Diverse riveste ogni anno stilano la loro lista delle persone più potenti al mondo: ecco la classifica aggiornata degli uomini più influenti del pianeta
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Chi sono le persone più potenti al mondo? Può sembrare strano, ma stando all’ultima classifica stilata da una rivista autorevole come Vanity Fair in testa a questa speciale graduatoria non ci sarebbe un politico.
Per prima cosa occorre chiarire che il concetto di persone più potenti al mondo si riferisce a individui che esercitano un’influenza eccezionale su larga scala in ambiti come politica, economia, tecnologia e cultura, senza dimenticare il potere militare.
Non esiste una sola definizione, ma le classifiche di solito valutano una combinazione di fattori chiave. Forbes ha smesso di pubblicare la propria lista dei più potenti nel 2018, mentre il TIME100 seleziona ogni anno le 100 personalità più influenti senza metterle in ordine. A ottobre 2026 è invece tornata, per la prima volta in quasi un decennio, la The New Establishment di Vanity Fair: 50 nomi scelti dalla redazione misurando il potere reale, al di là di patrimoni e follower.
In base a questo nel 2026 la persona più potente al mondo sarebbe Sam Altman, con il CEO di OpenAI che farebbe meglio di Dario Amodei e di Elon Musk.
La classifica delle persone più potenti al mondo
Al giorno d’oggi è maggiore il potere politico, e di riflesso anche militare, oppure quello economico, specie se riguarda settori in grande espansione come la tecnologia e l’intelligenza artificiale?
Difficile dare una risposta, però possiamo farci un’idea guardando quella che sarebbe la classifica 2026 degli uomini più potenti al mondo secondo Vanity Fair. Gli importi in euro sono calcolati al cambio di riferimento BCE dell’8 ottobre 2026 (1 euro = 1,1186 dollari).
Sam Altman
Ccofondatore e CEO di OpenAI, la società di ChatGPT, è per Vanity Fair l’Oppenheimer del nostro tempo. A ottobre 2026 ChatGPT ha superato 1,2 miliardi di utenti settimanali e a marzo OpenAI ha chiuso un round da 122 miliardi di dollari (circa 109,1 miliardi di euro) con una valutazione di 852 miliardi (circa 761,7 miliardi di euro).
Altman è anche al centro di Stargate, il progetto da 500 miliardi di dollari (circa 447 miliardi di euro) per i data center lanciato con Oracle e SoftBank nel gennaio 2025. A maggio una giuria federale ha respinto la causa con cui Elon Musk contestava la trasformazione di OpenAI in società a scopo di lucro, ritenendola presentata troppo tardi. Resta in sospeso la quotazione: la richiesta riservata è stata depositata a giugno, ma il debutto è stato rinviato.
Dario Amodei
CEO di Anthropic, la società che sviluppa i modelli di intelligenza artificiale Claude, per Vanity Fair è il Paradosso. Ex vicepresidente della ricerca di OpenAI, ha fondato Anthropic nel 2021 con la sorella Daniela e altri ex dirigenti. A maggio 2026 la società ha raccolto 65 miliardi di dollari (circa 58,1 miliardi di euro) a una valutazione di 965 miliardi (circa 862,7 miliardi di euro), superando per la prima volta OpenAI.
Il suo peso politico si è visto a febbraio, quando ha rifiutato di togliere dai contratti con il Pentagono il divieto di usare Claude per la sorveglianza di massa e le armi completamente autonome, scontrandosi con l’amministrazione Trump. Forbes stima il suo patrimonio in 15,5 miliardi di dollari (circa 13,9 miliardi di euro).
Elon Musk
CEO di Tesla e di SpaceX, scende al terzo posto e Vanity Fair lo ribattezza il Re Folle. Resta l’uomo più ricco del pianeta: al 1° ottobre 2026 Forbes stima il suo patrimonio in 936 miliardi di dollari (circa 836,8 miliardi di euro). Il 12 giugno è diventato il primo trilionario della storia, con il debutto di SpaceX al Nasdaq, chiuso con una capitalizzazione vicina ai 2.200 miliardi di dollari (circa 1.967 miliardi di euro).
