Cittadini russi vengono introdotti clandestinamente in Europa (soprattutto in Italia)

Alessandro Nuzzo

3 Giugno 2026 - 22:58

Nel 2025 il numero di visti rilasciati a cittadini russi in Europa è aumentato rispetto all’anno precedente. I servizi segreti sono preoccupati: ecco perché.

Cittadini russi vengono introdotti clandestinamente in Europa (soprattutto in Italia)

Prima dello scoppio della guerra in Ucraina erano milioni i visti che i Paesi dell’Unione Europea rilasciavano ai cittadini russi. Nel 2019, prima della pandemia di Covid-19, ne erano stati concessi circa 4 milioni. L’anno successivo, complice l’emergenza sanitaria globale, il numero è sceso a 1,5 milioni. Nel 2021 si è registrato un ulteriore calo, fino a circa 530.000 visti, per poi stabilizzarsi negli anni successivi attorno alla soglia delle 500.000 autorizzazioni annuali. Una diminuzione dovuta in parte anche allo scoppio della guerra in Ucraina e alle conseguenti tensioni tra Mosca e l’Occidente.

Ora, però, un rapporto classificato come riservato, presentato alcune settimane fa a tutti i Paesi dell’Unione Europea dal Segretariato Generale del Consiglio dell’Unione Europea, evidenzia come nel 2025 il numero di visti rilasciati ai cittadini russi sia tornato a crescere. Secondo il documento, sono stati concessi 623.451 visti, circa il 10% in più rispetto ai 565.719 dell’anno precedente. Una notizia che ha suscitato preoccupazione in diversi servizi di intelligence europei.

Il rapporto riservato è stato pubblicato dal quotidiano finlandese Iltalehti, che sostiene di aver avuto accesso esclusivo ai documenti. Il dossier è stato classificato come riservato proprio perché metterebbe in evidenza con quale facilità i cittadini russi riescano ancora a ottenere l’ingresso nell’Unione Europea, spesso presentandosi come semplici turisti. Secondo fonti vicine al documento, diversi apparati di sicurezza sarebbero rimasti allarmati dal fatto che centinaia di migliaia di cittadini russi continuino a entrare ogni anno in Europa attraverso procedure ritenute, in alcuni casi, non sufficientemente approfondite.

Francia al primo posto per numero di rilasci. Italia seconda

Analizzando i dati emerge inoltre che la distribuzione dei visti non è uniforme. Al primo posto tra i Paesi che ne hanno concessi di più ai cittadini russi figura la Francia con 173.174 autorizzazioni. Al secondo posto si trova l’Italia, che ne ha rilasciate 157.100, mentre al terzo posto c’è la Spagna con 98.148. Francia, Italia e Spagna coprono quindi insieme circa il 68% di tutte le domande accolte.

Le motivazioni dichiarate dai richiedenti riguardano principalmente il turismo, i legami familiari, le visite ad amici o i viaggi d’affari. Per i servizi segreti europei, però, il problema non riguarda soltanto l’aumento del 10% rispetto al 2024, ma soprattutto ciò che questi visti consentono. Una volta entrato in un qualsiasi Paese dell’area Schengen, infatti, un cittadino russo può circolare liberamente tra gli Stati membri senza ulteriori controlli alle frontiere interne. Un sistema nato per favorire la libera circolazione che, in questo scenario, viene considerato da alcuni come una possibile vulnerabilità strutturale.

I timori dei servizi di intelligence non riguardano soltanto ipotesi teoriche. Il documento menzionerebbe esplicitamente il possibile utilizzo di questi visti da parte della Russia per attività di spionaggio, sabotaggio, propaganda o operazioni sovversive legate al conflitto in Ucraina. Per questo motivo viene raccomandato che le richieste presentate dai cittadini russi siano sottoposte a verifiche più approfondite.

La crescente preoccupazione ha già prodotto alcune risposte concrete a livello europeo. Nel novembre 2025 la Commissione europea ha infatti annunciato un significativo irrigidimento delle regole sui visti per i cittadini russi. In base alle nuove disposizioni, non è più possibile ottenere facilmente visti validi per ingressi multipli nell’area Schengen. Chi desidera viaggiare dovrà presentare una nuova richiesta per ogni ingresso, consentendo così alle autorità di effettuare controlli più frequenti e accurati.

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