò vuol dire che l’acquirente non rischia alcunché.

Tuttavia precisiamo che richiedere lo scontrino fiscale non solo risponde ad un “obbligo sociale” ma in molti casi può rivelarsi molto utile per il cliente stesso: è il caso delle spese che possono essere detratte in dichiarazione dei redditi, ad esempio quelle legate all’acquisto di libri scolastici, farmaci, veterinario e così via.

In più ci sono i vantaggi a lungo termine: se l’economia gira con trasparenza e nei modi indicati dalla legge ne trarranno beneficio tutti, sia consumatori sia esercenti.

Cosa rischia il commerciante che non emette lo scontrino

Le cose cambiano se è il commerciante a violare l’obbligo di emissione degli scontrini. Le ipotesi in cui rischia sono tre:

  • mancata emissione dello scontrino o ricevuta fiscale;
  • emissione di scontrini o ricevute con prezzo inferiore a quello effettivo;
  • omessa annotazione nell’apposito registro dei corrispettivi incassati in caso di mancato o irregolare funzionamento dell’apparecchio misuratore fiscale.

Nei casi sopra elencati la Guardia di Finanza ha il dovere di intervenire e procedere all’emissione delle sanzioni.

La non emissione degli scontrini è considerata a tutti gli effetti una evasione delle tasse e per questo si rischiano multe salata. Le sanzioni sono le seguenti:

  • sanzione pecuniaria pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non documentato e mai inferiore a 500 euro;
  • sanzione pecuniaria da € 1.000,00 ad € 4.000,00 in caso di omessa installazione del misuratore fiscale (cassa);
  • sanzione pecuniaria da € 250,00 a € 2.000,00 in caso di omessa richiesta tempestiva di intervento per la manutenzione del misuratore fiscale.

Nel caso poi in cui si venga sorpresi per più di 4 volte, (numero relativo all’emissione dello scontrino), nell’arco di 5 anni a eludere il proprio obbligo scatta una sanzione accessoria che prevede la sospensione dell’attività che va da 3 giorni ad 1 mese e che rappresenta un grosso danno per l’esercente.

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