Musk ne possiede circa il 38% e da febbraio SpaceX controlla anche xAI, proprietaria di X. Dopo la guida del DOGE, la rottura con Trump dell’estate 2025 e l’America Party annunciato e poi accantonato, è tornato a finanziare i repubblicani per le elezioni di metà mandato. Una candidatura alla Casa Bianca gli resta preclusa: la Costituzione americana la riserva ai cittadini nati negli Stati Uniti.
Jensen Huang
Cofondatore di Nvidia nel 1993 e da allora amministratore delegato, per Vanity Fair è l’uomo che vende picconi e pale durante la corsa all’oro. I suoi chip sono l’infrastruttura su cui corre l’intelligenza artificiale. Nell’ottobre 2025 Nvidia è stata la prima società al mondo a superare i 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione e a inizio ottobre 2026 ne valeva circa 5.700 (circa 5.096 miliardi di euro), con il titolo in crescita del 26% da inizio anno.
Forbes stima il patrimonio di Huang in circa 202,5 miliardi di dollari (circa 181 miliardi di euro). Nato a Taiwan ed emigrato negli Stati Uniti da ragazzo, è ormai anche un interlocutore della politica: a maggio era nella delegazione che ha accompagnato Trump a Pechino, dove la Cina chiedeva di allentare i limiti all’export di chip avanzati.
Kevin Warsh
Presidente della Federal Reserve dal 22 maggio 2026, quando ha giurato alla Casa Bianca prendendo il posto di Jerome Powell dopo otto anni, è per Vanity Fair colui che muove i mercati. Il suo potere sta nel costo del denaro della prima economia mondiale. Voluto da Trump, Warsh ha sorpreso con una linea da falco: a settembre la Fed ha alzato i tassi di 25 punti base, portandoli nella forchetta tra il 3,75% e il 4%, il primo rialzo dal 2023.
In conferenza stampa ha spiegato che la priorità è la stabilità dei prezzi e che aspettare il 2029 per riportare l’inflazione al 2% sarebbe troppo lento. La reazione dei mercati non si è fatta attendere, con il Dow Jones in calo di 600 punti nel giorno della decisione.
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Chi sono gli uomini più potenti d’Europa?
JD Vance
Vicepresidente degli Stati Uniti dal gennaio 2025, è il primo politico della classifica e Vanity Fair lo chiama l’erede del MAGA. Il soprannome non è casuale: in un sondaggio informale del CPAC sui possibili candidati repubblicani ha raccolto il 61% delle preferenze, e sondaggi e mercati delle previsioni lo danno in testa per la nomination del 2028.
In politica estera è diventato il volto più critico dell’amministrazione verso l’Europa, a partire dal discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, e nel febbraio 2025 si è scontrato con Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca. Nel 2026 Trump gli ha affidato il dossier più delicato: ad aprile ha guidato in Pakistan la delegazione americana ai negoziati con l’Iran, l’incontro di più alto livello tra i due Paesi dalla rivoluzione islamica del 1979.
Marco Rubio
Ex senatore della Florida e rivale di Trump alle primarie del 2016, oggi è l’unico di quegli sfidanti seduto nel governo. Ricopre due incarichi in contemporanea, segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale, e questo ne fa il principale regista della politica estera americana. Il 2026 lo ha visto in prima linea su tutti i fronti caldi: dal raid su Caracas che ha portato alla cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro alla guerra con l’Iran iniziata il 28 febbraio, fino agli avvertimenti di Trump su Cuba, Paese da cui proviene la famiglia di Rubio.
Il TIME lo ha inserito nel TIME100 del 2026. Secondo diversi osservatori punta alla Casa Bianca e potrebbe contendere proprio a JD Vance la nomination repubblicana per il 2028.
