La Cina ci prende in giro. Costruisce un tunnel di 120 km sotto il mare, mentre noi parliamo del ponte sullo Stretto

Ilena D’Errico

23 Dicembre 2025 - 22:33

Pechino ci prende in giro con la sua nuova opera. Un tunnel sottomarino di 120 km che non teme i terremoti, altro che ponte sullo Stretto.

La Cina ci prende in giro. Costruisce un tunnel di 120 km sotto il mare, mentre noi parliamo del ponte sullo Stretto

La Cina prende in giro l’Italia e il nostro Ponte sullo Stretto ancora sulla carta, e nemmeno la stessa carta, da oltre 50 anni. Pechino è infatti pronta a costruire un tunnel di ben 120 km sotto il mare, un’infrastruttura maestosa che si appresta a rivoluzionare i trasporti nel Paese. Questo capolavoro ingegneristico richiederà tempo e soldi, ma sembra proprio che i presupposti siano ottimali. Così, la Cina potrebbe realisticamente beffeggiarsi di molti altri Paesi, che alle difficoltà strutturali, economiche e ingegneristiche non hanno saputo dare risposte certe dopo anni di lavoro.

Non è soltanto il Ponte sullo Stretto, che peraltro concettualmente è uno dei progetti più avanzati d’Europa, sono svariate le opere ancora in fase di incertezza. C’è il tunnel per il collegamento di Europa e Asia attraverso Spagna e Marocco, ma anche i molteplici edifici parte del Saudi Vision 2030, per citare i più emblematici. Esempi che vengono ripresi da tutti i media del mondo per rimarcare la superiorità cinese nel settore, non lasciando agli altri Paesi un ruolo molto dignitoso.

In realtà, bisognerebbe valutare molti più fattori per fare un confronto equo, ricordando che comunque anche il progetto cinese è ancora da farsi. D’altra parte, se la Cina riuscirà a eseguire l’opera nei tempi prestabiliti - e nulla fa pensare il contrario - potrebbe offrire qualche spunto utile per affrontare criticità condivise, ma lasciamo che ce lo dica il tempo.

La Cina costruisce un tunnel di 120 km sotto il mare

L’obiettivo cinese è collegare le città di Dalian e Yantai attraverso il Bohai Strait Tunnel. Attualmente per passare da una città all’altra bisogna necessariamente navigare per superare lo Stretto di Bohai oppure fare una deviazione, impiegandoci circa 8 ore. Il collegamento diretto permetterebbe invece di arrivare in appena 40 minuti, rendendo possibili spostamenti quotidiani senza difficoltà. Per realizzare questo piano, la Cina vuole realizzare due tunnel ferroviari paralleli per treni ad alta velocità sfruttando il fondale marino.

Lunghi 120 km, avranno circa 90 km interamente sott’acqua e ospiteranno treni che viaggiano a 240 km/h. Così Pechino vuole superare l’Eurostar che passa attraverso il Tunnel della Manica, spendendo la cifra di ben 23 miliardi di euro. Si tratta di un investimento ingente, ma Pechino è sicura che i vantaggi siano ben superiori.

Il passaggio dei treni attraverso il Bohai Strait Tunnel riuscirebbe infatti a decomprimere la rete ferroviaria di Pechino e Tianjin, riuscendo al contempo a collegare le zone industriali del Nord-Est con le zone economiche del Bohai e il delta del fiume Yangtze. Così, la Cina si appresta a spingere l’economia dell’intero Paese, anche se per farlo ci vorranno almeno 10 anni, forse 15.

Altro che Ponte sullo Stretto...

Sono evidenti i motivi per cui scatta il confronto con altre infrastrutture in corso di progettazione, a partire dal Ponte sullo Stretto. Oltretutto, bisogna anche considerare che l’ambizioso progetto cinese non si tira certo indietro dalle difficoltà. Oltre alle normali sfide ingegneristiche che interessano un’opera di tale entità, c’è la questione dei terremoti.

Il tunnel passa attraverso un’area altamente sismica, ma oltre ai terremoti l’infrastruttura dovrà essere ben ponderata anche per far fronte ai rischi di sicurezza, tutto tenendo conto dell’impatto ambientale. Problemi che bastano a mettere i bastoni tra le ruote a progetti anche meno sofisticati, ma che per il momento vedono una risposta di una solidità invidiabile da parte di Pechino.

La Cina è infatti disposta a metterci tutto il tempo necessario (e anche i soldi), puntando tutto sulla ricerca e sulla tecnologia avanzata. Sensori, compartimenti stagni e studi ingegneristici, questi sono gli strumenti nella cassetta degli attrezzi della Cina per riuscire nell’impresa. Vedremo ora se sarà di buon esempio o meno.

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