Cina, Asean e non solo: che 2024 economico sarà per l’Asia?

Federico Giuliani

03/01/2024

Che cosa dobbiamo aspettarci dal continente asiatico in vista dell’anno venturo? Ci sono almeno quattro aspetti economici da monitorare con la massima attenzione. Ecco quali.

Cina, Asean e non solo: che 2024 economico sarà per l’Asia?

I dossier geopolitici più rilevanti, i più pericolosi epicentri di tensione e alcune tra le principali catene di approvvigionamento mondiali. I due Paesi più popolosi del pianeta, alcune tra le economie più in rapida crescita e i mercati d’investimento più interessanti in circolazione. L’Asia incarna questo e molto altro, e continuerà a farlo anche nel 2024. Che cosa aspettarsi dal continente asiatico in vista dell’anno venturo?

Ci sono almeno quattro aspetti economici da monitorare con la massima attenzione:

1) il futuro economico della Cina;
2) le sfide dell’India;
3) il momento dell’Asean e del sud-est asitico;
4) il punto di svolta di Giappone e Corea, a metà strada tra l’essere potenze regionali e il diventare piccole potenze globali.

Cina: alla ricerca di un nuovo paradigma economico

Secondo quanto riferito da Nikkei Asian Review, la crescita economica della Cina potrebbe rallentare nel prossimo anno al 4,6%, a seguito di un’espansione prevista del 5,2% nel 2023, in mezzo a un crollo del mercato immobiliare e consumi stagnanti. Nello specifico, S&P Global Ratings ipotizza un tasso di crescita cinese del 4,6% nel 2024, ma tiene come riserva un possibile scenario al ribasso del 2,9%, a seconda di ciò che accadrà al settore immobiliare. Permangono, dunque, incertezze relative alla capacità di Pechino di risolvere le sfide nel campo del real estate, soprattutto nella consegna delle case agli acquirenti. Ricordiamo che i principali sviluppatori del Paese, come China Evergrande Group e Country Garden Holdings, sono altamente indebitati e continuano a incontrare difficoltà finanziarie. In un simile scenario, la Cina punterà ancora di più sulla cosiddetta Dual Circulation Strategy, una strategia varata dal governo cinese volta a riorientare l’economia del Paese dando la priorità al consumo interno pur rimanendo aperto al commercio e agli investimenti internazionali. L’obiettivo del Dragone è chiaro: diventare quanto più possibile indipendente nei settori più strategici.

Il soffitto di cristallo dell’India

Il 2024 sarà finalmente il momento dell’India? Per l’Associated Chambers of Commerce & Industry of India, l’India rimarrà il prossimo anno l’economia in più rapida crescita al mondo, sulla scia della forte domanda dei consumatori che porterà a una ripresa degli investimenti in settori come l’edilizia, l’ospitalità e le infrastrutture, comprese le ferrovie e l’aviazione. In un contesto di volatilità economica globale, l’economia indiana presenterà un quadro di resilienza. Rimarranno tuttavia preoccupazioni in merito all’inflazione alimentare e alla lentezza nella crescita della produzione rurale. In ogni caso, bisognerà capire quando il primo ministro Narendra Modi – con un terzo mandato quasi in tasca – riuscirà a proporre agli investitori stranieri Nuova Delhi come valida alternativa di Pechino. Nel caso in cui la missione dovesse essere completata, l’Elefante potrebbe finalmente sbloccarsi dopo anni di miracoli economici annunciati ma mai verificatisi.

L’Asean scalda i motori

La crescita economica del sud-est asiatico nel corso del prossimo anno potrebbe rappresentare una piacevole sorpresa. Certo, le situazioni cambiano da Paese a Paese ma il trend sembra essere promettente. HSBC ritiene che la crescita collettiva per le principali economie “ASEAN-6” di Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Tailandia e Vietnam arriverà al 4,6% nel 2024, in aumento dal 4% rilevato quest’anno. Come detto, le prospettive di questa crescita divergono per ogni nazione: si va dal 2,4% per Singapore al 6,3% per il Vietnam. Alcuni governi regionali, come quello indonesiano, cambogiano e vietnamita, potranno inoltre consolidare interessanti vantaggi derivanti dalla contesa Usa-Cina.

Giappone e Corea: potenze regionali o globali?

Attenzione, infine, a Giappone e Corea del Sud. Entrambi i Paesi sono stati arruolati dagli Stati Uniti in chiave anti cinese e anti nordcoreana. Sia Tokyo che Seoul stanno però iniziando a ragionare in termini di potenze globali. I giapponesi, dopo anni di quasi anonimato sulla scena internazionale, sono pronti a riemergere da una sorta di paralisi autoindotta. Non è un caso che il governo di Fumio Kishida abbia iniziato a consolidare i rapporti con i Paesi dell’Asia centrale e sud-est asiatico, a segnare un deciso ritorno sulla scena internazionale. Il rafforzamento militare, inoltre, attribuisce alla nazione nipponica un ulteriore jolly da poter giocare. Per la Corea del Sud è invece arrivato il momento di capitalizzare l’enorme soft power diffuso in tutto il mondo. Il 2024, insomma, potrebbe essere un anno chiave anche per Seoul.