Sundar Pichai
CEO di Google dal 2015 e di Alphabet dal 2019, guida l’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale con una grande influenza tech globale. A gennaio 2026 Alphabet ha superato per la prima volta i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione (circa 3.576 miliardi di euro). Per sostenere la corsa all’IA il gruppo ha previsto per quest’anno investimenti tra 175 e 185 miliardi di dollari (tra 156,4 e 165,4 miliardi di euro), quasi il doppio dei 91,4 miliardi del 2025. I modelli Gemini sono arrivati anche dentro Apple Intelligence.
Sul fronte regolatorio, a settembre 2025 un giudice federale ha stabilito che Google non dovrà cedere il browser Chrome. Il consiglio di amministrazione gli ha riconosciuto un pacchetto retributivo che può arrivare a 692 milioni di dollari in tre anni (circa 618,6 milioni di euro).
Ted Sarandos
Co-CEO di Netflix, decide cosa guarda un pubblico che, secondo la società, si avvicina ormai al miliardo di persone. Il 2026 è stato l’anno della sfida per Hollywood: a dicembre 2025 Netflix aveva annunciato l’acquisizione di Warner Bros per 82,7 miliardi di dollari (circa 73,9 miliardi di euro), ma il 26 febbraio ha rinunciato a pareggiare l’offerta di Paramount, salita a 31 dollari per azione per una valutazione di circa 108 miliardi (circa 96,5 miliardi di euro).
Warner Bros. Discovery deve così a Netflix una penale da 2,8 miliardi di dollari (circa 2,5 miliardi di euro), che Paramount si è impegnata a coprire. Nel terzo trimestre 2026 i ricavi sono saliti del 12% a 12,9 miliardi di dollari (circa 11,5 miliardi di euro) e per l’intero anno la società prevede 51,1 miliardi (circa 45,7 miliardi di euro).
Neal Mohan
Alla guida di YouTube dal febbraio 2023, quando ha preso il posto di Susan Wojcicki, chiude la top 10 come amministratore delegato della piattaforma video di Google, visitata ogni giorno da oltre 2 miliardi di persone e su cui ogni minuto vengono caricate più di 500 ore di contenuti. Il TIME lo ha nominato CEO dell’anno 2025 e lo ha inserito nel TIME100 del 2026.
Il suo potere passa dagli schermi di casa, dove YouTube TV è diventata per molte famiglie americane l’alternativa alla TV via cavo, fino ai creator: nel 2024 la pubblicità sulla piattaforma ha superato i 36 miliardi di dollari (circa 32,2 miliardi di euro), a cui si aggiungono circa 14 miliardi (circa 12,5 miliardi di euro) dagli abbonamenti. Nel solo settembre 2025 YouTube ha lanciato più di 30 strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Chi rimane fuori e perché
Come detto sarebbe Sam Altman al momento la persona più influente al mondo, con il primato economico e tecnologico che avrebbe la meglio così su quello politico.
Scorrendo la classifica salta però all’occhio un’assenza pesante: mancano Donald Trump, Xi Jinping, Vladimir Putin, Narendra Modi e Mohammed bin Salman. Non si tratta di una bocciatura: Vanity Fair ha escluso per scelta i capi di Stato e le figure straniere senza un impatto diretto sugli Stati Uniti. Per questo i politici in graduatoria sono uomini che lavorano accanto allo Studio Ovale, come JD Vance e Marco Rubio, mentre il presidente americano resta fuori pur essendo, per molti, la persona più potente al mondo per eccellenza.
Del resto basta porsi questa domanda: Donald Trump avrebbe vinto ugualmente le elezioni senza i finanziamenti e la campagna elettorale di Elon Musk?
Allo stesso modo è corretto chiedersi se un imprenditore come Sam Altman possa essere più potente di Xi Jinping, alla guida della seconda economia mondiale, o di Narendra Modi, primo ministro di un Paese che può contare su oltre 1,4 miliardi di cittadini.
Domande queste che assomigliano molto a delle sciarade, visto che si potrebbe discutere per ore, se non giorni, su chi sia più potente tra chi, come Vladimir Putin, può sganciare una bomba atomica e chi invece, magari con un semplice post sui social, può cambiare le opinioni o imporre mode a milioni di persone.
Articolo revisionato da Emanuele Di Baldo il
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