Il dollaro si rafforza e 14 titoli del FTSE MIB possono beneficiarne. Ma tra Ferrari, STM, Stellantis e Pirelli le differenze sono enormi. Ecco chi ci guadagna davvero e chi solo in apparenza.
Il cambio euro-dollaro è tornato a essere una variabile centrale per i mercati finanziari. Dopo mesi in cui l’attenzione degli investitori si è concentrata soprattutto sui tassi di interesse, sulle banche centrali e sull’inflazione, la forza della valuta americana sta riportando in primo piano un tema spesso sottovalutato: l’impatto dei movimenti valutari sui bilanci delle società quotate.
Per Piazza Affari non si tratta di una questione secondaria. Molte grandi aziende italiane realizzano una parte rilevante dei ricavi negli Stati Uniti o vendono prodotti e servizi denominati in dollari. In alcuni casi il dollaro forte può sostenere fatturato e margini. In altri il vantaggio è più contenuto perché una parte dei costi è sostenuta nella stessa valuta.
La domanda, quindi, non è soltanto quali azioni siano esposte al dollaro, ma quali possano davvero trarne beneficio. La differenza è importante, perché l’esposizione valutaria può trasformarsi in un vantaggio competitivo, in un semplice effetto contabile oppure, in alcuni casi, in un fattore molto meno favorevole di quanto sembri a prima vista. [...]
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