La Cina sta costruendo un megaprogetto di ingegneria. Costerà 10 miliardi, ma farà guadagnare molto di più

Alessandro Nuzzo

18 Maggio 2026 - 18:34

È la più grande opera idroviaria che la Cina abbia mai costruito. Il progetto è alle battute finali e entro fine 2026 i lavori saranno completati.

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Entro la fine del 2026, la Cina inaugurerà la più grande opera idroviaria mai costruita nel Paese. Per realizzarla sono stati necessari quattro anni di lavori e investimenti pari a 10 miliardi di dollari. Si tratta del canale Pinglu che, come annunciato dalle autorità cinesi, è ormai entrato nella fase finale dei lavori e dovrebbe aprire alla navigazione entro la fine del 2026, con settembre indicato come la data più probabile.

Dal punto di vista commerciale, si tratta di un’infrastruttura strategica per Pechino. Il canale artificiale si estende per 134 chilometri nella Regione Autonoma Zhuang del Guangxi, nel sud della Cina. Parte dal bacino idrico di Xijin, sul fiume Yu, vicino alla città di Nanning, e arriva fino al Golfo di Beibu, il nome cinese della parte settentrionale del Golfo del Tonchino, attraversando il fiume Qin. In questo modo collegherà per la prima volta in maniera diretta la rete fluviale interna della Cina al Mar Cinese Meridionale.

Questa nuova via navigabile permetterà di risolvere un problema logistico molto importante. Oggi, infatti, le merci provenienti dalle province sud-occidentali dell’interno del Paese devono percorrere centinaia di chilometri verso est per raggiungere grandi porti come Shenzhen e Guangzhou prima di poter essere imbarcate. Il nuovo canale ridurrà le distanze di circa 560 chilometri rispetto alle rotte attuali, generando un risparmio stimato di circa 750 milioni di dollari all’anno.

Il motivo è semplice: il trasporto via acqua continua a essere molto più economico rispetto agli altri sistemi. I costi risultano infatti circa la metà rispetto al trasporto ferroviario, un quinto rispetto a quello su strada e addirittura un ventesimo rispetto al trasporto aereo. Per merci pesanti e voluminose, la rotta marittima resta ancora oggi la soluzione più efficiente e conveniente.

Superate enormi difficoltà ingegneristiche ma non mancano le polemiche degli ambientalisti

La costruzione del canale Pinglu ha richiesto il superamento di enormi difficoltà ingegneristiche. L’opera deve infatti affrontare un dislivello complessivo di 65 metri lungo il percorso. Per riuscirci, sono stati realizzati tre giganteschi complessi di chiuse, ciascuno dotato di due camere lunghe 300 metri e larghe 34, progettate per ospitare navi mercantili fino a 5.000 tonnellate.

Queste chiuse funzionano come veri e propri ascensori idraulici: le navi entrano nelle camere, il livello dell’acqua viene alzato o abbassato e le imbarcazioni possono così proseguire il loro viaggio. Lungo il tracciato sono stati inoltre costruiti 27 ponti e 13 moli operativi. Va anche sottolineato che il canale non è stato scavato interamente da zero: il percorso combina infatti alcuni tratti di fiumi già esistenti con nuove sezioni realizzate artificialmente.

Non sono però mancate le polemiche, soprattutto sul fronte ambientale. Secondo diversi esperti, la costruzione di grandi canali artificiali rischia di alterare profondamente gli ecosistemi fluviali. Gli ambientalisti hanno inoltre messo in guardia dal possibile aumento dell’inquinamento e dai danni alla fauna acquatica.

Il governo cinese, tuttavia, sostiene di aver adottato numerose misure per limitare l’impatto ambientale dell’opera. Lungo il percorso sarebbero state istituite 36 zone di protezione ecologica, oltre a scale di risalita per i pesci e sistemi avanzati di monitoraggio delle acque. Secondo Pechino, questi strumenti permetteranno di ridurre al minimo le conseguenze ambientali del progetto.

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